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Ecco come evitare la catastrofe educativa. I consigli di suor Anna Monia Alfieri

Rilievi, proposte e auspici di Suor Anna Monia Alfieri

 

Un patto di corresponsabilità per scongiurare la catastrofe educativa: usiamo le tre leve e puntiamo al prossimo decreto Ristori.

Dopo la legittima denuncia andiamo oltre non limitiamoci alla lamentazione agiamo su quanto abbiamo ottenuto: Pon/Patti di comunità/compartecipazione.

E’ quanto sottolinea e auspica Suor Anna Monia Alfieri.

Ecco tutti i dettagli

Il bando del Programma operativo nazionale, Pon, “discrimina le scuole paritarie nella richiesta di fideussione bancaria per l’accesso ai finanziamenti” del fondo strutturale europeo. Per accedere alle risorse è loro richiesto di presentare apposita fideiussione bancaria o polizza assicurativa per un importo pari alla quota di risorse erogate a titolo di anticipazione (30% del finanziamento complessivo). Anche se la “fideiussione è una richiesta di normale garanzia quando si agisce con fondi pubblici”, “potrebbe scoraggiare gli istituti paritari a partecipare, mentre i 5 Stelle stanno al varco…”.

E’ quanto sottolinea con l’Adnkronos Suor Anna Monia Alfieri, paladina delle paritarie, che, ricordando l’imminente scadenza del bando il prossimo 21 maggio, aggiunge: “Abbiamo il diritto di dire che ci hanno discriminati ma è anche il momento di agire per ridurre i danni. Detto ciò presentiamo i progetti e puntiamo al Dl ristori bis, che la settimana prossima dovrebbe partire alla Camera, per ottenere aiuti, chiedere autonomia e libertà”.

“Le scuole paritarie – prosegue Suor Anna Monia – si aspettavano che nel decreto Sostegni, come in quello Rilancio, fossero investiti soldi per scontare la retta. Ma non è avvenuto. Dispiace, ma Draghi e Bianchi, come europeisti, ci impegnano a fare i conti con un nuovo paradigma, al di là dei 22 euro ad alunno del decreto sostegni – rileva l’attivista – La nostra inclusione nei Patti di comunità e per la prima volta nei Pon sono traguardi importanti ottenuti. Noi adesso abbiamo il dovere di scongiurare la catastrofe educativa, combattere a strombattuto senza permetterci il lusso della stanchezza. Usiamo le tre leve: pon , patti di comunità e compartecipazione. Battiamo cassa per evitare la chiusura delle scuole dei poveri con lo Stato, le regioni, i comuni… Capisco il diritto lamentarsi, ma anche bisogna agire. Qui – conclude – è colpa e merito di ciascuno di noi. Ognuno sarà responsabile”.

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