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La legge della Louisiana per limitare l'accesso dei minorenni alla pornografia – Il Post

In Louisiana, negli Stati Uniti, è entrata in vigore una legge che rende penalmente perseguibili i siti pornografici che non introducono sistemi affidabili di verifica dell’età degli utenti. I gestori dei siti che non lo faranno potranno essere ritenuti colpevoli del reato di «vendita, esibizione e distribuzione di materiali dannosi per i minori», che in Louisiana può portare a multe da 100 a 2mila dollari di multa e fino a un anno di reclusione.

La legge, promossa dalla deputata Repubblicana Laurie Schegel e firmata dal governatore democratico John Bel Edwards lo scorso giugno, stabilisce che «qualsiasi entità commerciale che pubblichi o distribuisca consapevolmente e intenzionalmente materiale dannoso per i minori su un sito che contiene una parte sostanziale di tale materiale sarà ritenuta responsabile se non mette in atto metodi ragionevoli di verifica dell’età per verificare l’età delle persone che tentano di accedere al materiale».

Con «parte sostanziale» si intende almeno il 33,3 per cento di tutti i contenuti del sito, e con «materiale dannoso per i minori» si intende ciò che mostri parti intime del corpo, atti sessuali di vario tipo ma anche non meglio definite «bestialità», «flagellazioni» o «esibizioni» con l’intento di eccitare chi le guarda. La legge specifica inoltre che tutto questo «manca di serio valore letterario, artistico, politico o scientifico per i minori».

Concretamente, la legge prevede che in Louisiana l’accesso a siti che contengono materiale di questo tipo sia permesso solo a chi ha almeno 18 anni. Per verificare questa condizione i siti non potranno più limitarsi a far comparire un banner che chiede l’età all’utente e sblocca l’accesso sulla base della risposta fornita. Dovranno invece mettere in atto altri sistemi più affidabili, basati su norme e organi statali.

La legge ne elenca tre possibili: richiedere di scaricare la copia del proprio documento con una procedura che connetta l’utente direttamente a un database statale; connettere l’utente con una piattaforma privata di verifica dell’identità, come in Italia possono essere InfoCert o Aruba: in Louisiana è diffuso AllPassTrust, che nei siti che hanno già attuato questa misura si connette a LA Wallet, un’app diffusa in Louisiana per avere copia digitale della propria patente, che può essere usata come documento d’identità.

Una terza opzione, la più contestata, prevede che i siti pornografici possano fare uso di «qualsiasi metodo commercialmente ragionevole che si basi su dati transazionali pubblici o privati per verificare l’età della persona che tenta di accedere ai contenuti [del sito] abbia almeno diciotto anni».

Significa che siti come Pornhub o YouPorn potrebbero avere accesso a informazioni relative a carte di credito, assicurazioni o dati bancari di chi vuole accedere al sito. La legge appena entrata in vigore proibisce ai siti in questione di trattenere i dati ottenuti per permettere l’accesso, ma non ci sono garanzie sul fatto che non lo facciano, e la condivisione di questo tipo di dati è comunque ritenuta poco sicura anche per potenziali attacchi informatici o fughe di dati.

Più in generale, una delle critiche più diffuse rispetto all’inasprimento dei controlli sull’età degli utenti per alcuni siti riguarda proprio i rischi per la privacy degli stessi utenti, anche in altri paesi in cui sono stati proposti. Un’altra critica riguarda la loro inutilità rispetto alle ambizioni: nel caso specifico, con una semplice rete VPN si può fingere di accedere da un altro stato e aggirare il controllo dell’età.

Hello from the surveillance state of Louisiana. People in Louisiana have to use their drivers license to go to pornhub. This is truly wild. Under his eye. https://t.co/uji6Jo3Tde pic.twitter.com/pVKEeVcCGw

— Public Defendering (@fodderyfodder) January 2, 2023

La legge ha l’obiettivo di limitare la diffusione della pornografia tra le persone più giovani, nella convinzione che il porno stia «creando una crisi della salute pubblica» e che possa portare a «bassa autostima, disturbi dell’immagine corporea, aumento dell’attività sessuale problematica in età più giovane e aumento del desiderio degli adolescenti di impegnarsi in comportamenti sessuali a rischio». La legge sostiene anche che la pornografia danneggi lo sviluppo del cervello, contribuisca a quello di malattie «emozionali e mediche», che «dia origine a un’eccitazione sessuale deviante» e infine che porti a «difficoltà nel formare o mantenere relazioni intime positive».

Schegel, la deputata che ha promosso la legge, ha detto di essere rimasta particolarmente colpita dalla recente intervista in cui la cantante statunitense Billie Eilish sosteneva che la propria infanzia fosse stata danneggiata dalla pornografia. Per ora, in Louisiana, il sistema di verifica dell’età è stato introdotto da Pornhub, YouPorn e Redtube, ma non da altri siti come XVideos e xHamster.

– Leggi anche: C’è vita al di là della pornografia mainstream

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