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Il mio ricordo di Carlo Tognoli. Firmato: Cazzola

E’ morto Carlo Tognoli. Aveva 82 anni e aveva guidato Milano, da sindaco socialista, dal 1976 al 1986. Il ricordo di Giuliano Cazzola

 

Ho conosciuto Carlo Tognoli nel 1965.

Il Partito, allora impegnato, dopo la scissione del Psiup, a recuperare una presenza socialista nella Cgil mi aveva proposto di andare alla Fiom di Bologna.

Nell’attesa del passaggio – occorreva sempre litigare un po’ con i comunisti – fui invitato ad una riunione di corrente che si teneva a Milano nei locali della Federazione.

In quella occasione avrei avuto la possibilità di presentarmi a Piero Boni e ad Elio Pastorino che erano i componenti socialisti della segreteria nazionale (Boni condivideva la carica di segretario generale con Bruno Trentin).

Dopo un po’ mi sentivo in quella riunione (che si svolgeva, ad anfiteatro, in una specie di galleria di un cinema)  un pesce fuor d’acqua, tanto che pensai di utilizzare quella circostanza per prendere contatti con la Federazione giovanile socialista di Milano, essendo io membro della segreteria della mia città.

Mi feci indicare, dal portiere (i portieri delle federazioni socialiste erano dei personaggi che hanno fatto la storia del partito) dove stavano gli uffici della Fgs e mi presentai. Vi trovai due giovani: uno di questi era Carlo Tognoli, l’altro Giorgio Gangi.

Carlo era un giovane minuto (conservo la sua immagine gentile davanti agli occhi), Gangi era alto e robusto. Cominciammo a scambiarci le esperienze.

Mi accorsi subito che i due pur avendo pressappoco la mia età erano già ben inseriti nella politica.

Gangi per esempio era assessore di un Comune della provincia.

Sinceramente non ricordo se anche Tognoli avesse in corso un’analoga esperienza; credo però che fosse il segretario della Fgs.

Poi in tanti anni di comune militanza socialista (sia pure in ruoli diversi; ovviamente io non ero al suo livello quando faceva il sindaco della ‘’capitale morale” del Paese) c’era capitato di incontrarci il quale riunione o congresso di partito; una volta lo incontrai in aereo quando era ministro. Era sempre cordiale e sereno.

Ricordo un episodio simpatico di quando era sindaco e al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica.

Un anno venne una formidabile nevicata che paralizzò Stazione Termini creando il caos sulle linee ferroviarie. Carlo si fece prendere la mano dal suo orgoglio civico e gli scappò detto che a Milano certe cose non sarebbero mai capitate. Pochi giorni dopo una tormenta congelò la Stazione Centrale.

Poi le vicende sono note e spiegano perché ci siamo persi di vista. L’ultimo contatto che ho avuto con Tognoli è stato nel 2019.

Mi telefonò – durante la turpe e immonda vicenda del ricalcolo dei vitalizi degli ex parlamentari – per chiedermi dei consigli.

Mi fece molto piacere che si ricordasse di me e addirittura  mi considerasse di aiuto per risolvere un suo problema. La cosa mi gratificò.

Ci scambiammo gli indirizzi mail. Il suo era ‘’amaremilano@…….’’.

Quando all’inizio del 2020 mi candidai alle elezioni regionali in una lista a sostegno di Stefano Bonaccini, Carlo accettò di sottoscrivere, insieme ad altri amici, un appello a sostegno della mia elezione.

Gliene sono ancora riconoscente.

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