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Frutta in guazzo di Artusi, il Rumtopf: iniziamo ora la preparazione, per gustarla a Natale

Una ricetta proveniente dal nord Europa, perfetta con la golosa frutta che troviamo, nelle nostre campagne, in tutte le stagioni.

Un gradevole impegno che dura da Pasqua a Natale: tanta pazienza per un risultato unico ed un sapore antico.

Originario dalle aree di lingua tedesca del nord Europa, e consumato anche in Italia, nelle valli del Trentino, è un gustoso dessert alcolico, che i tedeschi e gli austriaci chiamano Rumtopf;

un modo antico per conservare la frutta: zuccherata e macerata in un buon rum di qualità rigorosamente scuro, oppure bourbon, brandy, o un liquore ad almeno 40% di gradazione alcolica.

Non una semplice frutta sotto spirito, ma una delizia preparata con la lentezza tipica di un tempo, durante lo scorrere dei mesi, in una modalità antica di conservazione della frutta grazie all’immersione dentro una bevanda alcolica.

Prodotto a partire dai mesi primaverili, viene solitamente consumato durante il periodo natalizio.

Il grande Pellegrino Artusi la chiamava frutta in guazzo, ecco la sua ricetta:

A chi piace le frutta in guazzo, può riuscire gradito il seguente modo di confezionarle. Cominciate dalle prime che appariscono in primavera, cioè: dalle fragole, dal ribes e dai lamponi, e ponetene in un vaso 50 o 100 grammi per sorta; copritele con la metà del loro peso, di zucchero e tanta acquavite o cognac che le sommerga. Poi proseguite con le ciliegie, le susine, le albicocche, le pesche, tutte private del nocciolo e, all’infuori delle ciliegie, tagliatele a lettine, aggiungendo sempre in proporzione zucchero ed acquavite. Potete mettervi anche uva spina, uva salamanna e qualche pera gentile; ma poi assaggiate il liquido per aggiungere zucchero od acquavite, a tenore del vostro gusto. Formato il vaso, lasciatelo in riposo per qualche mese prima di servirvene.

Si inizia a primavera, proseguendo durante tutta l’estate e autunno, aggiungendo i vari tipi di frutta mano a mano che maturano.

La preparazione termina a fine novembre, con la conclusione del periodo di raccolta dei frutti, ed è pronta a Natale; ideale come dono commestibile,  ed è irresistibile servita sul gelato fiordilatte!

Frutta in guazzo di Artusi

Eccovi la nostra versione:

Frutta in guazzo 

La frutta deve essere fresca, matura, profumata e senza ammaccature;

raccolta dall’albero meglio di prima mattina o all’ora del tramonto, non sbucciata e ovviamente non trattata;

va pulita, lavata e asciugata, e se necessario tagliata a pezzi.

L’ordine di frutti, potrebbe essere :

fragole, amarene e ciliegie, lamponi, mirtilli, more, ribes, albicocche e pesche, melone, prugne e susine, mele e pere, uva, arance, mandarini, ma anche ananas e banane.

Iniziare in primavera, mettendo a macerare per un’ora:

  • 300 g di frutta di stagione,
  • 3 etti di zucchero,
  • 300 g di alcol o rum,
  • qualche cucchiaio di nocino fatto in casa.

Mettere tutto nel contenitore apposito, o in un grande vaso di vetro scuro o oscurato;

sigillare accuratamente il vaso per preservare l’aroma della frutta, ed evitare l’evaporazione del liquore, e conservarlo in un luogo fresco.

Continuare fino all’autunno, aggiungendo ogni volta frutta di stagione, a distanza di giorni (ogni mese/settimana/10 giorni), lasciata macerare nello zucchero per un’ora; trasferire nel vaso, verificando che lo zucchero precedente si sia sciolto:

  • 300 g di frutta,
  • 150 g di zucchero.

Quando aggiungete altra frutta, mettete un piattino sopra per tenerla immersa nel liquore, ed eventualmente aggiungere il rum o alcol, ogni volta.

Conservare la frutta in guazzo al fresco, per avere una giusta fermentazione, controllando spesso, ed aggiungendo liquore, se necessario.

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ricette dal blog Caos&Cucina 

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