il-ministro-speranza:-“misure-stanno-dando-primi-effetti,-ma-non-abbassare-la-guardia.-ancora-molta-pressione-su-terapie-intensive”

La situazione è seria anche se definisce la discesa della curva del contagio come “incoraggiante“. Predica cautela il ministro Roberto Speranza nel giorno un cui si certificano 13mila contagi in meno rispetto alla settimana precedente. “La situazione è molto seria e non può assolutamente essere sottovalutata. Abbiamo quantità di nuovi casi altissime e decessi che devono fare riflettere. Da due settimane le tendenze sono in controtendenza, l’Rt nelle ultime due settimane è sceso e i nostri tecnici pensano che potrà ancora scendere nei prossimi giorni. Questo significa che le misure stanno dando i primi effetti. Sono i primissimi effetti e non sono sufficienti. Bisogna resistere e tenere duro. Ci confrontiamo con due verità. È vero che la curva è incoraggiante, ma è vero anche che sono numeri imponenti e sarebbe un errore grave abbassare la guardia”, è il ragionamento del titolare della Salute a Che tempo che fa su Rai 3.

Per spiegare perché non è ancora il momento di abbassare la guardia il ministro fa l’esempio dei posti in Rianimazione: “Sulle terapie intensive il dato di fatto è che c’è una pressione molto forte, guai a sottovalutarla, che il nostro sistema sanitario sta sostenendo. Con questi numeri se avessimo avuto solo i posti della privamera scorsa avremmo dovuto fare subito il lockdown generalizzato. La situazione è molto seria, ma siamo più forti rispetto a marzo”. E dunque anche se il sistema sta reagendo, occorre comunque cautela. Soprattutto in previsione delle feste natalizie: “Dovremo valutare con attenzione i numeri dei prossimi giorni. È comprensibile che un territorio voglia uscire dalla zona rossa ma ci vuole prudenza. Le misure stanno dando i primi risultati ma abbiamo bisogno di discutere con gli scienziati ed i tecnici. Io lavoro con tutti i presidenti di regione senza distinzione politica e dico no alle polemiche. Per me la linea resta quella della massima cautela”.

E visto che nei giorni scorsi è scoppitata la polemica dopo le parole di Andrea Crisanti, il direttore di microbiologia all’Università di Padova che ne aveva messo in dubbio la sicurezza, Speranza ha ricordato che “siamo alla vigilia di una campagna mondiale che ci consentirà un pò alla volta di combattere un virus che ha prodotto morte e sofferenze. È un’arma fondamentale per vincere il virus e io ho massima fiducia nelle istituzioni preposte. Per avere l’ok dell’Ema c’è bisogno di processi molto rigorosi. Io credo molto nelle istituzioni che fanno questo lavoro, dobbiamo fidarci”. Proprio oggi il direttore dell’Agenzia nazionale del farmaco, Nicola Magrini, si è detto contrario al vaccino anti Covid obbligatorio, Speranza ha spiegato che “che l’Italia può provare a raggiungere l’immunità di gregge con la persuasione. Io penso che con una campagna vera in cui spieghiamo perché è giusto fare il vaccino riusciremo a raggiungere l’immunità di gregge senza l’obbligatorietà. Ma è evidente che dobbiamo raggiungerla quindi lo valuteremo in coso d’opera”. A livello operativo ha spiegato che: “Ci sono sei vaccini su cui c’è un contratto o già firmato o in corso a nome dell’Ue e anche a nome dell’Italia e siamo stati noi il motore. Di questi sei vaccini solo uno ha il limite di temperatura. Ci stiamo lavorando, il commissario Arcuri sta lavorando, e ci sono tutte le condizioni per gestire la catena del gelo. Su aghi e siringhe l’Ue ha aperto una gara comune, i Paesi Ue anzichè farsi la guerra fanno una gara comune e noi siamo convinti che ci sarà un esito positivo. Poi il commissiaro Arcuri lavora per garantirci l’autonomia”.Una battuta anche sulla “telenovela” del nuovo commissario alla Sanità in Calabria. Negli ultimi giorni si era diffuso il nome di Francesco Paolo Tronca, ma Speranza smentisce: “Non credo che sarà questa l’opzione definitiva, ma c’è ancora una discussione in corso”.

L’articolo Il ministro Speranza: “Misure stanno dando primi effetti, ma non abbassare la guardia. Ancora molta pressione su Terapie intensive” proviene da Il Fatto Quotidiano.

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