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Lazio, Lena (Commissione Affari Costituzionali): “Legge giochi? Va tutelata salute, ma siamo aperti al dialogo per eventuali cambiamenti basati su dati oggettivi”

“La legge del 2013 è stata fatta dal sottoscritto. Questa legge non dava troppe certezze e in quel periodo il governo stava lavorando a una legge nazionale che poi di fatto non è stata mai fatta. Si è parlato di proibizionismo, qui si apre un dibattito enorme. Davvero se noi allontaniamo il pericolo dalle persone che hanno una dipendenza non risolviamo il problema? Questo è stato detto. Speriamo di uscire quanto prima da un anno terribile, che ha condizionato il mondo del lavoro e tante scelte fatte sia a livello nazionale che regionale”.

E’ quanto dichiarato da Rodolfo Lena (nella foto), consigliere PD alla Regione Lazio e presidente della Prima Commissione Affari Costituzionali e lotta alla criminalità e antimafia, al webinar organizzato da Acadi dal titolo “Analisi dell’impatto sociale del settore del Gioco Pubblico nella Regione Lazio e delle conseguenze dell’entrata in vigore della L.R. 5/2013”.

“Su questo anno che ha bloccato la prosecuzione di un percorso vanno fatto delle considerazioni: da un lato si deve valutare l’idea di prorogare le misure, dall’altro va capito se quello che è stato fatto dalla Regione Lazio può essere migliorato. Se con un raggio di 500 metri non si possono riaprire sale slot e simili in 10 quartieri di Roma un problema si crea ovviamente. Questa situazione, con una proroga, può dare l’opportunità ai gestori di recuperare l’anno perso. Il gioco d’azzardo illegale è aumentato? Forse è stato semplicemente scoperto. Un anno di chiusura non è un fatto normale, ci auguriamo non succeda più, quindi è giusto fare un ragionamento, la data di agosto era una data certa legata ad un percorso che doveva essere sviluppato ma che non ha potuto svilupparsi. Quindi bisogna discutere su questo, poi vedremo cosa uscirà. Il discorso va fatto immediatamente, vanno date certezze. Fatto questo si può poi aprire una specifica discussione su tutto quello che riguarda la legge per capire il da farsi. Ci saranno dei fatti oggettivi e su queli ci baseremo. Bisogna eliminare l’illegalità, combattere il gioco patologico e quindi tutelare la salute pubblica, se riusciamo a fare questo siamo tutti contenti. Non c’è un atto contro nessuno. Siamo aperti al dialogo”.

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