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iPhone 14 Pro Max, l'oggetto del desiderio

Per me era un oggetto del desiderio. Un iPhone Pro Max, con lo schermo grande, luminoso, ben leggibile. Lo desideravo da tempo, ma temevo fosse troppo pesante, ingombrante: averlo mi ha fatto superare tutti i dubbi.

Ho potuto provarlo in anteprima ed è stato amore a prima vista. Premetto che sono addicted all’iPhone dall’inizio, ma questo modello nella versione Pro Max, deep purple, con un Terabyte di memoria, ha fatto veramente uno straordinario salto in avanti.

Partiamo proprio dalla memoria: sono anni che combatto per fare stare tutto dentro il telefono. E con tutto intendo foto di famiglia, video che giro a volte per lavoro, registrazioni audio, documenti che scarico. Ecco prima era un’impresa disperata che risolvevo acquistando sempre più spazio sul cloud. Con questo nuovo iPhone invece si può davvero archiviare qualsiasi cosa: le mille app che ho scaricato sul telefono, dallo spid alle quelle delle scuole dei figli, dalle banche all’applicazione per prendere il caffè alla macchinetta, da quella per noleggiare il motorino a quella per riconoscere le piante. Ci stanno le mie 15 mila foto e i 3196 video e molte altre cose ancora.

Ma parlando di foto, una cosa davvero straordinaria è la qualità delle immagini e dei video che questo nuovo device ti consente di realizzare. Dagli zoom nei quali finalmente ti si vede luminoso e nitido, ai video che hanno una risoluzione davvero straordinaria (con la possibilità dell’effetto cinema che ti permette di realizzare dei contenuti di qualità cinematografica con un semplice dispositivo mobile), fino alla possibilità di girare video o scattare immagini nitide anche con poca luce o di sera (vuoi mettere quando tua figlia quattordicenne ti chiede di fare un tik tok alle 11?), ma anche di editare le immagini, già di qualità altissima, direttamente dentro la gallery del telefono e con moltissime funzionalità.

Anche sulla batteria il salto in avanti (per me che avevo un iphone 11 acquistato nel 2019) è straordinario. Dopo aver fatto numerosi zoom, diverse chiamate, essere passata freneticamente da instagram a whatsapp, avere fatto numerose ricerche su google e magari aver utilizzato le mappe per farmi portare da una parte all’altra della città, il cellulare arriva alla sera con ancora batteria residua, senza dover a metà giornata cercare disperatamente un powerbank o una presa alla quale attaccarsi. Per me che con il cellulare lavoro e vivo, superare l’incubo di trovarsi senza carica a metà giornata (simile all’effetto di restare senza acqua in mezzo al deserto), questo è un punto davvero importante.

Questo mese e mezzo in cui ho potuto provarlo, inoltre, è stato  un periodo molto complesso a livello personale, e più di una volta mi sono trovata a dover scansionare documenti importanti o a dover memorizzare conversazioni delicate. Ho potuto fare tutto questo solo con l’iphone. Che ho usato come archivio e prolungamento della mia memoria, l’unico oggetto dal quale non mi separo quasi mai.


Lo confesso, mi è  capitato anche che cadesse: tra stanchezza, distrazione, fretta, ma questo iPhone si è confermato il più resistente tra tutti quelli che ho mai avuto. Non mi è capitato di bagnarlo, ma Apple garantisce un’autonomia di 30 minuti ad una profondità di 6 metri e mi fido. 

Rispetto al mio precedente questo modello è anche incredibilmente più veloce ed efficiente e ha uno schermo luminoso, chiaro, leggibile, oltre ad avere la possibilità di attivare (ma anche di escludere se qualcuno non lo desidera) l’Always-On display, una sorta di messaggio implicito: sono sempre qui a tua disposizione. 

Ci sono tante altre funzioni che ho letto ma fortunatamente non sperimentato come la possibilità del rilevamento degli incidenti stradali: sull’iPhone 14 esistono una serie di sensori aggiuntivi di movimento tali da essere in grado di rilevare se si è coinvolti in un grave incidente automobilistico, effettuando automaticamente in caso di impossibilità una chiamata cellulare ai servizi di emergenza.

Sembra un dettaglio ma non lo è, ho già avuto modo di sperimentarlo con il mio inseparabile apple watch, che rileva e segnala le cadute, facendo partire in automatico le chiamate ai contatti di emergenza. Non mi è mai servito, ma quando si è magari da soli durante una passeggiata in un luogo isolato, sapere che, in caso di malore, qualcuno verrà a soccorrerti è qualcosa che ti fa sentire più protetto.

E adesso le domande clou: è maneggevole? Sta in borsetta? E fa dei bei selfie? La maneggevolezza è molto soggettiva, io non ho le mani enormi ma alla fine lo trovo assolutamente gestibile, certo nella tasca dei jeans è un po’ ingombrante ma in una micro borsa da sera entra. E guardare un video o leggere un libro sull’app kindle su un cellulare di queste dimensioni è davvero un’altra cosa.

Per i selfie ho fatto verifiche incrociate con le mie figlie adolescenti e confermo che ha superato il test. Quindi, in sintesi, questo iPhone è promosso a pieni voti. Unico neo il prezzo: il top di gamma, quello che ho provato io, costa  2139 euro, una cifra impegnativa anche per chi lo usa infinite al giorno, anche per lavoro.  L’iPhone Pro, nella versione base parte invece da 1339 euro, mentre il Pro Max da 128 Gigabyte 1489. Insomma ognuno può scegliere in base alle proprie esigenze.

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