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Green pass, Unione Artigiani: posizioni contrastanti, si teme di perdere clientela.

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Il Green Pass? Lo accetterebbero il 60% degli artigiani ma per oltre la metà di questi è forte la paura delle reazioni dei no vax che potrebbero tradursi in una perdita di clienti come in altre azioni dagli esiti imprevedibili.  Eppure, l’80% dei nostri micro e piccoli imprenditori sono anche convinti che sarà altamente probabile, se non addirittura certo, un nuovo lockdown autunnale. Tutto questo per colpa in gran parte degli assembramenti senza controllo e per la significativa presenza di non vaccinati. C’è anche un 23% dei titolari che teme di non avere energie sufficienti per il controllo della documentazione presentata dai clienti. Sono i principali risultati di un indagine condotta tra un campione di circa 250 associati di Unione Artigiani Milano e Monza-Brianza. 

“I piccoli imprenditori non sono più in grado di compiere scelte in serenità – commenta il Segretario Generale di Unione Artigiani Marco Accornero – Non c’è solo il timore del contagio ma ora sono anche costretti a preoccuparsi seriamente delle reazioni imprevedibili di parte di chi sta scegliendo di non aderire alla vaccinazione. Il nostro appello al Governo: qualunque sarà la scelta sul Green Pass, consenta alle imprese di operare su binari chiari e definiti nel rispetto della sicurezza di tutti.”

Abbiamo chiesto inoltre ai nostri iscritti di descriverci il clima in azienda e tra i collaboratori rispetto alla vaccinazione e le possibili reazioni di fronti ad alcuni scenari.

La privacy, ad esempio. Impossibile negarlo, in azienda si parla – eccome – di vaccinazione. Il 60% dei datori di lavoro sanno che quasi tutti i loro collaboratori conoscono le scelte o il percorso vaccinale degli altri colleghi. E sono proprio pochi, tra gli imprenditori, coloro che si dichiarano – almeno nell’indagine – perfettamente aderenti al rispetto della privacy dei loro dipendenti (9,2%) sulle vaccinazioni o affermano di non saperne nulla (16%).

Sulla presenza in azienda di non-vaccinati, gli imprenditori che hanno partecipato alla nostra indagine si dividono a metà tra preoccupati (51%) e no. Abbiamo chiesto ancora ai titolari come, a loro giudizio, reagirebbero i loro dipendenti se dovessero condividere l’ufficio con un no vax. Il 52% degli interpellati si attende di ricevere almeno una segnalazione dal dipendente preoccupato, accompagnata anche da una richiesta di isolare il collaboratore non vaccinato.

E loro, gli imprenditori stessi, cosa farebbero di fronte ad un dipendente non disponibile a vaccinarsi se venissero in qualche modo a conoscere questa informazione? Pur conoscendo i divieti per la privacy, il 24% non vorrebbe avere collaboratori non vaccinati. Il 30% affronterebbe il dipendente a quattrocchi. Iniziative, queste ultime, che sarebbero messe in campo soprattutto dai titolari delle micro e piccolissime imprese nelle quali si lavora spesso fianco a fianco. Gli altri imprenditori, non sapendo cosa fare, chiederebbero almeno un consiglio al medico del lavoro, al legale o all’associazione di categoria.

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