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I nuovi antropologi studiano la metropoli: la tre giorni di incontri virtuali della Bicocca di Milano

La scommessa è scardinare lo stereotipo novecentesco per cui l’antropologia si occupa solo di culture remote in via di estinzione, popolazioni esotiche che abitano angoli della terra lontani, dove resistono comportamenti cosiddetti primitivi da studiare e salvaguardare, mostrando invece le tante implicazioni possibili che può avere nel mondo contemporaneo. Dove, spiega Ivan Bargna, professore di antropologia all’università Bicocca, “ci sarebbe ampio spazio per le competenze antropologiche”. Succede già, anche se non tutti lo sanno: la disciplina che studia l’uomo non opera solo in Africa e in Amazzonia, ma collabora con settori apparentemente molto diversi come il design e l’architettura, le professioni sociosanitarie e l’urbanistica, la musica e l’arte, infilandosi in ambiti che hanno a che fare con la vita di tutti i giorni.

Il docente di Antropologia della Bicocca Ivan Bargna 

“L’antropologia lavora sulla diversità culturale – continua Bargna – e questa non è solo altrove, ma è anche a Milano, nel nostro mondo, dove, senza disturbare il fenomeno delle migrazioni, coesistono diverse culture che ognuno di noi attraversa nella vita di tutti i giorni: culture di genere, culture professionali, perfino culture legate al tempo libero e ai consumi. La sfida è portare quello sguardo maturato altrove, su di noi. In questo modo non solo l’antropologia aiuta a rendere familiare l’estraneo, ma anche a rendere estraneo il familiare dandoci l’opportunità di vedere quello che abbiamo sotto gli occhi in maniera diversa. Questo avvia processi creativi e stimola capacità innovative”.

La statua di Indro Montanelli imbrattata  

E’ questo il presupposto con cui il corso di laurea in antropologia dell’università Bicocca ha organizzato “AnthroDayMilano”, declinazione italiana del World Anthropology Day che in tutto il mondo si celebra il 18 febbraio (prenotazioni fino a martedì 16 febbraio su https://anthrodaymilano.formazione.unimib.it. Qui la festa dura tre giorni, da giovedì a sabato, e raccoglie 40 eventi in streaming con l’obiettivo di portare l’antropologia fuori dalle università, facendo conoscere al grande pubblico alcuni esempi virtuosi di attività che sono state svolte sul territorio. Non un collage di conferenze, spiega Bargna, che della rassegna è l’ideatore e il coordinatore, ma una piazza virtuale dove confluiscono esperienze e saperi diversi “per mettere in rete quello che è stato fatto finora e quello che è in via di progettazione, nella speranza di far incontrare la domanda e l’offerta, dando spazio alle applicazioni concrete e alle ricadute sociali degli studi di antropologia. Una iniziativa per il grande pubblico, ma anche per studenti che potranno conoscere quello che potenzialmente sarà il loro lavoro alla fine del percorso di studi”.

Il programma, selezionato dalla Bicocca, mette insieme le tante proposte arrivate direttamente dagli studiosi. Si parte giovedì alle 14.30 con una chiacchierata introduttiva dal titolo “Antropologia per non antropologi” sull’insegnamento della disciplina mirato alla formazione di specifiche figure professionali come gli operatori sanitari, gli assistenti sociali, gli artisti, i militari. Si chiude sabato alle 19.30 con l’anteprima mondiale di Live Grid Milano, un progetto nato dall’opera partecipativa Human Signs creata dell’artista israeliano Yuval Avital con la coreografa Stefania Ballone. L’edizione milanese dello spettacolo coinvolge 16 artisti fra cui alcuni ballerini del Teatro alla Scala, che negli spazi esterni di Casa degli Artisti hanno dato voce alle emozioni del primo lockdown. Nel mezzo si parlerà di disabilità e cibo, musei etnografici, rigenerazione urbana, cultura digitale, cultura del corpo e fantascienza. Fra gli eventi “Hacking monuments” racconterà le attività artistiche e di protesta realizzate su alcuni monumenti simbolo come la statua di Indro Montanelli ai Giardini Pubblici di Milano, oggetto di quattro interventi in pochi anni, e “Milano suona” su come il Covid ha cambiato la nostra percezione dei suoni metropolitani. La partecipazione a tutti gli eventi è gratuita, il calendario è su www.anthrodaymilano.formazione.unimib.it.

Una passggiata urbana della passata edizione 

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