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I vaccini funzionano anche in Italia: lo dimostra un grafico dell’Iss


Foto di repertorio

Anche in Italia si vedono i primi effetti della campagna vaccinale. Secondo i dati aggiornati del Ministero della Salute sono più di 5 milioni le persone che hanno ricevuto almeno una dose di vaccino, mentre quasi 2,4 milioni risultano completamente vaccinate. Gli effetti sono evidenti soprattutto tra i lavoratori del comparto sanità, i primi ad essere immunizzati in ordine di tempo. Nel report di aggiornamento sull’epidemia di Covid-19 in Italia, l’Istituto Superiore di Sanità evidenzia che “le curve epidemiche dei casi riportati come operatori sanitari e quella dei casi non riportati come operatori sanitari hanno avuto un andamento molto simile fino alla seconda metà di gennaio, quando hanno iniziato a divergere, mostrando un trend visibilmente in calo per gli operatori sanitari a fronte di un trend stazionario, con tendenza a un evidente aumento dall’8 febbraio, nella popolazione generale”.

Per accorgersi di quanto la vaccinazione abbia inciso nel contenere l’epidemia tra medici e infermieri è sufficiente dare uno sguardo al grafico contenuto nel report dell’Iss che mostra l’andamento del numero di casi negli operatori sanitari e nel resto della popolazione (i dati sono aggiornati al 17 marzo). 

grafico operatori sanitari-2

La forbice inizia ad allargarsi intorno al 20 gennaio. Circa un mese dopo, è possibile osservare un netto aumento dei casi tra la popolazione in seguito allo scoppio della terza ondata. Ma tra infermieri e camici bianchi i contagi continuano a scendere. A differenza di altri Paesi europei, l’Italia ha deciso di dare assolutà priorità agli operatori sanitari. Una scelta che ha comportato un ritardo nella vaccinazione delle categorie a rischio, ma che ha permesso di mettere in sicurezza il personale che lavora negli ospedali. Agli operatori sanitari ad alto rischio di esposizione è stato somministrato il vaccino Pfizer-BioNTech che oltre a proteggere nel 95% dei casi dalla malattia secondo uno studio israeliano protegge nel 90% dei casi anche dall’infezione.E il grafico dell’Iss sembra confermarlo.

Il calo dei casi di coronavirus tra gli over 80

Ma non è tutto. Per l’istituto superiore di sanità gli effetti della campagna di immunizzazione iniziano a vedersi anche tra la popolazione più anziana. “Analizzando il numero di casi di infezione da SARS-CoV-2 nella popolazione suddivisa per fascia di età 60-79 anni e >= 80, anni si osserva un andamento molto simile nelle due fasce fino all’inizio di febbraio con una piccola inversione di tendenza nell’ultima settimana” si legge nel report.

Iss grafico anziani-2

In questo caso la differenza non è così eclatante e di conseguenza il ruolo dei vaccini non può essere dato per scontato. Secondo l’Iss, tuttavia, “le differenze nei trend osservati nel numero di casi tra gli operatori sanitari e nelle persone di età pari o superiore a 80 anni sono probabilmente” da attribuire proprio “alla campagna di vaccinazione”. 

Ad oggi il 42,8% delle persone con più di 80 anni ha ricevuto almeno una dose di vaccino, ma com’è noto si inizia ad avere una discreta (benché non completa) protezione trascorsi 15-20 giorni dall’inoculazione. “Un’ulteriore diminuzione del numero di casi e della gravità dello stato clinico in questa fascia di età – sottolinea l’Istituto Superiore di Sanità – sono attese nelle prossime settimane in risposta all’aumento della copertura vaccinale”. 

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