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Il professore vaccinato AstraZeneca: “Ho la febbre e sono preoccupato, ma niente allarmismi”

Ieri vaccinato Astra Zeneca all’ospedale di Sondrio (è valtellinese), oggi tra coloro che stanno sospesi per la seconda dose: “Mi avevano già comunicato la data del richiamo, il 6 giugno, speriamo bene, c’è tutto il tempo per rimediare a questa sospensione che di sicuro causerà un rallentamento della campagna”. Simone Bondio, 35 anni, professore di inglese al liceo Beccaria, cerca di essere ottimista comunque e di non farsi prendere dalla paura.

Non si è spaventato quando ha saputo che le avrebbero inoculato l’Astra Zeneca? E non ne lo è adesso dopo le morti di alcuni vaccinati?

“In questa pandemia bisogna essere lucidi e razionali, o almeno provarci. Quindi sia prima che dopo quella puntura ho considerato tutto quel che leggevo come delle isterie da Internet. Gli effetti collaterali di cui si parlava nei giorni scorsi mi sembravano abbondantemente sotto i numeri delle statistiche, e così anche queste morti, che potrebbero essere dovute anche ad altre cause. Della particolare pericolosità di Astra Zeneca non sono assolutamente convinto”.

Lei come sta adesso?

“Non benissimo: ho 38 di febbre e dolori alle articolazioni”.

Non teme nulla? Neanche di avere somatizzato questi allarmi?

“Per il momento non temo niente. Certo, se questo malessere durerà ancora 2-3 giorni inizierò a preoccuparmi. E per il resto mi affido alla razionalità e alle spiegazioni che mi hanno dato i medici dell’ospedale di Sondrio prima di vaccinarmi: febbre e dolori di questo tipo erano da mettere perfettamente in conto. Per di più la stragrande maggioranza degli eventuali effetti collaterali si verifica nei 15 minuti dopo la puntura, nel corso dei quali sono stato sotto osservazione. È vero che questi sintomi mi sono venuti dopo le ultime notizie sul vaccino, ma non credo di aver somatizzato”.

Insomma, niente allarmismi.

“No, almeno io”.

In che senso?

“Non ha idea, nell’oretta in cui sono stato all’ospedale di Sondrio, della quantità di telefonate che sono arrivate da parte di miei colleghi che, terrorizzati, annullavano l’appuntamento. Con altri professori mi sono scritto tra ieri e oggi, c’è molta preoccupazione”.

A proposito, del fatto che voi professori siate stati la categoria professionale privilegiata per le vaccinazioni cosa pensa?

“Che è giustissimo ovviamente. Scherzi a parte, ha un senso, ma a questo punto si dovevano vaccinare anche i nostri studenti. Primo, avremmo definitivamente immunizzato tutta la scuola. Secondo, i ragazzi asintomatici avrebbero smesso di essere veicolo di contagio sui mezzi pubblici e in famiglia e la pandemia avrebbe frenato”.

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