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Le coperte colorate per i clochard realizzate dalle volontarie per ricordare il prete degli ultimi don Roberto Malgesini

Migliaia di quadrati di lana per riscoprire il senso di comunità nonostante l’isolamento del lockdown, fare del bene e abbellire la città: le strade di Olgiate Comasco si sono colorate con le coperte realizzate dalle volontarie del progetto “Quadrotti Tam Tam”, nato in Valtellina per ricordare don Roberto Malgesini, il sacerdote degli ultimi ucciso lo scorso settembre a Como.

I promotori dell’iniziativa hanno deciso di onorare la memoria di don Roberto portandone avanti l’opera a favore delle persone più fragili: chiunque voglia aderire può realizzare dei “quadrotti” colorati di 15×15 cm che vengono poi assemblati in coperte da donare ai senzatetto che erano seguiti dal sacerdote.

Nel Comasco il progetto è stato rilanciato da Elide Greco, che dall’inizio di marzo è riuscita a coinvolgere oltre 1500 volontari, anche grazie all’appoggio di associazioni locali come “Tentacoli d’amore” di Como e “Il poeta sognatore Simone” di Lipomo: “Sono un’insegnante di danza e in questo periodo non posso lavorare a causa delle restrizioni dovute alla pandemia, quindi ho deciso di rendermi utile facendomi promotrice di questa iniziativa, che è un modo straordinario per tenere unite le persone – racconta – Ho lanciato la proposta tramite i social e la risposta è stata immediata, da parte di appassionate di lavoro a maglia e non solo. C’è anche chi contribuisce donando gomitoli di lana e i ferri o mettendo a disposizione il proprio garage come magazzino per le coperte”.

Per gli anziani è un’occasione per riscoprire i passatempi di una volta – “e magari insegnarli ai nipoti, che in cambio li aiutano a utilizzare i social network” – sconfiggendo nel contempo la solitudine: “Ci sono delle referenti di zona nei vari paesi, ma spesso sono io ad andare a ritirare i quadrotti quando sono pronti – continua Elide Greco – A Moltrasio, per esempio, ho salito una scala di 400 gradini per arrivare a casa di una signora, che quando mi ha visto si è commossa. Non credeva sarei arrivata fin là per prendere i suoi quadrotti”.

E poi, grazie al passaparola su Facebook, hanno aderito volontarie dalla Toscana, dal Lazio e dalla Campania: “Il vero valore di questa iniziativa benefica non sta nelle coperte, ma nella rete solidale che permette di crearle. Ognuno si mette a disposizione come può e c’è anche chi ha imparato a usare i social solo per poter seguire gli sviluppi del progetto – prosegue Greco – Anche l’idea di esporre alcune delle coperte in strada nasce dalla volontà di fare qualcosa per gli altri, regalando ai passanti un po’ di colore”.

Elide e altre volontarie hanno suonato i campanelli degli abitanti di Olgiate Comasco chiedendo di poter appendere le coperte su cancelli e balconi “e tutti ne sono stati entusiasti. Tant’è vero che replicheremo presto la proposta in altri paesi della provincia, da Lomazzo a Porlezza e anche a Como”.

Qualcuno ha apprezzato così tanto l’originale iniziativa da chiedere di acquistare le coperte, “ma noi non le vendiamo. Andranno tutte ai senzatetto assistiti da don Roberto, altrimenti il progetto verrebbe snaturato – conclude la coordinatrice comasca – Per ora ne abbiamo consegnate 37, 57 sono già state sanificate e sono pronte in magazzino, 60 sono quelle che abbiamo esposto a Olgiate Comasco e ne abbiamo almeno altre 60 da ritirare. Intanto il lavoro prosegue e si aggiungono nuove volontarie”.

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