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Hamas lancia razzi su Gerusalemme, Israele risponde con un raid su Gaza

Photo MAHMUD HAMS / AFP

V.G. 10 maggio 2021 20:44

Sale ancora una volta la tensione in Medio Oriente. Sei razzi, dicono i media israeliani, sono stati lanciati dalla Striscia di Gaza verso le zone di Gerusalemme. Dopo i nuovi scontri tra i manifestanti palestinesi e la polizia israeliana sulla Spianata delle Moschee, che hanno provocato oltre 270 feriti, Hamas – gruppo radicale palestinese che di fatto governa la Striscia – aveva dato un ultimatum a Israele: aveva dato tempo “fino alle 18” (le 17 in Italia) per far uscire i suoi soldati e i suoi coloni dalla moschea Al Aqsa e dal rione di Sheikh Jarrah e rilasciare chi è stato arrestato in questi giorni.

Poco dopo la scadenza, le sirene di allarme antimissili hanno iniziato a risuonare a Gerusalemme e dintorni. Secondo i media locali sono state udite esplosioni. Il portavoce dell’ala militare di Hamas, brigate Ezzedin al-Kassam, ha confermato che il suo movimento ha lanciato razzi verso Gerusalemme. La polizia ha evacuato le persone al Muro del Pianto della città vecchia. Anche i deputati della Knesset, il Parlamento israeliano, hanno lasciato l’aula e il palazzo dopo l’allarme delle sirene.

Il ministero della Sanità di Hamas a Gaza ha annunciato la morte “di 9 persone, tra queste 3 bambini”, durante gli attacchi di Israele nel nord della Striscia, ma manca un riscontro dell’esercito israeliano. “Si è trattato di una risposta – ha precisato – all’aggressione e ai crimini contro la città santa e alle prevaricazioni contro il nostro popolo nel rione di Sheikh Jarrah e nella moschea al-Aqsa”. L’altro portavoce dell’ala militare di Hamas, Abu Obeida, ha poi aggiunto: “Se voi continuerete, anche noi proseguiremo. Se vi fermerete, ci fermeremo”.

Il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha risposto per le rime: “Hamas ha varcato una linea rossa. Israele colpirà con grande potenza, non tolleriamo attacchi al nostro territorio, alla nostra capitale, ai nostri cittadini e ai nostri soldati. Chi ci attacca pagherà un duro prezzo”. Israele ha fatto sapere di aver “ucciso tre terroristi di Hamas”. L’aviazione sta conducendo attacchi mirati contro obiettivi nella striscia di Gaza. Secondo i media, le persone uccise erano miliziani impegnati nel lancio di razzi. “Prevediamo che i prossimi giorni saranno caratterizzati da combattimenti. Hamas avvertirà in pieno la potenza delle nostre forze armate. La nostra reazione sarà forte, durerà giorni”, ha avvertito un portavoce dell’esercito.

Perché questi nuovi scontri?

La miccia dei nuovi scontri è una sentenza in arrivo del tribunale israeliano sulla possibilità che le autorità possano sfrattare alcune famiglie di palestinesi da Sheikh Jarrah – un piccolo quartiere di Gerusalemme nei pressi della città vecchia, il centro storico cittadino – e dare le loro case ai coloni ebrei. L’udienza però è stata posticipata proprio per la sensibilità del tema. Da alcuni giorni le tensioni sono tornate a crescere con le rivolte a Gerusalemme e in Cisgiordania per la prospettiva di nuovi sgomberi a Gerusalemme est, oltretutto nel mese sacro musulmano del Ramadan. E oggi è il “Jerusalem Day”, la festa con cui Israele celebra la riunificazione della città dopo la guerra del 1967. Stanotte alla Porta di Damasco circa ducento dimostranti hanno lanciato sassi contro gli agenti, che hanno risposto con lancio di granate stordenti e cariche per disperdere le persone.

Le preoccupazioni dell’Europa e dell’Onu

Un invito alla calma è arrivato sia dall’Europa sia dal segretario generale dell’Onu Antonio Guterres, che ha “espresso la sua profonda preoccupazione per le continue violenze nella Gerusalemme est occupata, nonché per i possibili sgomberi di famiglie palestinesi dalle loro case nei quartieri di Sheikh Jarrah e Silwan”. In una nota, ha “esortato Israele a cessare le demolizioni e gli sfratti, in linea con i suoi obblighi ai sensi del diritto internazionale umanitario”. “Le autorità israeliane – si legge – devono esercitare la massima moderazione e rispettare il diritto alla libertà di riunione pacifica”.

Guterres ha esortato anche a “mantenere e rispettare lo status quo nei luoghi santi”, oltre a ribadire “il suo impegno, anche attraverso il Quartetto per il Medio Oriente, a sostenere palestinesi e israeliani nella risoluzione del conflitto sulla base delle pertinenti risoluzioni delle Nazioni Unite, del diritto internazionale e degli accordi bilaterali”. “C’è una seria preoccupazione per quanto sta accadendo” e “si invita a evitare di alimentare le tensioni”, ha dichiarato l’Alto rappresentante dell’Ue Josep Borrell.

 

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