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GRADIS’CIUTTA, IL COLLIO DI ROBERT PRINCIC

A voler pensarci bene il vero segreto dei vini del Collio è proprio la Ponca. Un particolare tipo di terreno, magro, povero, stratificato in un’alternanza favorevole di marne e arenarie. Drenaggio e mineralità sono le caratteristiche più rilevanti, inserite nel contesto di un paesaggio collinare, in quella ondulazione paesistica che incanala i venti freddi, mentre l’influenza del mare mitiga il clima piovoso o siccitoso, umido o torrido, a seconda delle stagioni.

Il Collio, terra generosa incastonata tra due fiumi e accolta dalle maestose Alpi Giulie, ospita il piccolo borgo di Gradis’ciutta, il nome scelto da Robert Princic per un nuovo inizio, ineccepibile dichiarazione d’amore verso la terra natia. Nel 1997, a soli vent’anni, dopo gli studi svolti a Conegliano in Enologia e Viticoltura sceglie di dare un nuovo corso al lavoro di famiglia.

Robert Princic, proprietario dell’azienda Gradis’ciutta

Le uve, vendute prima dal nonno e poi dal padre, ottenute dai dieci ettari di proprietà, sarebbero diventate Gradis’ciutta, un brand in cui riconoscere in modo univoco l’identità familiare. Un percorso costellato di scelte importanti, a volte impegnative, nel fisico e nella mente, in cui ha prevalso sempre il forte desiderio di restituire alla terra tutta la sua dignità.

Matura lentamente il desiderio di una viticoltura biologica, avviata dieci anni fa e perfezionatasi nel 2019 con le prime etichette certificate di Chardonnay, Pinot grigio, Sauvignon, Malvasia e Friulano. Sostenibilità e microclima in un percorso che muove da macro aree e dislocazioni diverse: da Capriva del Friuli, collocata a sud e decisamente più calda, fino a nord di San Floriano, più fredda e piovosa. Un traguardo personale e aziendale che diventa ancora più importante se si pensa alla costanza lavorativa, all’obiettivo di portare il terroir nel sorso, esprimendo la geosensorialità del Collio e con essa la cura della biodiversità. Una viticoltura antica che pretende la conoscenza dei dettagli, delle singole varietà, la costante osservazione e le più appropriate modalità d’intervento, grazie anche all’approccio scientifico. Diverse le etichette per una produzione di circa 150mila bottiglie (variano a seconda dell’annata) provenienti da 40 ettari e 90 diverse parcelle. Da qui, la volontà di orientarsi sempre di più verso vinificazioni individuali che traducano le specificità in eccellenze e che traggano beneficio dall’attesa, perché diventino Riserva, esperienza ed emozione.

 

 

DEGUSTAZIONE

 

 

 

 

Chardonnay Doc Collio 2019

90/100

Il gusto unico dalla terra del Collio arriva attraverso lo Chardonnay, vitigno internazionale capace di plasmarsi al luogo con fermezza e profonda pulizia, giovandosi delle marne argillose, celebrando il terroir. Il naso è seduzione e ricchezza tra i ricordi floreali e i toni caldi e persistenti di frutta a polpa gialla e cedro. Il palato offre concretezza e versatilità in una dimensione di purezza e fluidità. Vinificazione in acciaio, amplificata da un lieve passaggio in legni grandi e un’ulteriore sosta sur lies per il suo 20%.

 

Friulano Doc Collio 2019

92/100

Il vitigno della tradizione e dell’identità friulana – un tempo “tocai” e oggi per tutti obbligatoriamente “friulano” – è il perfetto esempio in cui ritrovare mineralità, freschezza, le note tipiche di mandorla amara. E poi la salvia, le erbe officinali, la pienezza gustativa, il terroir.

 

Pinot grigio Doc Collio 2019

92/100

Non tradisce la sua natura primordiale, che trova nella mano di Robert Princic pura autenticità, una qualità straordinaria che vive delle specificità del territorio. La filosofia è stringente per riconoscere a occhi chiusi il Collio espresso con virtuosità in un sorso pulito, netto e definito. Probabilmente il miglior Pinot Grigio biologico.

 

 

Malvasia Doc Collio 2019

93/100

Vinificazione in acciaio, il giusto tempo in bottiglia. Malvasia istriana secca dai sentori tropicaleggianti, vorticosamente forte, dalla struttura decisa, integrale, straordinariamente minerale per scoprire, con certezza, che il terroir esiste.

 

 

Sauvignon Doc Collio 2019

90/100

Aderenza all’identità territoriale, la tipicità armonizzata da un perfetto bilanciamento tra aroma, gusto e struttura. Dodici differenti appezzamenti, tutti biologici, per narrare il fil rouge del Collio: freschezza, sapidità, una materia più vegetale, la gerarchia tra struttura, persistenza e longevità.

 

 

Collio Gradis’ciutta Riserva 2016

94/100

Un’annata equilibrata e potente: primavera piovosa, estate calda. Vino di ricchezza che vive di nuovi modelli di sperimentazione grazie all’apertura del disciplinare. In uvaggio troviamo il Friulano, la Ribolla e la Malvasia, la tradizione per la quale Robert ha scelto la maturità declinata in Gradis’ciutta Riserva. Fermenta in botti di legno da 1000 litri. Al naso fiori di sambuco, acacia, lime. Al palato rotondità, pienezza, mineralità.

 

 

gradisciutta.eu

L’articolo GRADIS’CIUTTA, IL COLLIO DI ROBERT PRINCIC proviene da James Magazine – High Things, tra Bellezza, Arte e Champagne. Autore: Giovanna Romeo

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