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Liliana Segre denuncia 24 persone per messaggi d'odio e diffamazione, tra cui chef Rubio

C’è anche chef Rubio tra le ventiquattro persone denunciate dalla senatrice a vita Liliana Segre per messaggi di «odio di natura diffamatoria, spesso di carattere antisemita e contenenti auguri di morte». La senatrice, sopravvissuta al dramma della Shoah, di cui si è fatta testimone per le nuove generazioni, è stata spesso oggetto di insensati attacchi alla sua persona, in molti casi con parole violente, come aveva lei stessa raccontato al primo Forum Nazionale delle Donne Ebree d’Italia organizzato dall’associazione Adei-Wizo a Palazzo Marino a Milano. 

«La vita mi ha insegnato a essere libera e senza paura nonostante io sia la persona più vecchia d’Europa obbligata alla scorta per tutti gli insulti e gli improperi e le minacce di morte che mi vengono fatte anche perché sono vaccinata, e non sono una no vax», aveva detto la senatrice in quell’occasione. «Per tanto tempo sono stata in silenzio su queste persone che mi insultano, ma adesso denuncio, visto che è anche di cattivo gusto augurarmi la morte a 92 anni». 

Alla promessa sono seguiti i fatti: ieri la caserma dei carabinieri di Milano ha ricevuto ventiquattro diverse denunce per le minacce subite online da Segre. Tra queste, ce n’è anche una indirizzata a Gabriele Rubini, in arte chef Rubio, cuoco e attivista che spesso in passato si è lasciato andare a dichiarazioni sopra le righe, soprattutto in difesa della Palestina e contro Israele. 

Gabriele Rubini, in arte chef Rubio

Pacific Press/Getty Images

Il presentatore televisivo, diventato celebre con programmi come Unti e Bisunti e Camionisti in trattoria, era già stato denunciato per istigazione all’odio razziale per un tweet in cui definiva «abominevole» lo stato di Israele. Poi aveva coinvolto la senatrice Segre parlando di un «vergognoso» suo «silenzio sistematico» nei confronti della «pulizia etnica» portata avanti da Israele contro i Palestinesi. 

La reazione di Rubio alla notizia della denuncia non si è fatta attendere: «Chiedere a #LilianaSegre di denunciare i crimini della colonia d’insediamento israeliana e dell’esercito nazista che da 74 anni porta avanti la pulizia etnica del popolo nativo palestinese (semita) sarebbe incitare all’odio? I silenzi di parte sono odio, non chi resiste», ha scritto lo chef in un primo commento su Twitter, seguito poi da ulteriori dichiarazioni.

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