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Letta: «Se ci sono io qui e non una donna abbiamo un problema. Servono anima e cacciavite, puntiamo sui giovani: votino a 16 anni»

Enrico Letta è arrivato nella sede del Pd ed è stato eletto alla guida del partito da candidato unico con 860 sì, due contrari e quattro astenuti. «L’emozione non manca a salire di nuovo al Nazareno, più di sette anni dopo», ha scritto su Twitter il segretario in pectore. Poi, parlando in assemblea, ha delineato la sua strategia fondata su «anima e cacciavite»: gli ideali da una parte, la soluzione dei problemi concreti dall’altra.


Il 2020 è stato l’anno più buio della nostra storia repubblicana. Contiamo 100 mila morti ed è scesa la speranza di vita. Il mio pensiero va al personale sanitario, ma voglio anche pensare a quel mezzo milione di italiani che hanno perso il lavoro: guardiamo a loro per trovare delle soluzioni. Arriviamo da un periodo terribile, ma con tanti segnali di speranza, come il patto generazionale tra giovani e anziani, con i sacrifici degli uni per la salute degli altri. Siamo vicini alla liberazione, fino all’estate però ci aspettano un periodo durissimo e nuovi lutti. La salute resta la sfida principale. La liberazione avverrà grazie alla scienza e alla cooperazione. Noi dobbiamo essere progressisti nei valori, riformisti nel metodo e radicali nei comportamenti. Io sono uno che crede nelle coalizioni: siamo un motore del governo Draghi, ma poi ci saranno le elezioni e noi dobbiamo costruire un nuovo centro-sinistra su iniziativa e leadership del Pd. L’incontro con il M5s, che sarà guidato da Giuseppe Conte, lo dobbiamo fare. Parlerò con tutti coloro che sono interessati a un dialogo: Speranza, Bonino, Calenda, Renzi, Bonelli, Fratoianni e tutti gli altri possibili interlocutori anche nella società. Ai gruppi parlamentari chiederò di fare una verifica sulle cose che ho detto qui. Se mi voterete, l’Italia nella sua maggioranza ci seguirà ancora

Letta ha citato due volte Papa Francesco e ha ringraziato Nicola Zingaretti: «Abbiamo fatto tante cose insieme e tante cose insieme faremo, ti ringrazio di avermi cercato. Lavoreremo insieme, è un onore succederti». Poi ha preso di petto la questione femminile aperta nel Pd: «Lo stesso fatto che ci sia qui io e non una segretaria donna, dimostra che esiste un problema. Metterò al centro il tema delle donne, è assurdo che sia un problema». Ma anche i giovani, ha promesso Letta, «saranno al centro della mia azione». Con un focus su scuola, università e diseguaglianze: «Dobbiamo dare a tutti l’opportunità di continuare gli studi, non possiamo essere ultimi in Europa per numero di giovani che finiscono gli studi universitari. Dobbiamo investire nell’istruzione. Solo se coinvolgeremo i giovani potremo dire di aver vinto ed è per questo che sono qui. Sono convinto che il voto debba essere dato ai 16enni, perché i giovani nella nostra società sono troppo pochi, dobbiamo dare loro un peso maggiore». Letta ha detto anche che in sede europea bisognerà discutere di un Next Generation Eu strutturale, non congiunturale, e della riforma del Patto di stabilità. Infine, ha aperto all’introduzione dello ius soli.

Lo ammetto. L’emozione non manca a salire di nuovo al Nazareno, più di sette anni dopo. #iocisonoPD. Ci vediamo alle 11.45 sulla pagina Facebook del PD e di ⁦@immaginawebpic.twitter.com/IEwdGM8zAX

— Enrico Letta (@EnricoLetta) March 14, 2021

Ad aprire i lavori in video-conferenza era stata la presidente Valentina Cuppi, che ha comunicato l’esito della raccolta firme tra i delegati a sostegno della candidatura di Letta. Le sottoscrizioni sono arrivate in totale a quota 713, comprese quelle provenienti dalle aree che fanno riferimento ad Andrea Orlando, Dario Franceschini, Anna Ascani, Graziano Delrio, Maurizio Martina e allo stesso Zingaretti. All’intervento di Letta seguirà la votazione online e la proclamazione, senza dibattito. In precedenza, la presidente Cuppi aveva definito le dimissioni di Zingaretti «un atto politico molto forte che ci interroga sul pluralismo». Era evidente che l’ormai ex segretario «volesse dare una scossa al partito, ora sta a noi cogliere l’opportunità. Dobbiamo affrontare le dinamiche di battaglie intestine che invece di arricchire il pluralismo rischiano di cristallizzarsi in lotta tra correnti. Dobbiamo trovare le ragioni della nostra unità, per far immaginare un domani a chi ha perso tutte le speranze. Il modo migliore per ringraziare Nicola è continuare su questa strada con perseveranza».

«Credo che Letta possa riuscire, in un momento così difficile, a scrivere una pagina di unità. Oggi riceverà un consenso amplissimo se non unanime. Proviamo a ripartire da lì per costruire un nuovo gruppo dirigente, rilanciare l’azione politica del Pd nei territori. Dobbiamo parlare dell’Italia, di cosa vogliamo per l’Italia, non di noi», ha detto invece ai microfoni di Radio 24 il governatore dell’Emilia-Romagna e della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini.

Agenzia Vista | Enrico Letta arriva alla sede del Pd per l’Assemblea nazionale

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