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Denise Pipitone, “vivo col rimorso”: l’uomo rompe il silenzio dopo 17 anni

“Vivo col rimorso da 17 anni”: l’uomo rompe il silenzio su Denise Pipitone dopo tantissimi anni, ecco le sue parole

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Denise Pipitone, l’uomo rompe il silenzio dopo 17 anni: le sue parole (Fonte: Screen Chi l’ha visto)

La scomparsa di Denise Pipitone è uno dei casi più intricati della storia d’Italia. La bambina  è sparita il 1° ottobre 2004 a Mazzara del Vallo, in provincia di Trapani. Si trovava nei pressi della casa della nonna materna, quando è scomparsa improvvisamente. L’ultima volta è stata vista alle 11:45 da una zia sul marciapiede in strada. La bambina oggi avrebbe ventuno anni e da allora sono due volte si è riaperto il caso. La prima volta nell’ottobre del 2004, quando è stata avvistata a Milano in compagnia di alcune persone rom in strada davanti ad un istituto bancario. Una guardia giurata è riuscita a trattenere per poco il gruppo e a filmare la bambina. Nel filmato, la bambina viene chiamata Danas e la si sente chiedere ad una donna “Dove mi porti?”. Di recente, a distanza di diciassette anni, il caso si è riaperto dopo che una telespettatrice russa ha segnalato alla trasmissione Chi l’ha visto di aver notato una forte somiglianza tra la piccola Denise e una ragazza ventunenne alla ricerca della propria famiglia. L’esame del DNA, però, ha stabilito che Olesya Rostova (nome della ragazza russa) non è Denise.

Denise Pipitone, l’uomo rompe il silenzio dopo 17 anni

Dopo ben diciassette anni, parla la guardia giurata che il 18 ottobre 2004 avvistò la piccola Denise in compagnia di alcune persone rom nei pressi di un istituto. La guardia giurata riuscì a trattenere per qualche minuto il gruppo e a filmare la bambina. Nel filmato fornito dall’uomo si sente la bambina, chiamata dal gruppo Danas, che dice: “Dove mi porti?“. A distanza di diciassette anni, la guardia giurata ha rotto il silenzio, parlando nella trasmissione Iceberg in onda su Telelombardia: “Purtroppo sono 17 anni che io vivo con il rimorso di non aver agito d’impulso, anche se sarei andato nell’errore. Quel giorno non me la sentii”.


L’uomo ha racconto che in questi giorni è stato attaccato sul web sono stato attaccato da molte persone: “Tutti dicono che avrei dovuto prenderla e portarla via, che io essendo una guardia giurata avrei potuto farlo. Si sbagliano di grosso. Non potevo fare niente”.

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