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Giornata mondiale dell’architettura: gli edifici più spettacolari scelti da AD

«Una visione irreale sulle alture dell’Esterel, il Palais Bulles è un UFO con un proprio universo architettonico unico. Costruita nel 1984, come un grappolo di bolle, dall’industriale e mecenate Pierre Bernard e dall’architetto e designer Antti Lovag, la residenza è stata acquistata nel 1992 da Pierre Cardin, sedotto dalle sue curve sensuali e organiche. Punteggiata da numerose terrazze e piscine avvolte nella roccia, questa casa labirintica di 1.200 mq offre un incantevole vista sul Mediterraneo. In tutta la struttura il colore ocra esalta la morbidezza delle sue infinite curve, forme sferiche che si ritrovano anche all’interno con mobili progettati su misura da artisti contemporanei per adattarsi alle pareti delle sue dieci suite. Per un’esperienza completa, la residenza comprende un anfiteatro da 500 posti, una sala ricevimenti e una sala panoramica per feste private». 

Villa E1027 Eileen Gray, Roquebrune-Cap-Martin. Scelto da Marina Hemonet, AD Francia.

E-1027 è una villa modernista a Roquebrune-Cap-Martin, nel dipartimento francese delle Alpi Marittime. È stato progettato e costruito dal 1926 al 299 da Eileen Gray.© Manuel Bougot

«Libera interpretazione dell’architettura modernista, questa casa realizzata dall’architetto-designer irlandese fa parte di un sito, oggi chiamato Cap Moderne, che comprende anche il Cabanon e le cinque unità da campeggio progettate da Le Corbusier, oltre al bar-ristorante L’Étoile de Mer, che frequentava. Raggiungibile dall’antica via doganale, sulla sua roccia isolata, questo complesso affacciato sulla costa mediterranea è un bell’esempio della convivenza architettonica di queste due personalità di spicco del XX secolo. Fu nel 1926 che Eileen Gray e il suo mèntore e compagno, l’architetto e critico d’arte Jean Badovici, si innamorarono del paesaggio provenzale di Cap Martin e immaginarono questo progetto, concepito come casa vacanze funzionale, un rifugio incastonato tra le scogliere, lontano dalla vivace capitale. Per la sua prima realizzazione architettonica, Eileen Gray si ispira ai cinque punti dell’architettura moderna di Le Corbusier e declina in particolare il pilotis, il rooftop e la bay window orizzontale. Una modernità che si ritrova anche nella scelta dei materiali e nell’invenzione della passerella con ringhiere di ispirazione navale. Ma Gray va ancora oltre, arredando da sé gli interni e disegnando tutti i mobili. Le Corbusier, che conosceva Cap Martin, che divenne il suo luogo di villeggiatura estiva, frequentava la villa. Regolarmente invitato dalla coppia, che vi si era insediata nel 1929, poi da Jean Badovici dopo la loro rottura, nove anni più tardi ricopriva otto pareti bianche con affreschi colorati. Un’aggiunta smentita da Eileen Gray, che non era stata consultata. Le Corbusier costruirà proprio accanto alla villa il proprio rifugio, “il suo castello delle vacanze”, il famoso Cabanon dove trascorrerà gli ultimi anni della sua vita. Gray invece fuggì sulle colline di Mentone per costruire un’altra casa, Tempe à Pailla».

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