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Guarisce dal Covid dopo più di un mese in ospedale: per ringraziare medici e infermieri regala una maxi fornitura di Nutella e biscotti

Una maxi fornitura di biscotti, snack al cioccolato e barattoli di Nutella recapitata direttamente in reparto: così Massimo Quartaroli, 52enne manager di una nota azienda dolciaria, ha voluto esprimere la propria gratitudine ai medici e agli infermieri dell’ospedale milanese San Carlo, che “mi hanno ridato la vita dopo il Covid”, come lui stesso racconta. Un gesto “dolce e nobile”, per cui il personale sanitario l’ha ringraziato condividendo anche la lettera che Quartaroli ha scritto poche ore prima di essere dimesso.

“Sicuro che la vostra passione, la vostra dedizione e professionalità continueranno nel tempo a dare a tutti gli ammalati quel calore e amore che ho provato sulla mia persona, vi ho definito, parlando e scrivendo con parenti e amici, la mia seconda famiglia – vi si legge – Sono felice di essere stato curato qui, al San Carlo. Continuerò a pensare che il vostro non sia un lavoro, ma una missione, una passione e una vocazione”.

La lotta contro il coronavirus di Quartaroli, che vive a Montichiari (nel Bresciano), è iniziata “lo scorso 28 febbraio, quando ho avvertito i primi sintomi. Dietro consiglio medico, ho iniziato una terapia domiciliare con paracetamolo, cortisone ed eparina, ma quando mi sono presentato in pronto soccorso a Brescia, l’8 marzo, mi è stata diagnosticata una polmonite bilaterale – spiega – I posti letto però scarseggiavano e così, data la mia età, mi hanno rimandato a casa convinti che sarei riuscito a riprendermi in breve tempo”. Così però non è stato e dopo un’ulteriore escalation negativa della malattia, l’uomo è tornato in ospedale, prima a Montichiari, poi nuovamente a Brescia e infine al San Carlo: “Sono arrivato a Milano il 26 marzo e mi hanno subito intubato. Devo ringraziare di cuore i rianimatori che non hanno mai mollato, nonostante la gravità delle mie condizioni – prosegue – La mia seconda vita è iniziata il 6 aprile, con l’estubazione. Da lì è iniziato un progressivo miglioramento, che mi ha portato a essere finalmente dimesso il 5 maggio”.

Durante il lungo periodo di degenza, Massimo Quartaroli ha avuto modo di conoscere “persone di un’umanità straordinaria, che nonostante la mole di lavoro non hanno mai fatto mancare un sorriso e una parola di conforto ai pazienti, a cominciare dai più anziani, che avevano difficoltà a rimanere in contatto con i familiari tramite le videochiamate – racconta – Molti di quei dottori e di quegli infermieri sono giovani e vedere il loro impegno e la loro dedizione mi ha profondamente commosso”. Proprio per questo, la sera prima di tornare a casa il manager ha voluto fare una sorpresa a tutto il personale sanitario: “Il direttore commerciale della mia azienda è stato molto disponibile e così ho potuto far arrivare in ospedale un dolce pensiero per tutti, grazie a un collega che si è incaricato del trasporto – continua Quartaroli – Si tratta di una cosa davvero piccola rispetto a quello che questi uomini e queste donne hanno fatto per me, ma è stato comunque bellissimo regalare loro un momento di spensieratezza”.

Ora lo aspetta il percorso di ripresa per tornare alla normalità: “Ho perso 17 chili e mi sento molto spossato – conclude – Il Covid non è una semplice influenza: io sono sempre stato attentissimo e ho rispettato scupolosamente le regole proprio perché avevo timore di ammalarmi. Eppure il virus è entrato in casa mia e nella mia vita senza chiedere il permesso”.

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