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Fringe benefit: tutte le agevolazioni fiscali per aziende e dipendenti

Fringe benefit

I fringe benefit sono uno strumento di welfare aziendale sempre più impiegato dalle imprese, per fidelizzare il personale, ridurre assenteismo e dimissioni e incrementare il livello di soddisfazione e produttività da parte dei dipendenti.

I benefit aziendali sono infatti una forma di retribuzione che si aggiunge al normale salario, sotto forma di servizi offerti ai dipendenti o pagamenti in natura.

Alcuni tra i fringe benefit più diffusi sono la concessione dell’auto aziendale o di dispositivi digitali ai dipendenti ad uso promiscuo, l’accesso a finanziamenti agevolati, polizze assicurative, rimborso di spese sanitarie eccetera.

Accanto a questo, vi sono poi strumenti di flexible benefit, che invece sono mirati a incoraggiare l’equilibrio tra lavoro e vita privata del personale, per migliorare il loro livello di qualità della vita e il benessere personale e familiare.

Accanto a questi aspetti di natura prettamente pratica e motivazionale, si affiancano vantaggi di natura fiscale, inerenti alla deducibilità del welfare aziendale per le imprese e i lavoratori.

I vantaggi fiscali per le imprese

Si parla tanto di esenzioni dalla tassazione e agevolazione fiscale per i dipendenti che beneficiano di fringe benefit, ma anche le aziende possono avere accesso a specifiche agevolazioni in termini di tassazione, soprattutto per quanto riguarda il costo del personale.

Ad esempio, secondo quanto riportato dall’art. 95 del TUIR, riguardo alla tassazione Ires, le spese relative alla prestazione di lavoro del dipendente sono deducibili per l’impresa.

Anche le erogazioni liberali (beni e servizi di cui può beneficiare il dipendente e offerti dall’impresa come fringe benefit) sono deducibili, a condizione che avvenga entro il limite del cinque per mille del costo del personale che risulta dalla dichiarazione dei redditi.

La concessione delle auto ai dipendenti in uso promiscuo prevede invece una deduzione Ires pari al 90%.

I rimborsi spesa per spostamenti e trasferte da parte dei dipendenti, invece, sono deducibili al 100%

Tra i fringe benefit, come accennato, rientra anche la possibilità di concedere prestiti ai dipendenti a tassi agevolati, rispetto a quelli applicati dal mercato del credito. In questo caso la deducibilità del costo da parte dell’azienda è pari al differenziale tra tasso di interesse concesso dall’impresa e quello di mercato.

Agevolazioni fiscali per i dipendenti

I fringe benefit costituiscono una fonte di reddito per i dipendenti, esattamente come qualunque altra entrata percepita a fronte di una prestazione lavorativa, pertanto, sono soggetti a tassazione sia in termini di contributi che di IRPEF. Ciò nonostante, la legge prevede una soglia entro il quale i benefit aziendali sono esenti da tassazione.

In origine questa soglia era pari a 258,23 euro, raddoppiata poi nel 2020 e 2012, per far fronte alle maggiori esigenze delle famiglie, e, con l’ultima Legge di Bilancio è stata fissata a 600 euro.

Tutti i fringe benefit che insieme compongono un valore massimo inferiore o pari a questa somma non sono oggetto di tassazione. In linea di massima, comunque, vigono alcuni limiti di tassazione relativi a specifici benefit aziendali.

I dipendenti che, ad esempio, beneficiano dell’auto aziendale vedono tassato questo bene in busta paga per il 30% della percorrenza media stabilita dalla tabella ACI.

I rimborsi a piè di lista, invece, non sono sottoposti ad alcuna tassazione, almeno entro i limiti imposti dai diversi tipi di contratto.

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