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È iniziata la guerra di Gaza

“Le truppe aeree e di terra delle Forze di difesa israeliane (IDF) stanno attualmente attaccando nella Striscia di Gaza”. Lo annuncia l’esercito israeliano che ha iniziato ad ammassare le truppe al confine con l’enclave palestinese in vista di una potenziale operazione di terra. Oggi erano stati richiamati in servizio settemila riservisti ed erano state revocate tutte le licenze. L’IDF ha detto ai residenti delle comunità del Negev occidentale di stare al riparo.

Il portavoce dell’esercito Jonathan Conricus, ha riferito che soldati israeliani sarebbero già entrati nella Striscia di Gaza nell’ambito dell’attacco sferrato questa notte dalle forze aeree e di terra contro l’enclave palestinese.

IDF air and ground troops are currently attacking in the Gaza Strip.

— Israel Defense Forces (@IDF) May 13, 2021

Testimoni sul posto riferiscono di bombardamenti dell’artiglieria: carri armati, cannoni, elicotteri da combattimento e altri aerei stanno ora attaccando obiettivi di Hamas nel Nord della Striscia di Gaza. Truppe israeliane sarebbero già penetrati all’interno del confine avanzando con i tank ma un portavoce delle Forze di difesa israeliane ha precisato ai microfoni dell’emittente televisiva “Kann” che i militari dello Stato ebraico non sono entrati nella Striscia di Gaza e quella in corso non sarebbe ancora un’invasione di terra, ma “un fase di attacco più intensa da parte di Israele dall’inizio dell’escalation”.

Not a sunset but Gaza as I speak! pic.twitter.com/duqA0SXHmj

— Muhammad Smiry 🇵🇸 (@MuhammadSmiry) May 13, 2021

Inoltre 250.000 abitanti di Beit Lahiya sarebbero al buio dopo che un razzo ha colpito tre delle dieci linee elettriche fornite da Israele per contribuire a rafforzare il sistema elettrico della Striscia che oggi ha solo cinque ore di elettricità al giorno rispetto alle 14 del mese scorso.

Da Gaza le brigate di Hamas avrebbero risposto all’iniziativa israeliana con multipli lanci di razzi verso le vicine città israeliane di Ashkelon, Ashdod, Beersheba e Sderot. Hamas afferma che questa notte le forze israeliane hanno condotto in pochi minuti oltre 150 raid aerei a Gaza. Intanto è stato aggiornato dalle autorità sanitarie di Gaza il bilancio delle vittime dell’offensiva: 109 morti, 28 dei quali bambini.

L’esercito israeliano ha attaccato Gaza

“Stiamo riunendo forze al confine con Gaza, ci prepariamo. Studiamo il campo e le useremo quando decideremo di farlo” ha detto ai giornalisti il portavoce dell’esercito israeliano Hidai Zilberman. “L’iniziativa è nostra e il tempo è dalla nostra parte”.

Dopo 5 giorni di scontri la guerra con Hamas scivola così in uno scontro diretto sul campo dopo essersi aggravata nella serata di ieri di un altro dramma: un’intera famiglia, compresi quattro bambini e la madre incinta, è rimasta uccisa in un pesante bombardamento israeliano nella zona di Sheikh Zayed, nel nord di Gaza, che ha provocato almeno 11 morti e 50 feriti, secondo la ricostruzione dell’agenzia palestinese Wafa.

Il consiglio di Sicurezza dell’Onu si riunirà domenica per discutere della situazione. Solo oggi gli Stati Uniti oggi avevano bloccato la richiesta, avanzata dalla Cina ed altri Paesi del Consiglio, di convocare per domani una riunione di emergenza a porte aperte.

Netanyahu: “Operazione continuerà finché sarà necessario”

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha detto che Hamas pagherà un “prezzo molto pesante” per le sue azioni. “Continueremo a fare quello che stiamo facendo con grande intensità. L’ultima parola non è ancora stata pronunciata, e questa operazione continuerà finché sarà necessario per ripristinare la legge e l’ordine nelle città di Israele”.

Oggi fonti diplomatiche avevano anticipato l’ipotesi di un’operazione terrestre dopo giorni di bombardamenti aerei. Sempre in serata un altro quotidiano, Haaretz, ha riferito che i vertici militari di Israele sarebbero pronti a interrompere appena possibile i combattimenti a Gaza per via del rischio di un aggravarsi di disordini e scontri che hanno contrapposto cittadini di origine araba ed ebrei in diverse località di Israele.

L’odio nelle strade che fa più paura dei missili: alle radici della guerra in Medio Oriente 

Da lunedì, quando è iniziata l’operazione Guardiani delle Mura, l’esercito israeliano ha colpito più di 700 obiettivi di Hamas, tra cui alti comandi e droni d’attacco lanciati dal gruppo terroristico. Nei quattro giorni dall’inizio dell’Operazione Guardiani delle Mura, un’operazione che è al 95% di attacchi aerei, oltre 700 obiettivi di Hamas sono stati colpiti dall’aviazione israeliana e 60 operativi, tra cui alti comandanti, sono stati uccisi secondo il bilancio dell’esercito israeliano.

artiglieria israeliana bombarda gaza-2

La situazione all’interno dello Stato israeliano è molto tesa per via dei linciaggi che si svolgono nelle città miste dove si susseguono attacchi sia da ebrei che da arabo israeliani impegnati in una vera e propria caccia all’uomo. 

Intanto si infiamma anche il confine Nord, quello con il Libano. Tre razzi sono stati sparati stasera dal sud del Libano verso Israele sono stati sparati da una zona vicina alle basi militari del contingente italiano di Unifil, la missione Onu nel sud del Libano a ridosso della Linea Blu di demarcazione con lo Stato ebraico. Secondo media locali, i razzi sono partiti da piattaforme mobili piazzate in un campo agricolo e nascoste tra il fogliame alto e denso di piantagioni di banane nei pressi di Qleila, a 10 chilometri dalla base di Shamaa del contingente italiano, responsabile del Settore occidentale (Sector West) dell’Area di responsabilità (AoR) della missione Onu.

Il contingente italiano di Unifil conta circa un migliaio di militari dispiegati nei distretti occidentali della zona dove dal 1978 operano i caschi blu dell’Onu. Oltre alla base di Shamaa il contingente italiano conta altre basi nel Settore ovest dell’Area di responsabilità di Unifil.

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