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Guerra tra “fazioni”, il Pd cerca di uscire dalla melma

Il Pd lombardo cerca di uscire dalla melma. La direzione regionale è convocata oggi alle 17.30 e una parte del partito spinge per arrivare a una stretta sul nome dell’eurodeputato Pierfrancesco Majorino come candidato in Regione contro il governatore Attilio Fontana che corre per il bis e Letizia Moratti con il Terzo Polo. A quel punto, dovrebbe scoprire le carte l’assessore comunale Pierfrancesco Maran, che sabato si è «autocandidato» per spingere il partito a convocare le primarie o a puntare su di lui. La reazione dei vertici è stata tranchant: «Sulle primarie non è stato ancora raggiunto un accordo con forze civiche e politiche di centrosinistra. Se pensa che la strada della coalizione sia da abbandonare per una corsa solitaria dl Pd si pone in netta contraddizione con quello deciso insieme». L’assemblea regionale di Sinistra Italiana che si è riunita ieri ha formalizzato l’obiettivo di «costruire una coalizione più ampia possibile e individuare una figura di riferimento senza primarie». Chiude a Italia Viva e Azione («la scelta di candidare Moratti è i inaccettabile per proseguire un confronto») mentre «è necessario che Pd e M5S riprendano il dialogo».

Anche per il consigliere regionale di +Europa Michele Usuelli «non c’è tempo per le primarie. Nomi credibili ce ne sono. Riuniamoci e non usciamo dalla stanza finchè none abbiamo deciso». Maran al contrario ha nettamente chiuso la porta ai 5 Stelle e promette di cercare «fino all’ultimo» un accordo col Terzo Polo. E lo stesso giorno in cui il segretario Letta sfilava a Roma alla manifestazione per la pace con il leader M5S Conte ha preferito partecipare all’iniziativa per la pace lanciata a Milano da Renzi e Calenda. Majorino era invece a Roma, e continua a essere dato in quota per blindare l’alleanza con SI, Verdi e +Europa e riaprire ai 5 Stelle. Anche se, perdendo quota le primarie, potrebbero spuntare anche profili meno «radicali». «In tanti mi state invitando a candidarmi alle primarie – ha scritto ieri su Facebook -. La stessa proposta mi è arrivata da vari esponenti e amministratori del Pd lombardo, anche nel tentativo di costruire una “proposta unitaria” per guadagnare tempo per la campagna», ossia fuori dai gazebo.

«Detto che sono onorato – premette – faccio a noi tutti una domanda. Ma di quale alleanza e progetto stiamo parlando? Sabato è andato in scena di tutto: la proposta di Gori di ticket Pd-Moratti, la chiusura di Maran ai 5 stelle con la loro (ahimè prevedibile) risposta di rottura, le tante dichiarazioni contro le primarie di varie forze. Si deve ripartire da un ragionamento politico che viene prima delle scelte sui nomi». Risponde il sindaco di Bergamo Giorgio Gori: «Per me è prioritario cercare un accordo col Terzo polo e Moratti dovrebbe fare un gesto di grande generosità: un passo indietro per un ticket a rovescio. Considero Maran più efficace ma non farò mancare il mio aiuto a Majorino se sarà il prescelto. Decidiamo con primarie, c’è tempo». Lo show continua.

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