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Librandi (UIL-FPL) a Brunetta: bene i primi atti ma non sono del tutto sufficienti.

Pubblica Amministrazione. Michelangelo Librandi (UIL-FPL) a Brunetta: bene i primi atti ma non sono del tutto sufficienti.

“Apprezziamo l’impostazione del lavoro e le dichiarazioni del Ministro Brunetta in queste prime settimane, tradotte nella firma del Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale, ma continuiamo a ribadire che e’ solo un primo importante passo, ma ancora non è del tutto sufficiente.” Così Michelangelo Librandi, Segretario Generale della UIL-FPL.

“Con un decennio di blocco del turn over, i prepensionamenti permessi grazie allo scivolo di quota 100, la Pubblica Amministrazione si trova sottorganico di centinaia di migliaia di lavoratori.

Chiediamo da anni un piano straordinario di assunzioni, ribadito anche allo stesso Ministro in videoconferenza:il turn-over al 100% e qualcosa in più in sanità e negli enti locali non bastano. Ospedali e uffici pubblici sono in ginocchio da anni, da molto prima dello scoppio della pandemia, che ha solo amplificato e messo a nudo l’estrema fragilità dei nostri servizi pubblici” prosegue il Segretario, che afferma “per i lavoratori delle autonomie locali, in previsione del fatto che la firma dei rinnovi contrattuali di tutti i dipendenti pubblici non avverrà prima dell’ultimo trimestre dell’anno, chiediamo subito l’eliminazione dell’art.23 c.2 del D.lgs 75/2017 consentendo almeno lo sblocco della contrattazione decentrata.

In ambito sanitario la drammatica situazione è sotto gli occhi di tutti: professionisti logorati da ore e ore di straordinario, blocco delle ferie ed il proliferare di problematiche legate a stress psico-fisico, per non parlare dei migliaia di lavoratori e lavoratrici che hanno perso la vita combattendo in prima linea il Covid-19.”

“Ci aspettiamo, dunque – prosegue Librandi – il giusto riconoscimento alle professionalità dei lavoratori, grazie a risorse adeguate per la classificazione del personale, già duramente colpito da anni di blocco delle assunzioni, dei rinnovi e della contrattazione integrativa”.

“Non possiamo più permetterci di non dare risposte congrue alle necessità del Paese e ai servizi di alta qualità resi ai cittadini. Bene dunque le nuove assunzioni con alti profili professionali per saper sfruttare al meglio le risorse del Recovery Fund, ma devono essere organiche e non temporanee: non possiamo permetterci di continuare a creare schiere di precari rischiando di perdere le migliori risorse del Paese, considerandole come un costo e non un investimento.”

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