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L'ex Suor Cristina: «Un figlio? Il senso di maternità c'è»

La vincitrice di The Voice 2014 ha cambiato vita, ha tolto il velo e ora lavora come cameriera in Spagna. Non più Suor Cristina, oggi si presenta al mondo come Cristina Scuccia. Dopo l’intervista a Verissimo molti si sono chiesti quale sia il motivo di questo racconto pubblico su una scelta privata e delicatissima, soprattutto dopo aver riguadagnato privacy e anonimato. Presto detto: al Corriere della sera ha aggiunto dettagli sui prossimi progetti che prevedono un ritorno sulla scena musicale, mentre parla un po’ di tutto, dal Papa allo Zodiaco.

Da un lato conserva ancora (anche se non lo aggiorna da dicembre 2021) l’account di Sister Cristina (con poco più di 25 mila follower), dall’altro ne ha aperto un altro sempre su Instagram con nome e cognome, che ha già conquistato oltre 14 mila fan. Una delle ultime foto postata la vede adolescente, con l’ombelico a vista e truccata, in mezzo a due post: uno con il commento della sua ex congregazione religiosa, le suore Orsoline, e l’altra di lei con il fazzoletto in mano mentre asciuga le lacrime durante l’incontro tv con Silvia Toffanin.

Il percorso di questa narrazione è tutto qui, in un cambio d’immagine che vuole sì mantenere le radici di fede ma mostrare l’altro lato di sé, quello laico, con tanto di foto a corredo.

Nell’intervista al quotidiano giustifica le sue nuove scelte tirando in ballo tutto il genere femminile: «Tendenzialmente tutte le donne sentono la voglia di portare in grembo un bambino». Siamo proprio sicuri che sia così? Che ogni donna provi il desiderio di cui parla lei per raccontare il suo? Ovviamente no, il rischio che si corre quando si cambia rotta (in qualsiasi ambito) resta quello di usare la propria parabola esistenziale come modello per gli altri, di voler comunque pontificare sul destino altrui per avallare il proprio percorso. E infatti aggiunge: «Anche nella vita consacrata io mi sentivo predisposta alla maternità».

Come nel resto delle risposte, dice e non dice, rimane in bilico tra due posizioni e non si sa bene se sia per non contrariare il pubblico (e quindi chi potenzialmente potrebbe acquistare il nuovo album), se stia adottando una strategia d’immagine basata sulla vaghezza o nutra reale incertezza. Nel dubbio chiosa con un «adesso pensare di avere un piccino tutto mio un po’ mi disorienta. Vediamo il Signore cosa vuole da me». Delegando all’Altissimo la questione è chiusa, almeno per ora.

Colei che è stata ribattezzata la Sister Act italiana, quindi, rassicura: «La mia fede non è crollata e continuerò a diffondere il messaggio evangelico anche senza il velo».

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