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Life in Vogue 2021: Love letters to Milan

Vogue Italia annuncia la terza edizione di Life in Vogue: l’evento dedicato al Design che per quest’anno si trasforma in una experience interamente digitale intitolata Love Letters To Milan. L’evento è in programma dal 12 al 18 aprile, in occasione dell’uscita di Casa Vogue e di Milano Design City.

Il progetto Life in Vogue nasce nel 2018 come occasione di scambio e confronto tra design e moda. Coinvolgendo artisti, progettisti e aziende del settore nella riflessione sul significato di workspace, ha acceso interessanti collaborazioni e generato spunti di grande originalità attraverso gli allestimenti degli spazi della redazione, ed è diventato subito uno degli appuntamenti imprescindibili della kermesse.

La terza edizione, intitolata “Love Letters to Milan”, vuole proseguire questo brillante percorso di dialogo e celebrare altresì l’amore per Milano – e la vitalità e creatività che la caratterizzano – in un modo molto speciale. Verranno infatti aperte al pubblico le stanze di un palazzo digitale creato ad hoc, che riproduce le fattezze della sede Condé Nast in Piazza Cadorna 5 a Milano. La versione digitale dell’evento permette di superare i limiti di spazio e tempo dettati nelle precedenti edizioni dal calendario del Salone, per sperimentare così la condivisione di contenuti esclusivi e appuntamenti live in un modo inedito e completamente digitale attraverso una piattaforma creata ad hoc e aperta a un pubblico il più vasto possibile.

«Life in Vogue 2021 è il nostro omaggio a Milano e al suo Salone. In attesa di tornare ad aprire le porte, non appena sarà possibile, alla comunità creativa internazionale, Milano non può e non deve perdere la sua centralità: questo progetto, che sfrutta la possibilità di raggiungere un’audience ancora più ampia data la sua natura digitale e non fisica, è il nostro contributo per mantenere accesi i riflettori sul settore, proprio nei giorni in cui il Salone avrebbe dovuto animare la città. Confidiamo che presto sarà possibile affiancare le piattaforme fisiche e digitali, mettendo a frutto quanto abbiamo imparato in questi difficili mesi di distanziamento forzato» dice il direttore di Vogue Italia Emanuele Farneti.

Life in Vogue 2021 sarà dunque un’esperienza sospesa tra realtà e immaginazione, dove l’interpretazione del ruolo del luogo di lavoro è diventata punto di partenza per una più ampia e complessa valutazione della contemporaneità, dei suoi nuovi veicoli, condizionamenti e destinazioni di fuga; protagonisti saranno il sogno, la storia, e anche la natura, in un giardino incantato dove rifugiarsi per rigenerare le idee. Nasce così lo spazio che Vogue Italia ha immaginato all’interno del progetto, una dimensione incantata e surreale: The Inspirational Garden.

Palazzo “Life in Vogue”

Al centro del progetto, i lavori di sei designer internazionali selezionati per l’occasione: Vincent DarréLuke Edward Hall, Anna Karlin, Marion Mailaender, Nendo e Studiopepe. Contrariamente ai designer delle precedenti edizioni, in questo caso i progettisti non hanno dovuto fare i conti con i limiti dettati dagli spazi fisici disponibili, e hanno dunque potuto dare libero sfogo alla fantasia e portare negli uffici di Vogue Italia mondi ideali ricchi di suggestioni. Ciascuno a modo suo, hanno così scritto una lettera d’amore a Milano, la città del design che aspetta di rivivere l’energia che la anima, ogni anno, ad aprile e che rinnova, anche per il 2021, la meraviglia della sua atmosfera.

«Ogni Salone, e fuorisalone, ha la sua speciale alchimia che lo rende unico. Ogni anno è una ricetta bilanciata di presenze fisse “incountourables” (ovvero imperdibili), di giovani talenti, di grandi maestri e di nuove scoperte. La selezione di quest’anno cerca quindi di riprodurre quest’alchimia fatta di persone, sfumature e stili diversi, dal surrealista al minimalista, dal brutalista al pop», dice la curatrice del progetto Federica Sala.

Durante la settimana la piattaforma di Life in Vogue sarà animata da momenti di condivisione, conversazioni e visite guidate aperte a tutta la community. Il palinsesto si aprirà lunedì 12 aprile alle ore 18 con un Live Opening Event. Emanuele Farneti – direttore di Vogue Italia, Federica Sala – Curatrice di Life in Vogue e i designer Vincent Darré, Luke Edward Hall, Anna Karlin, Nendo, Marion Mailaender, Arianna Lelli Mami e Chiara Di Pinto – fondatrici di Studiopepe, presenteranno il progetto digitale, offrendo al pubblico la possibilità di approfondire tramite una sessione di Q&A curiosità e insights sui progetti realizzati.

Da martedì 13 a giovedì 15 aprile si susseguiranno contenuti esclusivi a cura di ciascun designer. Due appuntamenti giornalieri, rispettivamente alle ore 12 e 17. Con “A Visit to Jean Cocteau’s House by Vincent Darré”, “Round At Mine Again Soon with Anna Karlin”, “A Garden Promenade with Luke Edward Hall”, “A Conversation with Oki Sato”, “Duality in Creativity with Studiopepe” e “Walking by the sea with Marion Mailaender” gli artisti porteranno i visitatori alla scoperta delle loro passioni, fonti d’ispirazione e dei loro luoghi del cuore.

Da venerdì 16 a domenica 18 aprile verrà data l’opportunità agli utenti di prendere parte a visite guidate degli spazi virtuali in compagnia di ospiti d’eccezione: il critico Francesco Bonami, Felix Burrichter, direttore di Pin Up, l’autore Costantino della Gherardesca, la designer Patricia Urquiola e l’artista Francesco Vezzoli.

Il programma dettagliato degli eventi è consultabile su lifeinvogue.vogue.it, dove sarà anche possibile seguire gli appuntamenti.

L’evento, organizzato in occasione di Milano Design City e con il patrocinio del Comune di Milano, è reso possibile anche grazie al supporto dei seguenti partner:

Dal 1972 sinonimo di invenzione, innovazione, made in Italy, Alcantara è presente in questa terza edizione di Life in Vogue mostrando le virtù uniche del suo materiale: leggerezza, resistenza, sensorialità e l’estrema versatilità. Nella sala riunioni, progettata da Studiopepe, un pattern inedito di Alcantara caratterizza il loveseat; nel The Inspirational Garden la seduta disegnata da Nendo è realizzata in layer di Alcantara tagliati e sovrapposti con cura per ottenere una tridimensionalità che richiama, illusoriamente, il legno.

Belmond, leader nel settore del turismo di lusso con strutture in luoghi spettacolari nel mondo, porta la meravigliosa baia di Portofino al settimo piano del palazzo e presenta il nuovo hotel Splendido Mare, che riapre al pubblico in seguito al restauro firmato dallo studio francese Festen Architecture, e il suo ristorante DaV Mare affacciato sulla Piazzetta, guidato da Roberto Villa con Enrico e Roberto Cerea e Paolo Rota, chef di Da Vittorio a Bergamo. Glamour anni 50, design, tradizione e natura in un’esperienza da vivere con tutti i sensi.

Piccole creature fantastiche volano leggere e allegre nel The Inspirational Garden. Sono alcuni dei soggetti di Arcadia, la nuova collezione tableware di Ginori 1735, che verrà presentata ufficialmente dal 12 aprile, nata dalla collaborazione con il fashion designer Orazio Stasi. Un progetto artistico che attraverso la fusione di bellezza, creatività e artigianalità, incarna l’essenza Ginori, dal 1735 uno tra i principali marchi mondiali nel settore del lusso e del lifestyle; espressione dell’eccellenza italiana nella porcellana pura e nel design di altissima qualità.

La designer Nika Zupanc firma la linea Deep per Natuzzi Italia, lifestyle brand italiano del settore dell’arredamento. Il divano Wave, seduta protagonista della collezione, nel The Inspirational Garden di Vogue Italia diventa una presenza magica e invitante, grazie ai volumi morbidi, la struttura leggera e sospesa da terra, i cuscini generosi della seduta e lo schienale che avvolge in un abbraccio. Uno spazio dove trovare calma e riparo, da godere da soli o da condividere, per far volare l’immaginazione verso destinazioni lontane.

Poliform prende parte al progetto con la poltrona con schienale alto Gentleman Reserved, della collezione Gentleman firmata da Marcel Wanders. Una famiglia di sedute all’insegna della comodità, del design d’autore e della varietà; valori che l’azienda italiana dell’arredamento, nata in Brianza e oggi presente nel mondo, da sempre persegue, coniugandoli con innovazione, interpretazione continua delle tendenze dell’abitare contemporaneo e ricerca della qualità formale e nei materiali.

Immersa nella flora fiabesca di The Inspirational Garden troviamo anche la Maison Veuve Clicquot con il suo Champagne Rosé. Con la sua intensità aromatica caratterizzata da aromi iniziali di frutti rossi freschi che successivamente virano verso note biscottate, invita i visitatori a scoprire la sua identità con un contributo speciale: la playlist Veuve Clicquot Rosé Together, cool e raffinata, dallo spirito retrò ma contemporaneo, che perfettamente si sposa con l’atmosfera che si respira nel palazzo digitale di Vogue Italia.

Per questa edizione di Life in Vogue, la tecnologia di Xiaomi, terzo brand di smartphone al mondo e la più grande piattaforma Internet of Things con 324,8 milioni di dispositivi intelligenti connessi a essa, anima la stanza della redazione moda reinventata da Marion Mailaender. I suoi device, come la Mi TV Q1 75″, il Mi Smart Speaker, il Mi Smart Clock, lo smartphone Mi 11 Lite o il Mi Air Purifier 3H, imprescindibili strumenti di intrattenimento, condivisione e benessere, si inseriscono armoniosamente tra gli specchi e i marmi di un ambiente contemporaneo pensato per ospitare un party immaginario.

Gli utenti si troveranno in stanze virtuali uniche, per stile e scelte cromatiche, in grado di rispecchiare la peculiare visione di ogni progettista. Ambienti fra l’onirico e immaginario, realtà e visione.

The Inspirational Garden

Il 7 e mezzo è il livello ultimo; l’attico che offre una vista privilegiata sul mondo. È la meta agognata; la destinazione che conclude la salita. Il 7 e mezzo è il piano che non esiste ma che qui è l’approdo che conduce al sogno. E il nostro sogno era un universo sospeso tra verità e finzione, dove far fuggire il pensiero sciolto da divieti e costrizioni e ritrovare la forza dell’idea. Il 7 e mezzo è The Inspirational Garden: un’ode all’immaginazione, una dimensione inventata e surreale. Un giardino incantato dove rifugiarsi per scoprire la meraviglia; misterioso e affascinante, da esplorare con curiosità. In cui perdersi, sulle note suadenti della playlist Veuve Clicquot Rosé Together, tra siepi giganti dalle fattezze di animali, cespugli cangianti che abitano l’arco di pietra, macro fiori dagli steli esili – congreghe di papaveri, una rosa dai petali dorati – funghi enormi e fluorescenti, illuminati da tagli di luce che filtrano dalle chiome degli alberi. Una flora rigogliosa e fiabesca, in cui spuntano anche presenze reali ma rese eccezionali dal filtro della fantasia. Così le porcellane della collezione Arcadia di Ginori 1735 liberano creaturine allegre e multicolori; linee sinuose e morbide, come le onde del mare, si uniscono per disegnare un divano armonico e accogliente, realizzato da Natuzzi Italia; una poltrona Gentleman di Poliform spunta tra le piante lussureggianti invitando ad accomodarsi sui suoi generosi cuscini, o ancora sedute realizzate in Alcantara trasformato in legno pregiato, come per incantesimo, offrono ristoro lungo il sentiero. Un luogo dove tutto è possibile e gli orizzonti sono infiniti, dove godere dell’effetto benefico della natura per rigenerare la mente e dare vita all’inaspettato. Il giardino in cui sbocciano le sinergie più proficue, la bellezza stupisce e l’ispirazione si rinnova. Che quest’anno invita tutti a entrare e a viverne la magia.

VINCENT DARRÉ / The Director’s Anamorphic Office

Vincent Darré

BIO

L’opera di Vincent Darré, artista che spazia tra moda e arredamento, trasforma le case in laboratori creativi, dove l’interior designer dà libero sfogo alla sua fantasia e alla sua stravaganza, combinando elementi del surrealismo e dell’eccentricità inglese con uno stile che rimanda a Jean Cocteau e Cecil Beaton. Nel campo dell’arredamento Vincent Darré è considerato una personalità fuori dall’ordinario.

Innanzitutto per le sue origini: l’artista proviene dal mondo della moda, dove lavora prima da Yves Saint Laurent, poi Montana, Prada e Chloé, successivamente diventa il braccio destro di Karl Lagerfeld in Fendi e infine il direttore artistico di Moschino e Ungaro. Nel 2008 lascia il settore fashion per dedicarsi alla creazione di mobili e complementi d’arredo. Inizia a Parigi, con una fantastica esposizione in Rue du Mont-Thabor dove presenta una collezione chiamata “Ossobuco” composta da sedie con schienali a forma di vertebre e tavoli sorretti da femori. Nel 2016, riparte da zero con la nuova Maison Darré, un omaggio al patrimonio vivente delle arti decorative situato in Rue Royale 13. Un’arte di vivere che Vincent interpreta in modo molto personale e teatrale, facendo riferimento ad un passato inventato. La sede della Rue Royale 13 apre al pubblico con la nuova collezione “Renaissance”, realizzata in collaborazione con i migliori artigiani francesi. Nel 2018, cura l’arredamento del Serpent à Plume, che riunisce un caffè, un concept store e un bar in uno spazio ibrido distribuito su due livelli al numero 24 di Place des Vosges. Si occupa anche di allestire la vendita di mobili del Ritz per la casa d’aste Artcurial, trasformando l’Hôtel Marcel Dassault in una visione in stile Ritz.

CONCEPT

Per me, l’ufficio del direttore è un luogo misterioso e quasi inaccessibile, il Sacro Graal dei visitatori di Vogue Italia. A ben pochi viene concessa udienza qui; ma è anche il luogo da cui emergono tutte le idee per progetti futuri. È il cervello della rivista!

Me lo immagino in cima all’edificio, a un passo dal cielo e dalle stelle, che segue il movimento del sole; un planetario a incoronare la torre di Babele. È un cerchio infinito attorno a cui si dispiegano le arcate, reminiscenze del barocco. Il pavimento, un’anamorfosi di intarsi marmorei, si estende fino alle pareti. Al centro si erge l’ufficio del direttore, un astrolabio di vetro e oro nel quale due poltrone si guardano in attesa degli ospiti. Immagino di avere un appuntamento con lui e di presentargli il mio progetto.

Come l’ombra ruota attorno a una meridiana, attorno a noi s’intersecano gli archi fin dove l’occhio arriva e rivelano squarci di luce del cielo che ci circonda. Queste volte celestiali sono popolate da oggetti surreali: mobili emblematici provenienti da diverse collezioni, donati al direttore per la sua Wunderkammer, mentre gli ospiti occasionali posano come statue.

L’arredo nel suo complesso è inoltre un tributo all’architettura metafisica di Milano, che ricorda il meccanismo di un orologio. I volumi ruotano all’infinito sotto una cupola ispirata a quella del Pantheon romano, mentre un globo astrale simboleggia l’invito universale a tutte le dimensioni dell’arte a raccogliersi presso questo ufficio, culla della creazione.

LUKE EDWARD HALL / The Art Director’s Summer Pavilion

Luke Edward Hall

BIO

Luke Edward Hall è un artista e designer di Londra. La sua estetica romantica è infusa dall’amore per la storia, dall’apprezzamento per la bellezza e da una certa giocosità. Hall ha fondato il suo studio nell’autunno del 2015 e da allora ha lavorato a tante diverse commissioni, spaziando dall’interior design a progetti di moda, fino a murales e illustrazioni per libri, ristoranti e hotel. Ha collaborato con varie società e istituzioni, come Burberry, Lanvin, Christie’s, la Royal Academy of Arts, Ginori 1735, Svenskt Tenn e Habitat. Hall ha esposto i suoi disegni, i dipinti e le sue ceramiche a Londra, a Stoccolma e negli Stati Uniti. La sua terza mostra monografica è stata inaugurata ad Atene nel gennaio 2021. Nel marzo 2019 ha iniziato a scrivere come editorialista per una rubrica del FT Weekend, settimanale del Financial Times, rispondendo alle domande dei lettori su temi come l’interior design, l’estetica e lo stile nella vita di tutti i giorni. Nel settembre 2019 ha visto la luce il primo libro di Hall, Greco Disco: The Art and Design of Luke Edward Hall, pubblicato da teNeues. Nell’autunno del 2020, Hall ha inaugurato il suo primo grande progetto di direzione artistica e interior design a Parigi: un hotel da trentatré camere con bistrot nel decimo arrondissement della città. Al momento, Luke Edward Hall sta lavorando al suo secondo libro, a nuove mostre e a diversi progetti di interior design.

CONCEPT

Il mio concept per la stanza del direttore artistico ruota intorno all’idea di uno spazio che sia per metà giardino, per metà tendone. Siamo in piena estate e il confine tra interno ed esterno, sogno e realtà si è assottigliato deliziosamente. Vediamo un pavimento in legno verniciato e carta da parati a righe, una vecchia vasca da bagno e un divano rosa acceso; soffici nuvole di cotone fluttuano sulle nostre teste, mentre fiori e piante selvatiche lottano per emergere dai listelli del pavimento. Al centro, una fontana in pietra antica riempie la stanza del gocciolio dell’acqua, e da essa partono canali in pietra che diramano l’acqua scintillante in quattro direzioni tutto attorno, sotto i mobili e all’esterno sotto gli archi dei tendaggi alle pareti. In fondo, su una pedana, c’è una scrivania in stile anni Settanta sormontata da una tenda tutta sua. Tra le piante si nascondono oggetti eleganti e funzionali: un paio di sedie a conchiglia in stile barocco veneziano, una statua del Discobolo, un paio di pantofole di velluto, enormi pile di libri e pentole colme di pennelli. Fondamentalmente, questa stanza è lo studio dei miei sogni: uno spazio in cui lavorare, certo, ma anche rilassarsi, cadendo addormentati tra le digitali e i tulipani cullati dal ronzio delle api, e uno spazio che anche il levriero Merlin possa apprezzare. È ispirato sotto molti aspetti dal giardino di casa mia nella campagna inglese e dal mio amore per le strutture a tenda, nonché dagli shooting fotografici di Tim Walker dei primi anni 2000 per Casa Vogue, che trovo incredibili.

ANNA KARLIN / Quarry for Vogue Talents

Anna Karlin by Christelle de Castro

BIO

Nata a Londra, Anna Karlin ha frequentato il Central St. Martins College e la Glasgow School of Art. È una product designer autodidatta con una formazione nella comunicazione visiva. Il suo lavoro comprende progetti di interni, di direzione artistica, per la stampa, per sfilate di moda nonché una collezione di alta gioielleria. Questo approccio alchemico al design l’ha portata a lanciare una sua collezione di mobili e complementi d’arredo. Oggi è rappresentata a livello internazionale da una rete di gallerie di design e collabora con alcuni tra i migliori architetti e interior designer per far includere le sue creazioni nell’arredo di alcuni degli edifici più prestigiosi in tutto il mondo. Karlin crede fermamente che ogni forma di design debba raccontare una storia e che tutte le discipline apportino un contributo straordinario l’una all’altra, e che pertanto nessuna area di design debba rimanere inesplorata. Il suo studio e le sue collezioni di arredi e di gioielli preziosi sono il risultato di questa sensibilità. Attualmente Karlin vive e lavora a New York.

CONCEPT

Il 2020 ci ha obbligato tutti a ripensare il nostro modo di lavorare. Abbiamo dovuto manipolare all’estremo l’ambiente che ci circonda. Nel trasformare la mia stanza in una cava, mi è piaciuta la metafora molto letterale del dover scavare per ricavarci un nuovo spazio tutto per noi. Non sono religiosa, ma visitare le cave di marmo in Italia per me è stata un’esperienza spirituale. Il 2020 ci ha spinto a trovare rifugio in luoghi e concetti di cui prima trascuravamo il significato, e riconsiderare questi pensieri mi è sembrata la cosa giusta da fare. La scala e la maestosità di una cava di marmo rafforzano in noi la sensazione di essere una piccolissima parte di un ecosistema più grande. Il 2020 ha evidenziato quanto siamo tutti interconnessi e come dobbiamo lavorare insieme per proteggere quel sistema.

MARION MAILAENDER / Party in the Fashion Editors’Office

Marion Duclos Mailander

BIO

Lavora tra Parigi e Marsiglia, sua città di origine. Dopo la formazione all’Ecole Boulle ha fondato la propria agenzia di architettura e design a Parigi, nel 2004. Da allora si è occupata della creazione di oggetti e di scenografie, nonché di progetti residenziali e commerciali come il recente incarico di progettazione per l’hotel Tuba di Marsiglia. La sua audacia e il suo stile hanno già attirato l’attenzione di numerosi creativi, come Amélie Pichard, Sophie Calle o il designer colombiano Esteban Cortázar, i quali le hanno affidato progetti straordinari.

Marion lavora basandosi sull’istinto e fonde diversi generi ed epoche in scenari che combinano la tradizione con la modernità.

La sua creatività e la sua attenzione per dettagli e materiali sono preziosissimi quando si occupa della scala dell’oggetto. Marion Mailaender cerca continuamente nuove forme per associazione di idee, mescolando stili ed epoche per risvegliare ricordi, spesso e volentieri con sottile humour.

CONCEPT

La vita qui torna un po’ alla volta alla normalità e riprende con un party organizzato in collaborazione con Xiaomi negli uffici di Vogue Italia.

Non manca niente: lo champagne nei bicchieri firmati Michele de Lucchi, le kitsch cake da condividere, la musica un po’ troppo alta in sottofondo e un video viene proiettato. Apriamo le finestre che danno su balconi grondanti di piante, il sole entra e si riflette negli specchi. Il tavolo monumentale in marmo by Nanda Vigo per La Galerie Italienne cattura la morbidezza del tessuto e la riproduce in forma scultorea, i vasi diventano borse marmoree, la lampada Naeko di Kazuhide Takahama (galleria A1043) s’innalza verso i soffitti specchiati e noi vaghiamo tra il reale e l’immaginario. Giochiamo con le percezioni, alcuni oggetti sono saldi e ben ancorati, altri si sciolgono come neve al sole: la mensola dello studio Their & van Daalen, il lampadario fluido di Héctor Esrawe per Galeria Masa. E tutto si riflette nelle superfici specchiate del soffitto. Un telefono squilla, qualcuno chiama per la festa.

Siamo a Milano, finalmente!

NENDO / The Enlightened Graphic Room

Oki Sato, Nendo

BIO

Oki Sato è Chief Designer e fondatore di nendo. Nato nel 1977 a Toronto, Canada, nel 2002 ha conseguito un master in architettura presso l’Università di Waseda, a Tokyo, e in quello stesso anno ha aperto il suo studio di design “nendo”. La sua attività in questo campo non si è limitata ad un’area specifica, bensì ha assunto molteplici forme, dal design grafico e di prodotto fino alla progettazione di mobili, installazioni, interni e finestre, fino a toccare la dimensione architettonica. Annoverato da Newsweek tra i 100 giapponesi più rispettati al mondo, ha vinto diversi importanti riconoscimenti come “Designer of the Year”, tra cui quelli delle riviste Wallpaper* ed Elle Decor. Le creazioni di nendo possono essere ammirate presso il Museum of Modern Art di New York, oltre che al Musée des Arts Décoratifs e al Centre Pompidou di Parigi.

CONCEPT

Lo spazio digitale vuole omaggiare la stanza che nella redazione di Vogue è dedicata al team di progettazione grafica; lo sfondo è volutamente mantenuto incolore, in modo da delineare graficamente le lanterne hyouri e avvolgerle con una luce soffusa, simile a quella che attraversa le porte shōji rivestite di carta bianca traslucida. Hyouri significa dentro e fuori in giapponese e questa collezione di lampade evoca le lanterne giapponesi chiamate “chōchin”, realizzate con un telaio di bambù spaccato ricoperto di carta e solitamente appese a un gancio o un palo. Come la lanterne hyouri sono state create combinando tecniche artigianali tradizionali e nuove idee progettuali, lo spazio è stato creato ispirandosi alla tradizionale architettura giapponese di templi e santuari – all’uso del legno che la contraddistingue e alla tecnica “tsugite” di incastrare assieme assi attraverso dei giunti, come pezzi di puzzle – adattandola però al mondo digitale.

Le colonne sono così rese sottili e delicate in virtù della non gravità e sono sormontate da una struttura composta da numerose griglie unite insieme per enfatizzare un senso di profondità nella navigazione 3D.

STUDIOPEPE / No Man Is an Island: The Meeting Room

Studiopepe® ph: Andrea Ferrari

BIO

Studiopepe è un’agenzia di architettura e design fondata a Milano nel 2006 da Arianna Lelli Mami e Chiara Di Pinto. L’attenzione di Studiopepe è rivolta al design con un approccio multidisciplinare, che comprende interior design, progettazione del prodotto e consulenza creativa. Il linguaggio usato dallo studio nei suoi progetti è stratificato: combina infatti una visione poetica con una forte identità iconografica. Studiopepe si occupa di progetti commissionati a livello internazionale, ad esempio da attività di vendita al dettaglio e hotel, e di commissioni private, avvalendosi di un team di 15 professionisti tra architetti, interior designer e product designer. La visione di Studiopepe si basa sulla sperimentazione, sulla ricerca continua di colori e materiali e sulla fusione con il linguaggio contemporaneo dell’arte. Alcuni dei temi di lavoro dello studio sono le installazioni, lo studio degli archetipi formali, gli esperimenti con i materiali e il dialogo tra opposti.

CONCEPT

Gli antichi greci si recavano in pellegrinaggio a Delfi, al tempio di Apollo; punteggiato da colonne, custodiva al suo interno l’oracolo e sul pronao portava l’incisione Conosci te stesso, a indicare che ogni conoscenza parte dalla profonda consapevolezza del nostro Io.

Ci siamo ispirate a questa architettura per immaginare la meeting room del futuro, anche se in questo momento storico appare quasi come un ossimoro. La sala riunioni è il luogo del dialogo, spesso tra opposti, ed è dall’alterità che nasce il processo di creazione. Il dialogo, infatti, è sempre trasformativo e generativo di connessioni: con noi stessi, con gli altri e con la natura, con la quale i rapporti sono ancora più profondi perché liberi da sovrastrutture. Come duo creativo, sappiamo che sperimentare il confronto ogni giorno è fondamentale per far nascere nuove idee.

Le nostre scelte parlano di noi e della nostra relazione con l’ambiente; arredi e oggetti sono stati selezionati con grande cura non solo per come appaiono ma per quello che significano. Abbiamo inserito un tavolo poligonale affinché non ci fosse un lato predominante. La sua “pelle” è un omaggio ad Archizoom e al loro messaggio utopico, ancora oggi attuale e potente. Sul piano gli oggetti sono sei, ciascuno rappresentato da due corpi celesti che sono gli estremi di un asse di confronto dialogico. (Noi e gli altri, noi e la natura, noi e le nostre radici…) I pianeti sono il simbolo del legame con la natura che va oltre il visibile, che coinvolge gli archetipi e il mondo dell’inconscio, qui raffigurato dal mare. E proprio dall’acqua emerge un’isola, sulla quale campeggiano luminose le parole: NO MAN IS AN ISLAND.

Abbiamo inoltre inserito un pezzo simbolico in Alcantara che attraverso il pattern marmorizzato richiama il concetto di relazione e fusione di due elementi diversi.

La dualità fa parte del nostro essere e la nostra identità di individui è un equilibrio di relazioni e opposizioni del nostro essere e la nostra identità di individui è un equilibrio di relazioni e opposizioni.

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