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Ecco come lo Stato continuerà a svenarsi per Mps

Tutti i dettagli sul profondo rosso di Mps: la perdita 2020, il ruolo dell’azionista Mef e il dossier aumento di capitale.

Continua il profondo rosso per Mps. E il Tesoro, azionista di maggioranza della banca senese, si appresta nuovamente a svenarsi per ripianare la perdita 2020 (che proseguirà anche nel 2021).

Ecco tutti i dettagli.

COME SONO ANDATI I CONTI 2020 DI MPS

I conti dell’istituto controllato dal Mef per il 64%, hanno visto una perdita di 149,6 milioni nel periodo ottobre-dicembre e di 1,689 miliardi nel corso dei dodici mesi che si confrontano con 1,03 miliardi persi nel 2019.

TUTTI I NUMERI PESSIMI DI MPS

I ricavi sono in calo del 7,8% a livello annuale a 2,720 miliardi, gli oneri operativi in contrazione del 3,7% a 2,203 miliardi, il risultato operativo lordo è in riduzione del 28,2% a 713,5 milioni, gli accantonamenti in aumento da 828 milioni del 2019 a 984 dello scorso anno. Nel frattempo, l’indice di solidità patrimoniale, il Cet 1 ratio Fully Loaded, è calato dal 12,7% al 9,9%.

CHE COSA DICE MPS SUI RISULTATI

Il risultato negativo dipende, scrive la banca, soprattutto da componenti non operative (-1,305 miliardi) legate ad accantonamenti per rischi e oneri, e dalla revisione del valore delle Dta (circa 340 milioni di euro) oltre al rispetto del Piano di Ristrutturazione, con la cessione di portafogli Utp, il ritorno della banca sul mercato delle obbligazioni subordinate, la vendita della controllata Bpm Belgio Sa.

IL RUOLO DELLE COMMISSIONI

Le commissioni nette (1,430 miliardi) hanno rappresentato il 50% dei ricavi e il 53% dei ricavi core o altri ricavi della gestione finanziaria, pari a 197 milioni di euro, rispetto a 333 milioni di euro del 2019 che, tra gli altri, includevano i benefici legati alla rivalutazione dei titoli iscritti nell’attivo “rivenienti dalle operazioni di ristrutturazione del debito Sorgenia e Tirreno Power (+155 milioni di euro) e il costo relativo all’esercizio del diritto di recesso dal contratto stipulato con Juliet (-49 milioni di euro circa)”.

LE COMPONENTI NEGATIVE

Le componenti non operative negative per 1,305 mld di euro includono, tra l’altro, 984 milioni di euro di accantonamenti a fondi rischi e oneri e 154 milioni di euro di oneri di ristrutturazione legati a Hydra e all’esodo del personale avvenuto nel corso del quarto trimestre. Migliora intanto la posizione di liquidità con rapporto loan/deposit superiore all’80%, rispetto all’85% del 2019.

IL RUOLO DI AMCO

Dopo aver completato l’operazione di derisking nei confronti di Amco per 8,1 miliardi di euro (Hydra) l’Npe ratio lordo è sceso dal 12,4% del 2019 al 4,3%, ovvero al 3,4%, scrive la banca, in base alla nuova definizione dell’Eba.

IL DOSSIER RAFFORZAMENTO DEL CAPITALE

La banca spiega che l’operazione di rafforzamento patrimoniale annunciata per 2,5 miliardi di euro “sconta talune incertezze in quanto necessita la conclusione del processo già avviato di valutazione e approvazione di Dg Comp e Bce”. A seguito “dei rilevanti accantonamenti sui rischi legali operati nell’esercizio, degli effetti dell’operazione Hydra, dello scenario macroeconomico penalizzato dalla pandemia da Covid-19 e delle evoluzioni regolamentari, è emerso uno shortfall prospettico di capitale rispetto ai requisiti patrimoniali (overall capital requirements)”, scrive Mps.

CHE COSA HA DETTO MPS SULL’AUMENTO DI CAPITALE

“Se le minoranze” di Mps, cioè gli azionisti diversi dal Tesoro, “non dovessero sottoscrivere l’aumento di capitale” la loro quota “verrebbe garantita dalle banche d’affari”. E’ quello che ha detto l’ad di Mps, Guido Bastianini, rispondendo alla domanda di un analista sul rischio che lo Stato debba sottoscrivere l’aumento da 2,5 miliardi oltre la sua quota del 64%. “Se dovessimo ricorre all’aumento e le minoranze non dovessero partecipare, le banche sono disposte a coprire la parte restante”, ha aggiunto Bastianini.

IL CAPITOLO MORATORIE DI MPS

Le moratorie sui crediti concesse dalle banche nella fase acuta della pandemia Covid-19 iniziano a scadere. Il Monte dei Paschi, nella presentazione dei risultati annuali, mostra che a fine anno aveva in essere moratorie su crediti per 11,8 miliardi in calo di circa 3 miliardi rispetto ai 14,9 miliardi in essere a fine settembre. “Il 23% dello stock e’ scaduto e non e’ stato rinnovato” indica l’amministratore delegato Guido Bastianini nel corso della conference call richiamando l’attenzione degli analisti sui 23 miliardi complessivi “a sostegno dei nostri clienti” rappresentati dalle moratorie in essere, dagli 8,1 miliardi di prestiti garantiti accettati (6,1 miliardi a fine settembre) e da ulteriori 3,3 miliardi di linee di credito che sono state estese o non revocate. Nel corso della sezione ‘domande e risposte’ con gli analisti, il cfo, Giuseppe Sica, ha indicato che “non ci sono segnali di deterioramento” nel portafoglio crediti.

LE PAROLE DI BASTIANINI (MPS)

Guido Bastianini, ad e dg di Mps, ha spiegato che “non abbiamo una tempistica relativa alla fine delle valutazioni e alla risposta di Bce e Dg Comp” al nostro Piano industriale e all’aumento di capitale. Il manager ha parlato nel corso della conference call con gli analisti finanziari per illustrare i risultati di bilancio. Bastianini ha poi aggiunto di non “avere dati da condividere sugli stress test condotti dalla Bce”, ribadendo che la banca non sta pensando ad alcuna emissione di bond subordinati. Inoltre il manager ha chiarito che se non si trovasse un partner, l’aumento da 2,5 miliardi sarebbe tutto in equity (alcuni analisti hanno suggerito una parte via emissione di bond subordinati, per rendere meno oneroso il rafforzamento in capo agli azionisti). Se se minoranze non parteciperanno al rafforzamento di capitale, verrà in aiuto “il consorzio delle banche d’affari”.

IL REPORT DI EQUITA SUI CONTI DI MPS

A detta degli esperti di Equita Sim, i risultati del quarto trimestre sono nel complesso inferiori alle attese a livello operativo a causa di un minore margine di interesse e contributo da trading e maggiori i costi operativi, “solo parzialmente compensati da una dinamica commissioni più favorevole”. La bottom line, prosegue Equita, è a sua volta inferiore alle stime principalmente per 216,2 milioni di accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri, mentre il Cet1 Fully Loaded al 9,9% risulta migliore delle previsioni della Sim.

I MOTIVI DELLA PERDITA DI MPS SECONDO GLI ANALISTI

Secondo Kbw, la perdita si spiega con gli accantonamenti per rischi e passività superiori alle attese, mentre il coefficiente Cet 1 FL al 9,9%, in calo a causa del processo di derisking con Amco, è migliore delle attese degli analisti americani “a causa della forte riduzione della leva finanziaria”.

IL POST DI BORZI (EX SOLE 24 ORE)

Ha commentato via Facebook Nicola Borzi, giornalista esperto di banche e finanze, già al Sole 24 Ore: “Per un curioso scherzo del destino la partita torna in mano a due degli uomini che la iniziarono 14 anni fa: Mario Draghi che nel 2007-2008 da Governatore di BancaItalia seguì e autorizzò la fusione Mps-AntonVeneta, radice del disastro, e Andrea Orcel nuovo capo di UniCredit che fu il tramite della vendita di AntonVeneta da #Santander a Mps e che ora deve decidere se acquistare Mps”.

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