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Istituzione direzioni assistenziali, continua il botta e risposta tra politica e associazioni di rappresentanza dei medici.

Donini ai sindacati medici: “Tema in discussione da un anno e sempre aperto al confronto. Ma riconoscere diritti non significa toglierne ad altri. Responsabilizziamo tutte le professioni sanitarie senza limitare le funzioni alle attuali direzioni”.

L’assessore: “Sorprendono i toni del comunicato, a cui non corrispondono adeguate argomentazioni di contenuto”. Ancora: “Finora in tutte le valutazioni è emersa l’opportunità di andare avanti”. Bologna – “Mi era nota la contrarietà di alcune organizzazioni sindacali rispetto ad una proposta di integrazione e valorizzazione di tutte le professioni sanitarie nella programmazione strategica delle aziende sanitarie, attesa da anni da parte del territorio. Sorprendono piuttosto i toni del comunicato, a cui non corrispondono adeguate argomentazioni di contenuto”.

Così l’assessore alle Politiche per la salute della Regione Raffaele Donini replica alle associazioni di rappresentanza dei medici Anaao-Assomed, Aaroi-Emac, Anpo, Andmo, Cimo, Fvm, Fassid, Fimmg, Snami e Sumai, che nella giornata di oggi hanno rilasciato un comunicato in cui esprimono contrarietà all’istituzione in ogni azienda sanitaria di una direzione assistenziale che valorizzi le competenze delle professioni sanitarie operanti nei luoghi di cura dell’Emilia-Romagna. La proposta di legge sarà approvata in Giunta entro la fine del mese, per poi passare all’esame dell’Assemblea legislativa. “Il tema è in discussione ormai da un anno ed è stato posto in valutazione sia sul piano giuridico che in quello organizzativo ed economico” – prosegue l’assessore -.

In tutte le valutazioni è emersa l’opportunità di andare avanti per la responsabilizzazione di tutte le professioni sanitarie senza che in capo alle attuali direzioni sanitarie venga tolta la funzione di sintesi dei processi clinico-sanitari”. “Riconoscere diritti già peraltro agiti nella sostanza non significa minimamente toglierne ad altri conclude Donini -. Da parte mia non ho mai impedito, né tantomeno considerata conclusa ogni forma di confronto e dialogo”.

Anacronistica posizione di organizzazioni sindacali Mediche, purtroppo bisogna constatate che il comunicato “anti professioni sanitarie” è stato firmato anche dalla FIALS, il sindacato che a parole sostiene lo sviluppo delle professioni sanitarie, in realtà, i fatti, mostrano altro.

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