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Giulio Gallera, la nuova vita dell’ex assessore che si sognava sindaco di Milano: adesso raccoglie le segnalazioni sui mancati ristori

Un anno fa, più o meno in questi giorni, Giulio Gallera stava per diventare uno dei politici più famosi d’Italia, l’assessore più ascoltato nell’illustrazione in diretta del bollettino quotidiano sull’andamento dell’epidemia di Covid-19 sul profilo social di Regione Lombardia, prima di scivolare su una serie di gaffe e polemiche sulla gestione lombarda della pandemia che lo hanno costretto a lasciare il posto di assessore lombardo al Welfare. Sfiduciato dalla Lega, ma abbandonato anche dal resto del centrodestra che gli ha preferito Letizia Moratti. “Ho chiuso l’esperienza più intensa della mia vita”, aveva dichiarato subito dopo.  Ammettendo, però, di aver provato anche “un senso di sollievo”. Ora per lui sembra iniziata una nuova vita. Fa parte della commissione Attività Produttive del Pirellone. Non si occupa più di sanità. Guarda sempre alla politica, ma tra i suoi obiettivi ora potrebbero esserci più le Regionali del 2023 che le elezioni amministrative milanesi di quest’anno. “La politica è servizio – scrive sul suo profilo su Facebook – Fin dal 1997 mi sono sempre candidato chiedendo la fiducia ai miei concittadini per rappresentarli nelle istituzioni”. Intanto, sonda altri terreni: come quello del filo diretto con i cittadini su un tema molto sentito, quello dei ristori.

L’assessore Gallera tra polemiche e gaffe: dall’indice Rt alla corsa fuori Milano

La  primavera scorsa, quando lo tsunami coronavirus ha trasformato la Lombardia nella regione più colpita d’Europa, Gallera era all’apice della popolarità. Poi il rapido declino e solo un mese fa postava sui social una foto che lo ritraeva sorridente, seguita dalla frase: “Non c’è nulla di meglio che una splendida ciaspolata nella natura incontaminata per rigenerare lo spirito e il corpo” nelle stesse  ore in cui il governatore Attilio Fontana se la vedeva con la mozione di sfiducia presentata dall’opposizione dopo le polemiche sui dati riaggiornati che avevano rimesso in zona rozza la Lombardia.

Il lungo anno vissuto “pericolosamente” da Gallera è stato costellato da gaffe e scivoloni. L’ultimo che gli è costato il posto da assessore è stato sui ritardi sui vaccini anti-influenzali somministrati nei primi giorni del 2021, quando si era giustificato dichiarando  “Non richiamo i medici dalle ferie per fare i vaccini”. E  ancora: “Trovo agghiacciante la classifica di chi ha vaccinato più persone”. L’ultimo scivolone di una serie che ha trasformato la scalata di Gallera nella parabola discendente di un uomo che sognava di fare il candidato sindaco di Milano del centrodestra. 

La prima gaffe è di fine maggio. Venerdì 22, quando durante una diretta sulla pagina Facebook “Lombardia Notizie” Gallera annuncia che l’indice di contagio è sceso a 0,51. E pensando di spiegarsi meglio l’allora assessore lombardo al Welfare scandisce: “Per infettare me, bisogna trovare due persone nello stesso momento infette perché è a 0,50 no?”. Non contento, aggiungeva pure: “Questo vuol dire che non è così semplice trovare due persone nello stesso momento infette per infettare me”. Per non parlare del caso degli ospedali privati quando Gallera sosteneva candidamente che “gli ospedali privati vanno ringraziati perché hanno aperto le loro terapie intensive e le loro stanze lussuose ai pazienti ordinari”. Galeotta per lui è stata anche una corsetta alle porte di Milano in piena zona rossa. Con tanto di foto pubblicata sul profilo Facebook ufficiale. Con la didascalia: “20 chilometri sul Naviglio Martesana: da Milano a Cernusco sul Naviglio e poi dietrofront”. Una “mezza maratona” in compagnia di altri quattro amici. Un’attività fisica fuori dai confini comunali, vietata dalle regole del Dpcm allora in vigore. L’ex assessore si giustificherà: “È avvenuto semplicemente perché ero sovrappensiero, immerso nella corsa lungo un percorso milanese riservato a runner e ciclisti”.

Lombardia, l’ex assessore Gallera torna in Regione da consigliere: “Mi godo il riposo”

Ora non pensa più alla sanità e dice: “Sono entrato nella commissione Attività produttive perché dopo l’emergenza sanitaria c’è quella economica”. Il suo slogan più recente è stato “Costruiamo insieme il manifesto per la nuova normalità”. In questi giorni ha lanciato una nuova iniziativa. La campagna segnalazioni per i mancati o parziali ristori. Un problema molto sentito da imprenditori e commercianti anche in Lombardia. Tanto che l’ex assessore ha creato anche un indirizzo mail per segnalare casi, avvertendo che “sarà sua premura trasmettere questo grido di allarme ai nuovi ministri del governo Draghi, sui quali confidiamo particolarmente”. Per Gallera, quindi, la sanità è ormai un ricordo.           

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