legnano-–-dantedi:-l’integrita-morale-e-l’onesta-intellettuale-del-poeta-nell’analisi-di-politics-hub-–-legnano-–-varese-news

Legnano – Dantedì: L’integrità morale e l’onestà intellettuale del Poeta nell’analisi di Politics Hub – Legnano – Varese News

L’essere disposti a riconoscere i propri errori richiede uno spirito autocritico notevole, cosa oggi piuttosto rara a giudicare dal clima dei dibattiti politici

legnano dante

L’ integrità morale e l’onestà intellettuale del Poeta nella settima riflessione della rubrica Dantedì, a cura dell’associazione Liceali Sempre di Legnano, firmata dagli studenti di Politics Hub. QUI LA LOCANDINA DELLA RUBRICA

Omai puoi giudicar di quei cotali

ch’io accusai di sopra e di lor falli,

che son cagion di tutti vostri mali.

È con queste parole che Dante, nel canto VI del Paradiso, attraverso la figura di Giustiniano, racconta della lotta tra Guelfi e Ghibellini, che per troppo tempo aveva messo in ginocchio Firenze; un conflitto che aveva portato solo dolore e sofferenza per colpa di entrambe le parti.

Dante, pur essendo ghibellino, non ha paura di riconoscerlo: anche la sua fazione ha sbagliato. Questo passaggio della Commedia è uno dei tanti esempi che denotano la solidissima integrità morale e l’onestà intellettuale del Poeta: l’essere disposti a riconoscere i propri errori richiede uno spirito autocritico notevole, cosa oggi piuttosto rara a giudicare dal clima dei dibattiti politici.

Sembrerebbe che spesso vengano premiate la testardaggine, l’incoerenza e la disonestà intellettuale, le quali, tuttavia, non fanno che esasperare i toni e radicalizzare le fazioni, cancellando così qualunque possibilità di dialogo e di conciliazione. Il motivo di questa corruzione morale è sempre e solo quello: la ricerca del consenso della massa.

Certo, si potrebbe smettere di assecondarne i desideri, si potrebbe cominciare a dire quello che realmente si pensa; ma probabilmente si avrebbe vita breve, o si vivrebbe da esuli come Dante che mai poté tornare a Firenze per essere rimasto fedele ai propri ideali.

Il solo motivo per cui questi non sono morti con lui è stato il suo enorme impegno nel tramandarceli tramite le sue opere.

Ma chissà quanti si sono tappati la bocca pur di non ammettere i propri errori; chissà quanti hanno mentito, per omologarsi a ciò che le masse volevano sentirsi dire; chissà quanti hanno detto un giorno una cosa e l’indomani l’esatto opposto, solo per convenienza.

Forse tante, forse poche, ma una cosa è certa: Dante non fu tra queste.

Marco Centomo, Carlo Cozzi, Simone Monza, Giulia Tirinnanzi (Gruppo Politics Hub)

Leggi i commenti

Related Posts

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *