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Il Comune vuole difendere il velo: “Il problema è l’islamofobia”

«Islamofobia». Per il Comune, l’emergenza è questa: l’ostilità per l’islam. E la commissione Pari opportunità ieri ha presentato un «piano locale di azione» per contrastare l’«islamofobia» «In poche parole – attacca il consigliere comunale e assessore regionale Riccardo De Corato (Fdi) – si tratta di un progetto non per studiare il fenomeno della sottomissione della donna nel mondo islamico, bensì come il nostro paese discrimina le ragazze islamiche».

L’impostazione dunque fa già discutere, come del resto alcuni compagni di strada, visto che fra i partner del progetto (che si chiama «Meet More Equal Europe Together» ed è co-finanziato da un programma dell’Ue) viene annoverato anche il Femyso (il Forum europeo delle Organizzazioni giovanili islamiche) un’organizzazione controversa e considerata espressione dell’islam politico, al pari della Fioe (la Federazione delle organizzazioni islamiche in Europa) ritenuta vicina ai Fratelli musulmani, per quanto chi ne fa parte dipinga entrambe come «indipendenti» proprio in virtù dei rapporti con le istituzioni europee. Altro partner è il «Progetto Aisha», nato nell’alveo dell’Ucoii e del Caim, sigla delle «moschee» milanesi che ha creato spesso imbarazzo per la linea dei suoi dirigenti. Anche «Aisha» si propone di condurre campagne per le donne e contro il «crescente clima di islamofobia».

La sinistra, in generale, non vede alcun problema legato all’islam politico: ha una visione unilaterale. Il velo, per esempio, non è mai considerato un problema: la sua imposizione è rimossa. La donna musulmana – anche nei media – è «sempre» velata e chi parla del velo come di un problema è considerato ostile o «razzista». Spesso un uso arbitrario della categoria «islamofobia» serve a censurare ogni critica agli aspetti problematici di una parte dell’islam. Appena due anni fa, dietro questo paravento, un progetto turco finanziato dall’Europa metteva all’indice – in modo anche pretestuoso – giornali e libri italiani che raccontavano gli aspetti controversi dell’islam politico. « Ma – chiede oggi De Corato – perché non spendere i soldi dell’Europa per dare dignità alle donne islamiche vessate dall’integralismo e non certo dai costumi dell’occidente? La lotta da fare è quella per liberare queste donne dal velo non fisico, ma culturale che le attanaglia ad una cultura maschilista. Sicuramente le donne islamiche possono sentirsi più libere nel nostro paese che in un Paese islamico».

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