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Fisco, PNRR punta a ridurre del 19% l’evasione e combattere il lavoro nero

Abbattere del 19% l’evasione fiscale e ridurre il lavoro nero. Questi, in attesa della riforma fiscale, gli obiettivi contenuti nelle schede tecniche del Piano nazionale di ripresa e resilienza presentato a Bruxelles.

Per rendere più efficiente il meccanismo di riscossione e accelerare la lotta all’evasione il Recovery Plan italiano punta in primo luogo sulla digitalizzazione.

Uso del digitale, data mining, indagini mirate basate sull’elaborazione dei dati, scambio di informazioni fra le amministrazioni e collaborazione con i contribuenti attraverso le lettere di compliance dell’Agenzia delle entrate, sono gli strumenti con cui l’esecutivo Draghi risponde alle lamentale europee riguardo all’inefficienza italiana in tema di evasione. Evasione che, così facendo, il governo stima di riuscire a ridurre del 19% rispetto al 2019 entro il 2026.

Una spinta all’osservanza degli adempimenti fiscale verrà, inoltre, data dagli investimenti nella digitalizzazione della Pa. Tra i progetti previsti spicca, in particolare, la creazione, entro il primo trimestre del 2022, di un database e un’infrastruttura dedicata alle precompilate.

La tabella di marcia prevede, poi, entro i primi sei mesi del 2023 l’arrivo della dichiarazione precompilata per 2,3 milioni di partite iva (su 4 milioni) per le dichiarazioni 2022.

Entro il 2024 arriverà, invece, un aumento del 20% delle compliance letters, da cui il Recovery ipotizza un calo del 5% dei “falsi positivi” e un aumento del 15% del gettito.

Sempre in chiave di digitalizzazione della Pa il PNRR punta alla sicurezza informatica con lo stanziamento di 600 milioni e la realizzazione di una nuova entità per la cybersecurity nazionale – attualmente oggetto di dibattito politico – che informerebbe l’intera architettura di sicurezza informatica nazionale facendo da raccordo con le strutture europee.

Tra le altre misure, per giugno del prossimo anno, è attesa l’introduzione di effettive sanzioni amministrative per gli esercizi che non consentono pagamenti digitali, resi obbligatori nel decreto fiscale del 2019.

Sul fronte del lavoro nero, entro metà 2025, è previsto un aumento del 20% delle ispezioni con l’obiettivo di ridurne, entro inizio 2026, l’incidenza di 2-6 punti percentuali, tagliando di almeno un terzo il divario con la media europea.

Nel PNRR, oltre a misure per far ripartire la spending review, anche la drastica riduzione delle cause pendenti nei tribunali amministrativi regionali e di quelle che finiscono in Consiglio di Stato e Cassazione.

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