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Inaugurata a Flero la piazza dedicata a Domenico Capretti

Una piazza a Flero celebra la memoria di Domenico Capretti, commerciante e imprenditore, persona impegnata nel sociale e nella politica locale, scomparsa il 28 agosto del 1990 a 70 anni dopo una vita dedicata al lavoro e alla sua comunità.

Il desiderio di intitolare un luogo pubblico di aggregazione a Domenico Capretti nasce su richiesta dell’Associazione Artiglieri di Flero. Sodalizio di cui Capretti fu fondatore a partire dal 1969 e di cui ne resse le attività quale presidente sino a due anni prima della sua morte. Così domenica sono stati i «suoi» artiglieri a celebrarne la memoria e il segno della testimonianza del suo impegno sociale a Flero.

Promotore nel 1953 della separazione del comune da Poncarale per la miglior gestione in autonomia delle risorse delle due comunità, Domenico Capretti fu anche inesauribile sostenitore di mille iniziative sociali nei duri anni del dopoguerra. Sua, in qualità di presidente, l’idea di sostenere con il Patronato scolastico la costituzione della mensa per i bambini delle elementari. La sua idea di dare un sostegno all’iniziativa andò ben oltre la metafora: Capretti pagò di tasca propria il pranzo quotidiano di 70 bambini. 

Per questo la cerimonia è stata emozionante e ha onorato e ricordare chi ha reso un grande servizio alla comunità. «Grazie a tutte le associazioni, in particolare su proposta degli artiglieri – ha detto il sindaco Pietro Alberti -, abbiamo deciso di dedicare una piazza a Domenico Capretti. È fondamentale riconoscere e ricordare quanto fatto dai membri più importanti della nostra comunità: il cavaliere della Repubblica Capretti, per i suoi molteplici meriti, è certamente un cittadino illustre che va onorato al meglio». 

Presenti all’appuntamento in via Solferino, e comprensibilmente commossi, c’erano il figlio Ennio e i nipoti. «Tra le tante cose realizzate da Capretti va ricordato che ha fondato il Corpo artiglieri di Flero» ha continuato la vicesindaco Elena Franceschini.

«Tra gli anni Cinquanta e Sessanta la sua professione di commerciante l’ha poi portato a creare uno dei primi minimarket in paese, in seguito è poi diventato anche vicepresidente dell’Associazione commercianti bresciani. E non possiamo dimenticare il suo grande impegno nel secondo dopoguerra per aiutare le famiglie fleresi in difficoltà» ha continuato la vicesindaco. 

Capretti è stato indubbiamente un uomo che ha saputo lasciare un segno nella storia locale: «Un uomo illuminato, sergente, Cavaliere e Ufficiale della Repubblica e imprenditore – ha concluso a nome delle associazioni il giornalista Roberto Manieri, presidente del Motoclub Flero – che ha saputo coniugare commercio e valore sociale, una qualità genetica che si trasmette col sangue, grazie anche alla famiglia. Attività che mettono le persone davanti alle cose. Ha poi chiesto la separazione dei comuni tra Flero e Poncarale, non per egoismo ma per importanti differenze economiche. Ha portato avanti la gloriosa tradizione degli artiglieri: il sergente Capretti va celebrato come un uomo che ha sempre pensato alla solidarietà e ha contribuito a creare la comunità flerese».

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