giovanni-paolo-ii-e-gorbaciov,-l'incontro-in-vaticano

Giovanni Paolo II e Gorbaciov, l'incontro in Vaticano

 Il 1 Dicembre 1989 segna uno degli incontri storici del XX secolo, quello tra Papa Giovanni Paolo II e Michail Gorbaciov, Presidente dell’Unione Sovietica. Si tratta del primo contatto stretto tra un Papa cattolico ed un Presidente dell’est. Ciò creerà un cambiamento strutturale che ha le sue radici proprio nella visita di Gorbaciov in Vaticano. Giovanni Paolo II disse di essersi commosso durante questa visita. Solo tre settimane prima ci fu la caduta del Muro di Berlino. Questo evento spalancò le porte alla riconciliazione.

L’incontro fra Papa Giovanni Paolo II e Gorbaciov: l’inizio della collaborazione con il papato 

Stretta di mano Gorbaciov e Papa Giovanni Paolo II
Gorbaciov e Papa Wojtyla

Nel 1984 Gorbaciov era alla guida del partito comunista sovietico. Si recò a Roma a rendere omaggio alla salma di Berlinguer.  Nell’11 marzo del 1985, viene eletto Segretario Generale del partito comunista.  I suoi rapporti con l’Italia all’epoca erano con Bettino Craxi, presidente del Consiglio e Sandro Pertini, Presidente della Repubblica. Le relazioni si evolvono dopo la venuta di Gorbaciov a Roma il 29 Novembre 1989 accolto dal presidente del Consiglio, Giulio Andreotti. Durante l’incontro al vertice annuncia che la  Guerra Fredda è ormai finita.  Il 1 Dicembre il Presidente sovietico entra per la prima volta in Vaticano. Durante la visita al Papa Gorbaciov si mostra molto cordiale e accomodante. Inizia così una forte collaborazione con il papato.

Il risultato di questa intesa fu che il 29 Gennaio 1990 fu designato un Nunzio Apostolico presso il governo dell’Unione Sovietica di nome Francesco Colasuonno, che giunse a Mosca il 6 Maggio 1990. Si recò in Bielorussia, Ucraina, Lituania, Lettonia e nelle Repubbliche centro asiatiche. Fu accolto in maniera consona come rappresentante del Papa. Iniziò un lungo dialogo con gli ortodossi e si nominarono vescovi in Lituania, Lettonia e Ucraina. Il 10 maggio 1990 fu nominato Yury Karlov  come rappresentante dell’Unione Sovietica presso la Santa Sede. Fu così approvata in Russia la legge sulla libertà di coscienza e le organizzazioni religiose cattoliche.

Le difficoltà della Chiesa cattolica nell’Unione Sovietica

La posizione della Chiesa cattolica in URSS differiva molto a seconda dei luoghi e risultava molto difficile dopo il 1945. La Chiesa cattolica in Polonia aveva un vita religiosa molto intensa che fu lentamente soppressa dal governo sovietico. Solo in Lituania, Lettonia ed Estonia la Chiesa aveva una maggiore libertà rispetto al resto dell’Unione Sovietica . In  Bielorussia e in Ucraina dopo la guerra ci furono grosse difficoltà dovute al comunismo. Nel 1945 fu liquidato l’ultimo vescovo presente. I sacerdoti in questi territori, per poter svolgere la loro attività,  avevano bisogno di un permesso speciale rilasciato delle autorità sovietiche. Nel corso della visita Papa Giovanni Paolo II mirava alla libertà religiosa in Russia: 

«Il mio pensiero va particolarmente a quei cristiani che vivono nell’Unione Sovietica, in piena comunione con la Sede Apostolica. Per tutti loro, siano essi di rito latino, bizantino o armeno, faccio voti che possano praticare liberamente la loro vita religiosa. In un clima di ritrovata libertà. I cattolici potranno così collaborare adeguatamente con i fratelli della Chiesa ortodossa, a noi così vicini. Con essi abbiamo, infatti, un patrimonio comune e con essi vogliamo lavorare, in un rinnovato impegno ecumenico, per annunziare il Vangelo di Cristo alle nuove generazioni e per collaborare insieme nel vasto campo della promozione umana. In attesa di ricostruire quell’unità che fu voluta da Cristo per la sua Chiesa».

La posizione del Papa 

La Santa Sede segue con grande interesse il processo di cambiamento cominciato nell’URSS da parte di Gorbaciov. Il Papa è propenso a proteggere i diritti dei popoli per garantire la pace in Europa.  Questi i concetti espressi da Giovanni Paolo II durante la storica visita del Presidente sovietico. Spiega che la visita costituisce un evento importante nella storia dei rapporti dell’Unione Sovietica con la Sede Apostolica. Come tale è considerata con profondo interesse dai cattolici del mondo intero, come da tutti gli uomini di buona volontà. E’ noto che la casa del Papa è da sempre la casa comune per tutti i rappresentanti dei popoli della terra. Desidera rendere omaggio, inoltre, a tutte le popolazioni dell’Unione Sovietica, alle quali va tutto il suo affetto.

Gorbaciov fu il primo Presidente sovietico con il quale la Chiesa di Roma ebbe un rapporto continuo. A Mosca inizia il suo progetto ispirato alla Glasnost e alla Perestrojka. Monsignor Jean Luis Tauran portò avanti questo negoziato finalizzato a riconoscere lo status giuridico alle comunità religiose. Cercò di portare il diritto ad organizzarsi secondo la propria struttura gerarchica e infine si impegnò ad espandere l’interesse dei cattolici a partecipare al pubblico dialogo. Portò grandi cambiamenti e rimase nella storia la stretta di mano fra Giovanni Paolo e l’allora Presidente dell’Unione Sovietica poco prima del crollo dell’Impero Comunista.

Seguici su Google News

Related Posts