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Elly Schlein: «Sono una donna, non sono una madre. Ma non per questo sono meno donna»

E alla fine arriva Elly. Sul palco che chiude la campagna elettorale del Pd, «in rimonta» come ha detto il segretario Enirico Letta, la vicepresidente della regione Emilia Romagna è salita per sfidare frontalmente il programma del centrodestra e in particolare la leadership di Giorgia Meloni. «E no, non basta essere donne per aiutare altre donne», ha detto Elly Schlein. «C’è una bella differenza tra il dirsi femminili e femministe, se decidi di non difendere i diritti delle donne, a partire da quelli sul proprio corpo». Per poi aggiungere: «Sì, sono una donna, amo un’altra donna e non sono una madre. Ma non per questo sono meno donna», riferendosi chiaramente al tormentone della leader di Fratelli d’Italia «Sono Giorgia, sono una donna, sono una madre». Automaticamente è diventata per tutti «l’anti Meloni».

Il paragone con Alexandria Ocasio-Cortez

Il 20 settembre il quotidiano britannico The Guardian l’aveva definita «la stella nascente della sinistra italiana», paragonandola alla deputata Alexandria Ocasio-Cortez, nata nel Bronx 32 anni fa (compirà 33 anni il 13 ottobre). Elly Schlein invece è nata a Lugano 37 anni fa, ma le similitudini con la Ocasio Cortez in effetti ci sono: anche lei è femminista, progressista ed ecologista, appassionata alla politica e con qualche record in questo campo. Come Ocasio-Cortez, che a 29 anni è diventata la donna più giovane ad essere eletta come parlamentare nella Storia americana, anche la Schlein a solo 29 anni è diventata europarlamentare. E alle ultime amministrative è stata la più votata della storia regionale, diventando la vicepresidente dell’Emilia Romagna. Come Ocasio-Cortez, sue sono le deleghe al contrasto alle diseguaglianze e alla transizione ecologica.

La deputata americana Alexandria Ocasio-Cortez

ANDREW HARNIK/Getty Images

Il momento Obama

Schlein è figlia di accademici: la madre è Maria Paola Viviani, docente di diritto pubblico comparato e il padre politologo, Melvin, è americano. Dopo aver frequentato il liceo a Lugano, dove insegnava il padre, si trasferisce a Bologna per studiare prima al Dams e poi Giurisprudenza. Poco prima della laurea (sui diritti dei migranti, altro tema caro a Ocasio-Cortez), nel 2008, è volontaria alla campagna elettorale del futuro presidente degli Stati Uniti Barack Obama contro John McCain, esperienza che replicherà nella successiva ricandidatura di Obama nel 2012. Vicina a Beppe Civati, nel 2014 viene eletta al Parlamento europeo con 54.802 preferenze, dove entra a far parte anche della Commissione per la parità di genere.

Il coming out 

Dopo aver lasciato il Pd per divergenze con la linea dell’allora segretario Matteo Renzi, con Beppe Civati lancia Possibile, che diventerà partito nel 2016. Dal 2020 guida la lista Coraggiosa ed è eletta nell’Assemblea legislativa regionale dell’Emilia Romagna e diventa assessora al contrasto alle diseguaglianze e transizione ecologica. Sostenitrice anche dei diritti Lgbtq+, sempre nel 2020 in un’intervista rilasciata a Daria Bignardi nel salotto del programma L’Assedio fa coming out. «Ho amato molti uomini e ho amato molte donne», ha detto. «In questo momento sto con una ragazza e sono felice finchè mi sopporta…». Circa il dibattito sul fatto che una Giorgia Meloni presidente del Consiglio non significasse automaticamente una svolta femminista in Italia, Schlein ha dichiarato: «Non ce ne facciamo nulla di una leader donna se non si batte per i diritti di tutte le altre donne». Lo ha ribadito sul palco di piazza del Popolo.

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