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Il maestro Alberto Veronesi chiede solidarietà per i lavoratori del Teatro alla Scala

«Sarebbe stato inaccettabile se a dirigere la riapertura al pubblico della Scala, a maggior ragione in una data tanto simbolica come l’11 maggio, che rievoca la storica riapertura del Teatro dopo la guerra l’11 maggio del 46, da parte di Arturo Toscanini, fosse stato un direttore esterno con un’orchestra ospite, invece che il direttore musicale della Scala Riccardo Chailly, insieme ai lavoratori del Teatro, all’Orchestra e al Coro».

Lo dichiara il maestro Alberto Veronesi, che solo qualche giorno fa ha manifestato di fronte alla Scala per promuovere, tra l’altro, un maggior coinvolgimento dei lavoratori nella gestione dei teatri italiani, in ossequio all’art. 46 della Costituzione, che riconosce il diritto dei lavoratori a collaborare, nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi, alla gestione delle aziende.

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Alberto Veronesi

«Nessuno mette in dubbio la qualità degli artisti invitati, né la necessità di promuovere una programmazione internazionale, ma escludere i lavoratori dalle scelte artistiche porta danni incalcolabili: si è rischiato di commettere una gaffe inaccettabile che avrebbe mortificato non solo i lavoratori ma il lavoro e la serietà di preparazione di un direttore musicale».

«Le polemiche legate alla riapertura della Scala e le indiscrezioni su una eventuale “controprima” di Sant’Ambrogio alla Fondazione Prada per la prossima stagione sono il segno evidente della necessità di coinvolgere i lavoratori dello spettacolo nella gestione dell’impresa culturale».

Così il maestro Veronesi, che conclude: «É dunque arrivato il momento di cambiare pagina e ricreare le condizioni di un nuovo patto sociale tra lavoratori e impresa nel campo teatrale in tutta Italia e cominciare una fase nuova di autentica collaborazione tra le parti».

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