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Gruppo Galileus Immobiliare un'eccellenza del Real Estate milanese: Intervista esclusiva a Giovanni Cannizzo

-D: Di cosa si occupa il Gruppo Galileus? E in cosa si differenzia la vostra struttura rispetto alle tante realtà immobiliari di Milano? 

-R: Il nostro Gruppo è specializzato nell’occuparsi di cose particolarmente difficili, intermediazioni di altissimo livello, complicate perché questo significa possedere alte competenze e avere una visione dell’operazione immobiliare a tutto tondo negli aspetti: legale, notarile, urbanistico, commerciale, strategia di marketing, comunicazione, tecnico, procedurale. 

Quindi tramite varie figure messe in campo da noi riusciamo nelle nostre operazioni anche quelle più ostiche. Certe volte alcuni immobili sembrano invendibili e entriamo in gioco noi, ci collochiamo all’interno del 5% del mercato una scelta fatta 10 anni fa circa, ci siamo evoluti e nel 2010 dopo la grande crisi del mercato immobiliare abbiamo impostato la nostra rotta: nasciamo come costruttori e sviluppatori commerciali di operazioni residenziali e industriali ma abbiamo visto che nel panorama immobiliare c’era grande attività sul residenziale privato ma nn c’erano le alte competenze. Con immobili difficili da vendere quando un’operazione va a buon fine è una grande gratificazione dal punto di vista economico ma soprattutto personale. Troviamo soluzioni che possano integrarsi tra di loro per portare a compimento le operazioni ecco il nostro punto di forza, dove si differenzia il gruppo.

Operazioni complicate in ambito residenziale, industriale, ricettivo: supermercati, alberghi e poi c è la divisione lusso…

Tutti vogliono vendere il lusso per gli alti compensi che si prospettano ma il lusso è un settore a sé stante, un mondo a parte, è un’esperienza che si deve assolutamente vivere in prima persona altrimenti non è possibile venderlo.

Abbiamo una figura preposta che vive il lusso, siamo un po’ fuori dalle righe per usare un eufemismo,  l’abbiamo preparata, formata ecc. … (invidiata da tutto l’entourage) ma è la persona che lavora più di tutto nei sabati e domeniche e tutte le festività e che è lontano dalla famiglia che deve prepararsi alle cene importanti con una compagnia adatta a queste occasioni. Chi lo vive non lo gode perché è totalmente concentrato sul focus durante un  evento. Chi deve vendere il lusso, una sua proprietà non vuol far sapere che sta vendendo, non metterà mai annunci on line e non userà i canali a cui siamo abituati tradizionalmente, e lo comunica solo in occasioni magari conviviali, cene, aperitivi tra persone di fiducia, il lusso si muove nel sottobosco. Prima si deve vendere la persona ai club esclusivi, elitari in cui si entra magari tramite “raccomandazione” di un altro soggetto è una cosa molto complicata, non facciamo numeri ancora stratosferici nel luxury, ma facciamo ottimi numeri e ne andiamo fieri.

Mettere l’uomo nei salotti giusti è un arte e deve essere parte di quel mondo in toto, uno 007: se c’è la cena di gala lui conosce tutti gli invitati, sceglie il posto esatto in cui sedersi, c’è una preparazione scientifica dietro queste figure, tramite tecniche e strategie. E anche se sembra strano, fatichiamo a trovare persone che vogliano lavorare nel lusso, che lo vivano, oltre l’apparenza è una vita di sacrifici, nell’immaginario vogliono farlo tutti ma nei fatti è tutta un’altra storia. E’ una figura importante e sa che costa all’azienda, quindi deve portare risultati concreti, poi magari arriva il contatto che ti fa fare il salto.

Abbiamo tra le varie cose, creato una struttura dedicata ai clienti stranieri in cui noi non vendiamo il metro quadrato, l’ immobile ma l’Italia, lo straniero ha fame di Made in Italy.

Noi  abbiamo immobili in Toscana in Sardegna e per ognuno studiamo tutto il territorio, ristoranti nei dintorni, servizi ecc. … abbiamo un protocollo scientifico per il cliente che si affida a noi: apriamo il conto corrente, gli mostriamo dove ci sono le scuole, le poste, gli attiviamo l’assicurazione sanitaria con noi il cliente entra a tutti gli effetti in Italia  soltanto dopo a tutto questo viene associato l’immobile, il tutto va argomentato.

Questa è l’abilità: costruire l’operazione, laddove incontriamo eventuali problematiche catastali o di imposte troppo alte abbiamo dovuto inventare le soluzioni con bravi architetti, avvocati notai che ci seguono.

Realtà come la nostra sono in poche perché fare tutto questo è costoso e la maggior parte delle immobiliari  non hanno la nostra lungimiranza. Vogliono prendere subito l’eventuale commissione senza investire tempo e risorse. Ci vuole visione per offrire un servizio esclusivo. Non dico che il mio modo sia giusto o sbagliato ma è semplicemente il mio stile.



-D: Quali sono le sue opinioni sulla situazione del mercato immobiliare post pandemia in particolare a Milano?

-R: Milano e Lombardia sono due mercati diversi, quello di Milano, Milano è un mondo a sé. Non è un caso che si dica Milano Città Stato continua a crescere e lo farà per i prossimi 5 anni perché sempre più sta diventando capitale europea con le olimpiadi e tutte le iniziative che arriveranno e che sono in corso ed è posizionata geograficamente in modo centrale anche una linea di metro che fa da circonvallazione per esempio e che collega l’aeroporto di Linate, sta diventando sempre più un punto importante di riferimento. Anche se il mercato dovesse avere una brusca frenata finirà comunque per stabilizzarsi non accadrà come nel 2010, non ci saranno le stesse perdite. 

Per quanto riguarda il mercato, c’è più attenzione agli spazi magari si scelgono posizioni anche non centralissime purché collegate con metro o autostrada.

Lo smart working e la pandemia hanno trasformato il modo di vivere la città e il territorio.

Stanno tornando in voga gli immobili degli anni 70-80 che nessuno voleva col bonus 110 che vengono riqualificati e prendono un po’ più di valore. Le persone cercano più spazio magari un terrazzino, un giardino.

Ma c’è da dire che Milano segue la moda infatti la gente vuole vivere nelle torri perché “fa figo” da l’idea della vera City. Fuori città il mercato è totalmente diverso, Milano a tutti gli effetti sta svuotando i territori circostanti.



-D: Quali sono i prossimi progetti in cantiere e qual è il progetto in ambito real estate su cui state maggiormente puntando?  Ci accenni qualcosa sull’operazione immobiliare appena conclusa…

-R: Progetti e relazioni di livello sono in cantiere, si sta parlando di operazioni uniche. Stiamo seguendo ad esempio in questo momento una vera operazione d’eccezione dove non è più il prezzo il punto ma l’operazione in sé. Non posso sbilanciarmi per privacy chiaramente, non c’è cifra perché sono pezzi unici. Il mercato ci sta premiando, un percorso ultra ventennale queste situazioni non arrivano per caso, sono il risultato di un percorso complesso e costante. Abbiamo in progetto degli sviluppi nel comparto industriale, logistico interessanti e soprattutto in linea con importanti svincoli autostradali che stiamo portando avanti con grossi player e sviluppatori, un percorso che sta avvenendo perché negli anni si è  lavorato molto bene e veniamo ormai riconosciuti come soggetti affidabili e in grado di portare avanti intermediazioni di questa caratura.

Poi c’è anche il mercato privato che seguiamo con grande attenzione, è importante per noi non sottovalutare e  i clienti apprezzano il nostro lavoro dietro ogni operazione. Vogliamo che il cliente percepisca di aver ottenuto un 20% in più rispetto al costo che paga. Al mio team dico: bisogna domandarsi sempre perché il cliente mi deve pagare? Ci deve essere un valore aggiunto reale, un servizio. Regaliamo per esempio la progettazione d’interno, un pacchetto chiavi in mano tangibile, risolviamo le problematiche catastali il cliente deve sentirsi tutelato e deve essere seguito in tutto. Un cliente che vuole vendere da solo il suo immobile su internet non sarà mai nostro cliente e di questo ne siamo lieti.

Con questa ultima importante e complicata operazione (che abbiamo seguito da molti anni) il cliente ci chiamò, avevano già provato a collocarla senza riuscire anche tramite molti player. Noi non accettammo immediatamente l’incarico, abbiamo cercato prima di comprendere appieno tramite tutte le verifiche. C’erano delle complicazioni e abbiamo capito che da soli non era fattibile così abbiamo messo in piedi una filiera di professionisti, geometri, avvocati, commerciali, consigli d’amministrazione con tutta una serie di delicati passaggi. Il cliente fa parte di una multinazionale, chi compra invece è un grosso player a livello nazionale, due colossi che si sentono entrambi molto forti, il nostro compito è unirli e qui viene fuori l’esperienza, la competenza e l’arte della negoziazione, che noi abbiamo imparato con esperienze fatte all’estero soprattutto nel nord africa. Un lavoro di pazienza, competenze, relazionali, tecniche, legali, finanziarie il gruppo si è occupato di mettere in ogni settore le varie connessioni risolvendo i problemi uno dietro l’altro…

Noi di Gazzetta di Milano seguiremo con grande attenzione tutta l’operazione del Gruppo Galileus Immobiliare e vi diremo di più appena sarà possibile…Quindi Stay Tuned!

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