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Giornata della Prematurità: l’abbraccio di un genitore, una terapia potente

Redazione 15 novembre 2022 09:28

Il 17 novembre con la Società Italiana di Neonatologia tutti i reparti neonatali festeggiano la Giornata Mondiale della Prematurità. Quest’anno l’attenzione sarà focalizzata sull’importanza del contatto e della Kangaroo Care “L’abbraccio di un genitore: una terapia potente. Sostenere il contatto pelle a pelle fin dal momento della nascita”. Per celebrare la ricorrenza, la hall dell’ospedale Sant’Anna e il reparto – la Tin di Asst Lariana è classificata come centro di riferimento provinciale – sono stati addobbati con il caratteristico colore viola. All’iniziativa collabora la ProTin Odv (associazione genitori bambini pretermine e con gravi patologie alla nascita), un’organizzazione di volontariato no profit che opera al Sant’Anna ed è impegnata attivamente nell’ascolto e nel sostegno delle famiglie dei piccoli nati prematuri. 

 

Giornata mondiale della Prematurità (World Prematurity Day) 

La giornata – che ricorre il 17 novembre – è stata istituita nel 2008 ed è riconosciuta dal Parlamento Europeo. L’obiettivo è richiamare l’attenzione sul tema della prematurità e sottolineare l’importanza della prevenzione dei fattori di rischio che possono favorire la nascita prima del termine. I neonati pretermine  In Italia i neonati pretermine rappresentano il 10% delle nascite (dati della Società italiana di Neonatologia). Si tratta di bambini nati prima della 37esima settimana di gestazione che, fin dai primi istanti, hanno bisogno di cure specifiche, talvolta intensive, indispensabili per sopperire alla immaturità degli organi e gli apparati. In particolare, l’assistenza e le cure per garantire la sopravvivenza e per ridurre le possibili disabilità future sono fondamentali per i neonati più piccoli, chiamati “molto pretermine” o “estremamente pretermine” (rispettivamente sotto la 32 e la 28esima settimana di gestazione). La percentuale di mortalità nei prematuri di peso inferiore a 1500grammi è passata in quarant’anni dal 70 al 15%.

L’offerta di Asst Lariana 

Nel reparto di Patologia neonatale/Tin dell’ospedale Sant’Anna sono ricoverati neonati prematuri o con gravi patologie, bambini che necessitano di una stretta sorveglianza clinica e di interventi sanitari complessi. L’accesso ai genitori è consentito 24 ore su 24, “perché la vicinanza, oltre ad essere importante per la relazione affettiva e di attaccamento – sottolinea il primario Mario Barbarini – favorisce lo sviluppo neuro-comportamentale del neonato e aiuta i bambini a superare gli ostacoli in modo meno traumatico”. “In media ogni anno sono tra 200 e 250 i bimbi che ricoveriamo in reparto qui all’ospedale Sant’Anna – prosegue il primario – Sotto il chilo e mezzo in un anno accogliamo tra i 30 e i 40 bimbi. Poi ci sono anche quei neonati che necessitano di ventilazione e che sono circa cento all’anno”. La Tin di Asst Lariana è anche il centro di riferimento per la provincia di Como per il trasporto assistito neonatale d’urgenza (STEN).

Mario Barbarini[67474]

 

Investimenti 

Nel corso dell’anno prossimo all’ospedale Sant’Anna partiranno i lavori per aumentare la dotazione dei posti letto della Tin (da 6 a 8 quelli di terapia intensiva neonatale e da 9 a 12 quelli della terapia sub-intensiva neonatale, ossia l’area dove vengono trasferiti i neonati dopo un ricovero in terapia intensiva). Solo per la parte edile, l’investimento, finanziato da Regione Lombardia, ammonta a 420mila euro.

 

Cure palliative, una messa mercoledì sera nella chiesa di Uggiate Trevano

Mercoledì 16 novembre alle ore 20.30, nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo a Uggiate Trevano, verrà celebrata per i familiari e gli amici una messa a suffragio di tutti i pazienti che sono stati seguiti dall’unità di Cure Palliative di Asst Lariana con il prezioso supporto e collaborazione delle associazioni A.Ma.Te e Il Mantello. L’iniziativa è legata alla Giornata nazionale dedicata alle cure palliative che ricorre l’11 novembre, San Martino. Come il pallium, il mantello di San Martino coprì il povero così le cure palliative rappresentano tutte quelle attenzioni e dedizioni rivolte ai malati in fase terminale. 

 

Nuovi linguaggi di cura e speranza nel mondo della salute.

Un convegno il 25 novembre dalle 14 alle 18 all’auditorium del Gallio

 

Il 25 novembre dalle 14 alle 18 l’auditorium dell’Istituto Gallio ospita “Nuovi linguaggi di cura e speranza nel mondo della salute”, promosso dalla Commissione Pastorale della Salute della Diocesi di Como, dalla Congregazione delle Suore Infermiere dell’Addolorata Ospedale Valduce e dall’associazione A.Ma.Te Odv con il patrocinio di Asst Lariana. Il convegno – ad ingresso libero – è accreditato ECM per tutte le professioni sanitarie (inviare una mail a formazione@valduce.it) 

“In una società sempre più frenetica, proporre spunti di riflessione per favorire la ricerca su nuovi linguaggi di cura e di speranza, può avere un ruolo fondamentale – osserva suor Barbara Sanvito, responsabile scientifico del convegno –  Come ha scritto papa Francesco, nessuno di noi, anche se vive la fede cristiana, potrà mai avere risposte pienamente persuasive di fronte ai grandi interrogativi che ci sollecitano al letto dei pazienti. Il tema della spiritualità, immerso nella necessità di dare un senso alla vita della persona, unita al bisogno di speranza, si fa sempre più incombente. Affinché la cura non debba coincidere, come a volte può accadere, con la semplice erogazione di prestazioni, pensiamo sia necessario offrire l’opportunità per fare crescere e coltivare in tutte le persone questi aspetti. Tutto questo a supporto e integrazione, non solo alle conoscenze e competenze professionali, ma anche per percorrere la strada della propria vita”.

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