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Focolaio di variante inglese di Covid a Bollate: chiusa la scuola con 749 bambini di asilo ed elementari, tamponi rapidi per tutti

I primi casi di variante inglese del Covid sono stati alla fine di gennaio. Prima all’asilo, poi all’elementare. Poi l’istituto si è trasformato in un vero e proprio focolaio. Così da oggi sono chiusi sia l’asilo sia le due scuole primarie di via Diaz a Bollate, frequentate in totale da 749 bambini dai 3 ai 10 anni. I contagi in pochi giorni sono cresciuti in maniera esponenziale. Da ieri corre la paura nel Comune alle porte di Milano, dove da due settimane ormai è sbarcato il coronavirus nella sua forma più contagiosa anche se non più letale di quella che avevamo in Italia. Al via tamponi rapidi per tutti: “Sono in corso di attivazione – spiegano sindaco e assessore – le procedure per la somministrazione di test rapidi alla popolazione scolastica dei 3 plessi al fine di valutare l’estensione del contagio e assumere, eventualmente, ulteriori azioni che le autorità sanitarie, il Comune di Bollate e la Prefettura di Milano concorderanno in caso di necessità”.

All’inizio, il 26 di gennaio, ad ammalarsi sono state nove maestre della scuola per l’infanzia intitolata a Bruno Munari, poi, nel giro di 24 ore si sono infettati anche quattro collaboratori amministrativi, poi ancora, due insegnanti della scuola a fianco. I circa 100 bambini delle quattro sezioni dell’asilo sono stati messi subito in quarantena a fine gennaio e dai tamponi eseguiti nei laboratori su richiesta di Ats Milano sono risultati 59 casi poistivi. Nelle ricerche a campione su questi tamponi, sono venute fuori in quattro casi su quattro tracce del genoma del Covid Sars 2 variante inglese. “Fra noi genitori c’è stata subito molta paura. I nostri bambini sono tutti e due positivi asintomatici, mentre io e mio marito siamo positivi entrambi e stiamo male, con febbre alta, mal di testa, dolori alle ossa, spossatezza: l’abbiamo preso in una forma piuttosto pesante”, racconta una delle mamme contagiate.

Il preside dell’Istituto comprensivo Rosmini, Salvatore Biondo conferma: “Il focolaio si è acceso la scorsa settimana, è partito con un paio di casi il 26-27 gennaio, in presenza di una sintomatologia più diffusa fra il personale e alcuni bambini. In pochi giorni abbiamo invitato le famiglie a tenere bambini a casa, ma nel giro di poco tempo i contagi si sono estesi a quasi tutti i collaboratori, gli insegnanti  e da una una decina di bambini i casi poi sono quintuplicati in pochi giorni”.

La situazione di Bollate – dove ora si valuta anche l’ipotesi di una zona rossa limitata al Comune per evitare che la variante arrivi a Milano e da lì in tutta la Regione – conferma le ipotesi degli scienziati che hanno avvertito sulla particolare capacità diffusiva della variante inglese fra i bambini nella sua insidiosa forma asintomatica che fa correre in modo strisciante i contagi fra gli adulti. “Abbiamo subito chiuso la scuola in accordo con Ats – continua il preside Biondo che è in costante contatto con le famiglie – Adesso sono in corso iniziative per contenere focolaio, le misure adottate finora hanno retto, il numero dei casi è cresciuto senz’altro nella scuola dell’infanzia. Ma negli altri plessi l’interessamento per ora è limitato. E’ stato proposto uno screening di comunità da Ats, per verificare l’entità della diffusione del contagio. Anche alla primaria abbiamo disposto cautelativamente in questi giorni la didattica a distanza per favorire immediato accesso al drive-in di via Novara per l’esecuzione dei tamponi”. Nelle chat dei genitori ovviamente non si parla d’altro. Ma il preside invita a non alimentare l’allarmismo: “È giusto essere prudenti e cauti, ma teniamo i nervi saldi. Per ora la situazione è sotto controllo e tutte le istituzioni sono in rete per decidere ora per ora i provvedimenti più opportuni”.

Anche il Municipio è allertato e sta valutando le misure da adottare in accordo con la Prefettura e con Ats, visto che da ieri in piazza non si parla d’altro.

“Sto aspettando comunicazioni da Ats – dice il sindaco Francesco Vassallo (Pd) – Per oggi attendiamo il provvedimento formale di chiusura delle due scuole, poi si valuterà dopo che Ats avrà i  test sierologici su tutta la comunità scolastica per vedere la pervasività del virus. Se i risultati saranno preoccupanti, vedremo quali misure più restrittive adottare sulla base delle informazioni di carattere sanitario, senza le quali io non posso assumere nessun provvedimento. I cittadini di Bollate sono tutti preoccupati di trovarsi in zona rossa, cosa che al momento non è ancora decisa. Se i parametri ci saranno, però bisognerà agire per evitare che si la variante inglese si diffonda a buona parte del territorio e anche oltre, visto che in zona gialla ci si può muovere in tutta la città e anche nella regione. Ma sono decisioni che verranno prese collegialmente con le altre autorità”.

La gente è allarmata, ora che le scuole sono chiuse e Ats sta avviando lo screening di massa, come annunciato ieri in Regione dal direttire generale del Welfare Marco Trivelli preoccupato per la diffusione delle varianti in Lombardia.

“Di sicuro siamo in una situazione importante ma ci sentiamo molto sostenuti dall’ufficio scolastico e Ats, appoggio istituzionale è a 360 gradi – fa un appello il preside Biondo – Bisogna contrastare ansie e paure del personale e delle famiglie, perché effetti psicologici sono forti, stiamo tutti attenti e cerchiamo di fare la nostra parte. Siamo in un crocevia di emozioni, che a volte nonostante tempestività delle risposte, suscita proteste”

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