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Impianti di sci fermi fino al 5 marzo, il ministro Garavaglia: “Danno per una scelta del governo: va indennizzato”

 “C’è stato un danno per una scelta del governo e i danni vanno indennizati”: lo ha detto il ministro del Turismo Massimo Garavaglia dopo un incontro con gli operatori della montagna, i rappresentanti degli enti locali insieme al presidente della Lombardia Attilio Fontana e in collegamento il ministro per gli Affari regionali Mariastella Gelmini e il governatore del Piemonte Alberto Cirio.  “La montagna è stata dimenticata, non è arrivato nulla se non qualche briciola”, ha continuato Garavaglia. “Per ripartire servono due cose fondamentali: finalmente programmazione, non si può sapere il giorno prima cosa si fa il giorno dopo, e poi lavorare per mantenere la competitività del nostro sistema montagna. Quindi bisogna usare i soldi del Recovery per fare investimenti mirati, per ripartire alla grande come la nostra montagna sa fare”.


 

Parole che arrivano alla fine di una giornata amara per gli operatori del settore pronti a ripartire da oggi 15 febbraio e bloccati all’ultimo momento dal rinvio dell’apertura degli impianti (almeno fino al 5 marzo) deciso dal governo ieri sera. I social si sono riempiti dagli sfoghi di chi ha visto, dopo aver lavorato a ritmi serrati per adeguarsi alle norme di sicurezza, sfumare gli introiti che avrebbero dato ossigeno a un settore fermo da mesi. La decisione viene vissuta come una beffa.

Il commento più amaro campeggia sulla home page di Foppolo Ski, il sito delle montagne della Val Brembana: “Abbiamo scherzato, impianti chiusi. Niente sci, si va al centro commerciale e ai bar in città, al caldo e al sicuro”. La rabbia degli operatori del settore sciistico in Lombardia è palpabile.

“Abbiamo appena appreso l’incredibile decisione di non consentire l’apertura degli impianti sciistici. La notizia ci arriva con solo 12 ore di anticipo rispetto a quella che doveva essere la data ufficiale di apertura. Gli impianti dei Piani di Bobbio&Valtorta non apriranno. Ci stiamo attivando per i rimborsi a tutti coloro che hanno già acquistato in questi giorni, vi chiediamo un paio di giorni per poter organizzare il tutto”: le comunicazioni arrivano in serata sulle pagine Facebook di tutti i comprensori, nella speranza di raggiungere quanti più sciatori. Perché l’annuncio della riapertura – fatto la scorsa settimana sulla base delle indicazioni del governo – ha voluto dire anche riaprire alle prenotazioni, che sono arrivate numerose nei giorni scorsi. E adesso, quindi, bisognerà rimborsare i turisti rimasti con gli sci al palo, oltre che fare i conti con gli ordini di attrezzature fatti, con il personale richiamato, con gli ordini di alimentari, bevande di rifugi e alberghi che pensavano di riaprire.

Caro sciatore, con grande amarezza ti annunciamo che lunedì 15 febbraio i nostri impianti non potranno riaprire. Il nostro comprensorio rimarrà chiuso dopo giorni di lavoro serrato. I nostri sforzi sono stati vani. Vogliamo tranquillizzarti, se hai acquistato uno skipass nei giorni passati, perché anche tu, come noi, speravi di poter ritornare in pista, non perderai il tuo acquisto. Nei prossimi giorni avremo comunicazioni più precise in merito.Ti chiediamo un po’ di pazienza, non appena avremo informazioni certe te le comunicheremo”, è l’annuncio sul sito di Ponte di Legno-Tonale. E così Bormio Tourism: “Eravamo pronti a vivere momenti più sereni dopo questi mesi difficili. Ci avevamo messo tanto impegno e ci avevamo sperato fino all’ultimo. Gli impianti di sci, purtroppo, non apriranno domani come previsto. Ci dispiace. Siamo vicini a tutti voi”. Centinaia di commenti affollano i post sulle pagine Facebook dei comprensori, nessuno se la prende con loro ma tutti con la politica e con il governo che ha cambiato le carte in tavola a poche ore dal via.

Niente sci, ma all’Aprica cercano comunque di non perdere la speranza: “La riapertura degli impianti è stata nuovamente posticipata. Per tutti coloro che avevano già acquistato gli skipass, nell’articolo tutte le info utili per accedere ai rimborsi.Noi di Aprica non ci facciamo però abbattere: domani è previsto sole e le attività che è possibile svolgere nonostante la mancata riapertura degli impianti sono moltissime! Ci sono tutti i presupposti per godersi la spettacolare natura delle nostre montagne, malgrado tutto”.

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