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Le intenzioni del governo su flat tax, reddito di cittadinanza, pensioni e superbonus

Si va verso la legge di bilancio, la prima, grande, impronta economica del governo Meloni. Camera e Senato hanno approvato la Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza (Nadef), aprendo la strada verso la manovra economica. Si tratta però di una Nadef “monca”, per forza di cose: il cosiddetto “Quadro programmatico” – ossia le misure che il governo intende adottare nei prossimi tre anni – non è stato indicato, vista la vicinanza tra le elezioni del 25 settembre e la stesura della Nota da parte del nuovo governo. Dunque per capire cosa ci sarà nella legge di bilancio ci si deve affidare alle dichiarazioni dei membri della maggioranza e degli esponenti del governo. L’attenzione è tutta su pensioni, reddito di cittadinanza, taglio del cuneo fiscale, flat tax e superbonus. Today ne ha parlato con il neo presidente della Commissione Finanze della Camera, Marco Osnato, per capire le intenzioni del governo. Di sicuro, i margini di manovra non sono ampi.

Il destino del reddito di cittadinanza

Il reddito di cittadinanza cambierà volto, questo sembra uno dei punti fermi della prossima legge di bilancio. La volontà del governo Meloni è di modificarlo per poter risparmiare risorse da destinare ad altre misure. Una prima indicazione è la riduzione del numero di assistiti, che secondo i dati dell’Osservatorio Inps nei primi otto mesi dell’anno sono quantificabili in oltre 1,4 milioni di nuclei familiari percettori di almeno una mensilità, con 3,3 milioni di persone coinvolte. 

“Sul reddito di cittadinanza c’è una volontà di ridurre la platea degli assistiti, di chi non lo merita”, ha detto a Today il neo presidente della Commissione Finanze della Camera, Marco Osnato, in quota Fratelli d’Italia. Anche il ministro dell’Economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti punta a ricavare risorse dalla “manutenzione” del reddito di cittadinanza, sottolineando che “È tempo per una riflessione comune”, riguardo la misura. 

Il reddito di cittadinanza cancellato dopo un solo rifiuto del lavoro

Il vice di Giorgetti, Maurizio Leo, a margine della riunione con i sindacati a Palazzo Chigi ha stimato quanto il governo vuole ricavare nell’immediato dalla modifica del reddito di cittadinanza: “La nostra strategia politica è di separare i casi di persone di età elevata, che non possono lavorare e che vanno salvaguardati – ha detto Leo -. In questa fase interveniamo con meccanismi di controllo, che ci possono generare un flusso di un miliardo, che potrà essere utilizzato nella prossima legge di bilancio”.

Cuneo fiscale e flat tax: i margini

Se dal reddito di cittadinanza il governo vuole ricavare risorse, sul cuneo fiscale vorrebbe investirne di più. “Sul cuneo fiscale vogliamo fare qualcosa di strutturale, potendo inserire quante più risorse possibili”, ha detto Osnato.

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Ancora non è chiaro quanto il governo Meloni potrà fare sulla riduzione del carico fiscale dei lavoratori, per aumentarne i salari: come confermano fonti di maggioranza a Today, la cosa più probabile è che per il momento venga prorogata la misura del due per cento di Irpef in meno per i redditi fino a 35mila euro decisa dal governo Draghi e in scadenza il 31 dicembre. Per rendere più corposo l’intervento, si pensa di detassare i contributi che le aziende possono dare ai propri dipendenti sotto forma di premi o bonus.

Sulla flat tax c’è ancora confusione. La sensazione è che ci sarà un “assaggio” nella legge di bilancio, per poi provare a investirci di più negli anni a venire: “La flat tax è un progetto che si completerà nel quinquennio”, ha detto Osnato. I punti su cui si ragiona sono un’estensione della platea del regime forfettario e una flat tax “incrementale”, che Giorgetti a Montecitorio ha descritto come un’aliquota “Del 15 per cento sull’incremento di reddito registrato nel 2022 rispetto al maggiore tra i medesimi redditi dichiarati e assoggettati all’Irpef nei tre anni d’imposta precedenti”

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Il Superbonus trascina i conti, in basso

Come col reddito di cittadinanza, anche dal Superbonus il governo vuole ricavare fondi da destinare altrove. “C’è una valutazione di abbassare dal 110 al 90 per cento”, ha detto Osnato. Altre valutazioni si faranno su unifamiliari, prime case e dei limiti di reddito. “E vedremo se far partire questi provvedimenti dalla presentazione della Cila”, ha aggiunto Osnato.

Per il Superbonus arriva la “revisione selettiva”: cosa significa

La volontà del governo è stata confermata da Giorgetti, che ha definito il Superbonus “non equo”, per la limitata platea e i costi esorbitanti rispetto a quanto previsto: la spesa per i bonus edilizi ha superato di 37,8 miliardi lo stanziamento previsto. Il Ministro dell’Economia ha però garantito che “sarà assicurare un’adeguata fase transitoria”.

Pensioni: se ne riparla nel 2023

Sul tema delle pensioni ci sarà un replay, ossia la riproposizione di una misura tampone che sostituisce temporaneamente la legge Fornero. L’ipotesi più accreditata al momento è Quota 41, che permetterebbe di andare in pensione dopo 41 anni di versamenti, magari con un limite di età. 

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Ma Giorgetti si è soltanto limitato a non escluderla, anche perché il meccanismo di indicizzazione delle pensioni in base all’inflazione aumenterà la spesa pensionistica di 50 miliardi nei prossimi tre anni. D’altronde, le parole del Ministro dell’Economia usate durante l’audizione alla Camera dei Deputati sono state di “prudenza e responsabilità”. 

Che legge di bilancio sarà

La prossima legge di bilancio sarà centrata sull’aumento dei prezzi dell’energia, a cui il governo destinerà tutti i 21 miliardi in deficit individuati per il prossimo anno come indicato nella Nadef. Le altre misure sono residuali: come detto dallo stesso Giorgetti, le altre risorse serviranno solo a dare “dei primi segnali” sugli altri temi elencati, tra pensioni, flat tax e cuneo fiscale, risparmiando da Superbonus e reddito di cittadinanza.

In più, si aggiungeranno altri 9,1 miliardi varati dal Consiglio dei Ministri per prorogare alcuni sostegni del governo Draghi per bollette e carburanti, ad esempio. I tempi: tre settimane, come indicato dallo stesso Giorgetti. Allora sapremo cosa ci sarà davvero nella legge di bilancio.

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