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“Discovered”, una vetrina per i designer di domani

Mimi Shodeinde, Howard Desk

Come proporre, in questo momento difficile, una vetrina globale per la futura generazione di talenti del design? Ci hanno pensato Design Museum, American Hardwood Export Council e Wallpaper*, tre importanti realtà internazionali che unendo le forze hanno creato “Discovered. Designers for Tomorrow”, interessante iniziativa che fino al 10 ottobre coinvolgerà 20 artisti emergenti provenienti da 16 Paesi, tutti impegnati nella realizzazione di mobili, oggetti e opere scultoree in legno. «È un momento delicato, la next generation di talenti ha bisogno di sostegno. Per questo siamo onorati di collaborare con AHEC nel lancio di “Discovered”» spiega Sarah Douglas, editor-in-chief di Wallpaper*. «Ci piace l’idea che i designer di domani abbiano tutta la visibilità che meritano».

Selezionati dal Graduate Directories di Wallpaper e grazie alla rete di AHEC, i designer hanno lavorato fianco a fianco con i partner di produzione globale di AHEC per sviluppare e creare un nuovo oggetto utilizzando materiali sostenibili come la quercia rossa, il ciliegio e l’acero.

Nelle varie fasi del progetto, i partecipanti sono stati supportati e guidati da Sarah Douglas e dal direttore europeo di AHEC David Venables, oltre che da un team di designer, tra i quali Tomoko Azumi, Maria Jeglinska-Adamczewska, Nathan Yong e Adam Markowitz. «Siamo davvero entusiasti di collaborare con Wallpaper* per coinvolgere e sostenere i giovani talenti. «“Discovered” è un’opportunità unica anche per noi, perché per la prima volta uniremo le forze con le altre realtà territoriali di AHEC in un ambizioso progetto creativo» commenta David Venables, direttore europeo di AHEC. «Con Wallpaper* abbiamo selezionato un gruppo di designer molto interessanti provenienti da 16 Paesi. Questo progetto ci permetterà di offrire loro un’esperienza di apprendimento preziosa per lo sviluppo di nuovi oggetti in legno».

Per sviluppare le loro idee, i partecipanti sono stati invitati a pensare alle loro recenti esperienze di vita e considerare concetti quali l’identità e l’eredità culturale, la famiglia e lo spirito di adattamento indotto dalla pandemia.

Tutto ciò ha portato a una selezione variegata di oggetti, dai mobili funzionali, come armadi, tavoli e sedie, a opere più astratte e scultoree. “Discovered” racconta in maniera esemplare come l’esperienza personale dell’isolamento abbia ispirato la creatività di ciascun designer, in quello che è stato (ed è ancora) un periodo di grande difficoltà per gli individui e l’attività produttiva del mondo intero. Ecco alcune delle proposte più interessanti:

Isabelle Baudraz, Presences

Losanna, Svizzera/ Atene, Grecia

Materiale: ciliegio

Isabelle Baudraz, Presences

Ispirata dalle forme naturali, Isabelle Baudraz ha creato i suoi pezzi con ciliegio americano: «una scelta istintiva» racconta. «Mi piaceva anche il fatto che sarebbe diventato più scuro con il trascorrere del tempo».

Nong Chotipatoomwan, Thought Bubble

Bangkok, Thailandia 

Materiale: quercia rossa

Nong Chotipatoomwan, Thought Bubble

La nostalgia per il viaggio e l’interazione sociale ha guidato il pensiero creativo di Nong Chotipatoomwan. Ha usato la quercia rossa per la sedia perché affascinata dalle sue venature. «È abbastanza espressiva e mi interessava la sua natura porosa».

Mew Mungnatee, Corners Lamp

Bangkok, Thailandia

Materiale: acero e ciliegio

Mew Mungnatee, Corners Lamp

Le sue lampade, ispirati alle pagode, si basano su una lampadina che proietta un’ombra sulle superfici sottostanti. Mew Mungnatee ha lavorato con l’acero (“ha bagliori opalescenti”) e il ciliegio (per la sua potenziale varietà cromatica).

Alessandra Fumagalli Romario, Studiolo 2.0 

Milano, Italia

Materiale: ciliegio

Alessandra Fumagalli Romario, Studiolo 2.0

Fumagalli Romario si è ispirata al mescolarsi di pubblico e privato durante la pandemia, paragonandolo ai piccoli studioli che si ritrovano nei dipinti rinascimentali. Della sua scelta del ciliegio dice: «Volevo un legno che parlasse da solo».

Juan Carlos Franco & Juan Santiago Sierra, Riverside bench

Colombia, Spagna

Materiale: ciliegio

Juan Carlos Franco & Juan Santiago Sierra, Riverside bench

Ispirandosi alle stilt houses colombiane, Franco & Sierra hanno creato una panchina in ciliegio che si adatta a diverse esigenze, grazie all’aggiunta di accessori come vassoi, divisori e contenitori che si fondono in una fessura centrale.

Siyanda Mazibuko, Kumsuka (Evolve Your Space) 

Johannesburg, Sudafrica

Materiale: quercia rossa termicamente modificata

Siyanda Mazibuko, Kumsuka (Evolve Your Space)

Il pezzo di Mazibuko si ispira all’isicholo, acconciatura che simboleggia l’identità in diverse culture africane, e l’indlamu, danza tribale Zulu praticata nelle cerimonie celebrative. Il legno di quercia rossa è stata cotto ad alta temperatura per renderlo adatto all’esposizione outdoor.

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