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In vendita una villa veneta da sogno: fu il buen retiro dello scrittore inglese Bruce Chatwin

L’ampio salone delle feste di Villa Albrizzi

Italy Sotheby’s International Realty

Interni da film d’autore

Internamente si distingue per la sontuosità dei saloni principali e la raffinatezza delle finiture originali come le pavimentazioni sia lignee sia decorate alla veneziana e finiture alle pareti. Ampia la disponibilità di camere, ben 20, e dei bagni, ben 17, tutti molto curati. Praticamente perfetto lo stato conservativo generale, proprio grazie alle attività di manutenzione sempre eseguite negli anni pure in epoche recenti. L’annesso padiglione settecentesco delle feste utilizzato per balli e ricevimenti è arricchito dai meravigliosi stucchi originali alle pareti ben conservati come il resto. Adiacente alla villa, la grande serra di ispirazione romantica jappelliana è un vero e proprio incanto. Mentre le antistanti barchesse si aprono verso la corte con le imponenti arcate dei loggiati per ospitare altri locali di servizio, quali cantine, stalle e depositi, oltre alle foresterie e lodge tutte restaurate.

L’altro ingresso della villa del XVII secolo

Italy Sotheby’s International Realty

Distinguersi con stile

Completano il complesso, l’originale ghiacciaia con soffitto a volte incrociate e altro tra dependance, laboratori, il ricovero animali con la tipica aia e la cappella privata da riattare. I tre ettari del parco sono poi attraversati anche da due viali alberati che si incrociano a una fontana. All’interno anche una favolosa piscina con spogliatoi e padiglione dedicato, un campo da tennis, un frutteto e l’orto biologico. Una villa che sicuramente non passa inosservata. Proprio come Chatwin. «Non era il massimo della modestia, in lui c’era una dose innegabile di vanità. Ci teneva a distinguersi».

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