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Il disabile multato dentro il bar e la strumentalizzazione dei politici per raccattare voti

In questi giorni c’è stato il caso di un signore di quasi 60 anni disabile che è stato multato perché è stato trovato all’interno di un bar a bere un caffè. Cosa che in questo periodo, per le norme legate al virus, non è consentita. Il poliziotto di turno è stato attaccato perché ritenuto ingiusto, ma in questo frangente, dopo tutto, ha fatto rispettare la legge. Tecnicamente anche questa è inclusione, perché alla persona disabile è stato chiesto di rispettare come tutti la legge. Però questa solerzia a far rispettare la legge andrebbe mostrata anche quando non vengono rispettate le leggi che tutelano i disabili, per esempio quando un locale, teatro, oppure un cinema non è stato reso a norma. Anche In quel caso bisognerebbe dare multe esemplari e obbligare a renderli a norma entro un tempo breve. Quello che più mi fa arrabbiare è la strumentalizzazione da parte di alcuni politici di questa vicenda. Politici che normalmente non si interessano mai ai disabili per tutto il resto dell’anno ma solo in campagna elettorale. Tutti questi politici quando avvengono veramente episodi di discriminazione dove sono? Io ho un figlio disabile e vorrei che tutti i giorni si lavorasse per fare leggi a favore dei disabili e anche per favorire la loro inclusione.

Roberto

Ovviamente sono d’accordo sul fatto che anche le persone disabili debbano rispettare la legge come tutti. Però giustamente, come aggiunge Roberto, bisognerebbe anche punire coloro che non rispettano le leggi che ci tutelano. A volte mi è capitato di andare in alcuni ristoranti che magari hanno il bagno per disabili, ma, all’ingresso dello stesso, c’è uno scalino. Io, grazie a delle piccole rampe di vetroresina che mi porto sempre dietro, riesco a superare uno scalino. Una volta sono andato in un locale, al telefono mi avevano assicurato che era accessibile, invece davanti all’ingresso c’erano due scalini e con le mie rampette non riuscivo a superarli, per fortuna c’era una parte esterna al locale accessibile, altrimenti la serata sarebbe stata rovinata. Insomma dovrebbero essere i ristoranti ad attrezzarsi per essere accessibili, non noi a dover trovare la soluzione.

La cosa più divertente era che il locale di fronte aveva un ingresso accessibile per le carrozzine, grazie ad una pedana di metallo. Questo significa che in quella via non venivano fatti controlli, visto che ognuno faceva come voleva. In questo caso andrebbero multati e comunque, per la cronaca, nessuno dei due locali che ho citato ha messo una rampa nel frattempo. Se venissero puniti con multe esemplari credo che nel giro di pochi giorni-settimane, magicamente diventerebbero accessibili. Le regole andrebbero fatte rispettare veramente a tutti. Nella vicenda che racconta Roberto non si tratta di discriminazione ma di estremo zelo da parte delle forze dell’ordine nell’attenersi scrupolosamente alle regole. Quello che trovo più fastidioso è come sia stata strumentalizzata questa storia da parte di alcuni politici che normalmente non sanno neanche quali siano le leggi che ci riguardano, ma ora si pongono come paladini dei disabili. In campagna elettorale improvvisamente si ricordano che anche noi siamo possibili elettori. Sembrano come gli avvoltoi in attesa di acchiappare le loro prede. I politici potrebbero fare molto per i disabili tutti i giorni, se volessero.

Per esempio, verificare che le leggi che ci tutelano vengano rispettate, oppure battersi per promulgare leggi che favoriscano l’inclusione e il superamento dei pregiudizi, sensibilizzare le persone verso le problematiche dei disabili … Magari anche inserendo persone disabili all’interno delle commissioni parlamentari che si occupano di disabilità, anche perché dal confronto possono nascere nuove idee. Nessuno pretende che nel giro di pochi giorni si risolvano tutti i problemi dei disabili, però è necessario ogni giorno posare un piccolo mattoncino e alla fine costruiremo un palazzo. Anche noi disabili direttamente possiamo cambiare le cose e ci sarà sempre da battagliare e faticare. Spesso con tutte le difficoltà che ci troviamo ad affrontare, su alcuni fronti decidiamo di mollare. Ma l’importante è non restare inermi e non subire gli eventi, come un pugile che decise di non reagire di fronte a un avversario più forte. Cerchiamo di reagire e provare almeno a mettere a segno qualche colpo, prima di andare al tappeto, e in alcuni casi magari riusciremo anche a rimontare e a vincere l’incontro.

Mattia Abbate, l’autore di questa rubrica, è affetto da distrofia muscolare di Duchenne. “Questo spazio – dice – è nato per aiutare chi convive con difficoltà di vario genere ad affrontarle e offre alle persone sane un punto di vista diverso sulla realtà che le circonda”. Segnalate un problema o raccontate una storia positiva di disabilità all’indirizzo e-mail


postacelere.mi@repubblica.it

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