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Il console onorario della Namibia si era offerto come mediatore per i vaccini in Lombardia: la proposta di milioni di dosi di AstraZeneca

Ci sono anche il console onorario della Namibia Petter Johannessen e un’azienda svizzera che opera nell’healthcare tra chi ha contattato via mail Regione Lombardia con proposte, respinte, di vaccini anti Covid.

L’elenco è stato depositato oggi su decisione del governatore Attilio Fontana e dell’assessora al Welfare Letizia Moratti in procura a Milano, dove è aperta un’indagine sul presunto mercato parallelo dei vaccini con l’ipotesi di frode in commercio. Il console onorario, risulta dagli atti, ha contattato gli uffici regionali lo scorso 3 febbraio assicurando che sarebbe stato in grado di procurare milioni di dosi di AstraZeneca.

Come era stato annunciato la scorsa settimana Regione Lombardia, tramite i suoi legali, stamane ha depositato l’elenco con relativi allegati al procuratore aggiunto Eugenio Fusco che coordina le indagini con le pm Maura Ripamonti e Bianca Maria Eugenia Baj Macario. Da quanto risulta le offerte, tutte ovviamente respinte, di acquistare vaccini anti Covid da un presunto mercato parallelo sono arrivate sia ad Aria Spa, la centrale acquisti regionale, sia all’assessorato alla sanità  che direttamente a Fontana, Moratti e all’ex assessore ora consigliere Giulio Gallera. Oltre al console onorario della Namibia, che ha l’ufficio in via Monte Altissimo a Milano, nei documenti consegnati in Procura, figura pure la eXor sa, società che si occupa di materiale ortopedico domiciliata in Canton Ticino ma guidata dal milanese Paolo Balossi – società già nei guai per via di una indagine elvetica sulla fornitura di mascherine -, e l’avvocato Giuseppe Cavallaro che ha scritto per conto di Luciano Rattà, altro sospetto mediatore.



Tra gli atti depositati anche la lettera inviata il 19 febbraio con cui Letizia Moratti all’ex commissario straordinario per l’emergenza Domenico Arcuri,  ha segnalato di aver ricevuto offerte e per ribadire che la Lombardia non si rivolge ad alcun presunto mercato parallelo.

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