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Di Maio: “Grillo e la Cina? Nessun dibattito nel M5s o volontà di mettere in discussione Ue e Nato”. E smentisce “imbarazzo di Draghi”

“Non c’è nessun dibattito o volontà nel Movimento di mettere in discussione l’alleanza occidentale e l’Unione europea, punti cardine della politica estera italiana”. Luigi Di Maio, intervistato a Cartabianca su Rai3, ha ribadito che la posizione del M5s, nonostante gli interventi di Beppe Grillo sulla Cina e la Nato, non è cambiata. E sul punto, ha detto, “non deve esserci alcuna ambiguità”. Venerdì scorso, mentre era in corso il G7, il fondatore del Movimento ha incontrato l’ambasciatore cinese a Roma (Giuseppe Conte non ha partecipato per “impegni concomitanti), una scelta contestata dalle opposizioni e che ha provocato le critiche anche del Partito democratico. Ieri invece, sempre Beppe Grillo, ha pubblicato un post sul suo blog contro la “parata ideologica” della Nato. Il ministro degli Esteri ha replicato: “Non credo che la visita di Beppe Grillo all’ambasciata cinese abbia stravolto le sorti del G7”, ha detto a Cartabianca, “il presidente Draghi non mi ha sollevato nessuna questione legata ad imbarazzo”. E ha spiegato che la sua posizione è pienamente condivisa da Conte, ovvero “colui che sicuramente sarà eletto capo politico nel movimento. Ha la mia stessa opinione” e la “portiamo avanti in tutte le sedi”. Poi, ha aggiunto in riferimento a Grillo, “ci possono essere delle considerazioni”.

Il post sul Blog di Beppe Grillo risale a ieri e si parla appunto dell’ultimo vertice Nato come di “una parata ideologica come non se ne vedevano dalla caduta del muro di Berlino. Il G7 prima e la riunione della Nato poi hanno colto l’occasione per sparare a palle incatenate contro il “nemico”, ha scritto in un tweet il garante rilanciando un articolo del docente e accademico Andrea Zhok. “Il messaggio veicolato dai leader occidentali – capitanati dal “mite” Biden è che ci siamo “noi”, l’Occidente, e poi ci sono “loro”, gli “altri”, dalla cui aggressività ci dobbiamo difendere e che minacciano “i nostri valori”. A più riprese, vari leader, dal segretario della Nato Stoltenberg al presidente Draghi hanno ripreso questo punto: ‘dobbiamo difendere i nostri valori’”, si legge nell’articolo pubblicato sul blog di Grillo. E, conclude Zhok: “Il modello argomentativo è quello sperimentato della ‘guerra fredda’, dove i popoli occidentali erano chiamati a difendere la propria identità valoriale di fronte agli attacchi del perfido nemico trinariciuto. Viene da scherzarci sopra, però davanti ad un appello identitario a base valoriale per la difesa dal nemico è opportuno drizzare le orecchie”.

Proprio sui rapporti tra M5s e Cina era intervenuto domenica, intervistato da Lucia Annunziata a “In mezz’ora” lo stesso Giuseppe Conte. “Polemiche strumentali”, ha detto. “Io non ho potuto raccogliere questo invito, ma non sarebbe stata la prima volta che incontro ambasciatori, è normale che un leader esponga la propria proposta alle altre Nazioni. L’alleanza Atlantica è un pilastro, così come l’Ue. Ma il fatto di poter dialogare anche con asiatici importanti come la Cina è di utilità per tutti”.

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