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Lo stop degli eventi pesa sui conti ma Fiera Milano è pronta a ripartire

I risultati del primo trimestre 2021 di Fiera Milano scontano la sospensione delle attività fieristiche e congressuali in presenza adottate dal Governo a causa del persistere dell’epidemia da Covid-19, come emerge dal Resoconto intermedio di gestione consolidato approvato dal cda presieduto da Carlo Bonomi che ha anche nominato Andrea Maldi come Chief financial officer e dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili e societari a partire dal prossimo primo giugno.

I ricavi sono stati pari a 1,5 milioni di euro rispetto a 47,6 milioni nel primo trimestre 2020; l’Ebitda pari a -9,9 milioni di euro rispetto a 15,0 milioni dello stesso periodo; l’ Ebit si attesta a -21,0 milioni di euro rispetto a 3,8 milioni mentre il risultato prima delle imposte segna -23,2 milioni rispetto a -0,1 milioni nel primo trimestre del 2020. La posizione finanziaria netta, ante effetti Ifrs 16, registra un indebitamento netto pari a 47,5 milioni di euro rispetto a 23,9 milioni al 31 dicembre 2020.

“A fronte di tali imposizioni governative – si sottolinea in una nota -, la società si è adoperata al fine di ripianificare gli eventi previsti in calendario nel periodo in esame ed ha continuato nella sua azione di contenimento dei costi di gestione e del personale, fra i quali si segnala l’utilizzo del Fondo di integrazione salariale. Nella seconda parte di febbraio, è stato presentato al mercato e ai principali stakeholder, il nuovo Piano Strategico 2021-2025 denominato CONN.E.C.T. 2025 (Connections, Exhibitions, Community, Transformation) che ha l’obiettivo di rispondere in maniera efficace all’impatto della pandemia, delineando scenari futuri ed identificando i fattori chiave per competere con successo in un contesto di “New Normal”, nel quale l’innovazione tecnologica e la trasformazione digitale avranno un ruolo di primo piano”.

“Il precedente modello di business, che si basava principalmente sugli eventi fisici, è stato quindi rivisto per sviluppare una piattaforma di servizi integrati in grado di offrire una innovativa customer experience phygital. Contestualmente è stato definito il purpose e sono stati rivisti la mission ed i valori aziendali. Grande attenzione è stata, inoltre, riservata alle tematiche Esg e alla sostenibilità nelle scelte strategiche di business”.

“Il Decreto-Legge Riaperture dello scorso aprile, che ha sancito il via libera alla ripresa delle fiere e dei congressi in presenza, ci dà la possibilità di riprendere a fare business per e con i nostri clienti – commenta Luca Palermo, amministratore delegato e direttore generale di Fiera Milano -. Nel corso del primo trimestre abbiamo posto le basi per una rapida e solida ripartenza. Il piano strategico CONN.E.C.T. 2025 ha tracciato il percorso che ci guiderà nei prossimi anni”.

“La seconda parte dell’anno vede la presenza di un calendario molto fitto – aggiunge l’ad -: abbiamo sfruttato ogni finestra temporale utile per offrire la possibilità alle imprese di tornare nei nostri padiglioni e contribuire concretamente al rilancio del Paese. Il business fieristico rappresenta uno strumento strategico di politica industriale e garantisce un supporto fondamentale all’attività delle filiere produttive e alla promozione del Made in Italy nel mondo”.

In Italia nel primo trimestre in esame si è svolta una manifestazione in forma digitale con zero metri quadrati netti espositivi sono stati rispetto ai 273.785 metri quadrati netti espositivi dell’analogo periodo dello scorso anno. Il numero degli espositori è passato da 5.625 del primo trimestre 2020 a 55 del primo trimestre 2021. All’estero si è svolta una manifestazione, per un totale di 51.070 metri quadrati netti espositivi (3.910 metri quadrati nel primo trimestre 2020) e 985 espositori (100 espositori nel primo trimestre 2020).

Il decreto-legge consente lo svolgimento in presenza, in zona gialla, delle fiere a partire dal 15 giugno 2021 e dei congressi e dei convegni a partire dal 1° luglio 2021 mentre è consentito svolgere, anche in data anteriore, attività preparatorie che non prevedono afflusso di pubblico. E Fiera Milano, “in un contesto che rimane comunque di incertezza” conferma le “previsioni di Ebitda (compreso in un range di 35-45 milioni di euro) e di posizione finanziaria netta (indebitamento netto compreso fra 0 e 10 milioni di euro, ante effetti Ifrs16) previste nello scenario di ripresa delle attività a partire dal mese di settembre. La società, sulla base delle informazioni ad oggi disponibili, stima che l’impatto sulla redditività operativa derivante dal minor fatturato atteso dall’edizione 2021 del Salone del Mobile e, prudenzialmente, da altre manifestazioni previste a calendario, possa essere compensato dall’effetto delle azioni in corso sul fronte del contenimento dei costi e dai contributi governativi in regime di de minimis”.

Fiera Milano è dunque pronta alla ripartenza “forte degli ulteriori sviluppi della sua piattaforma sul fronte delle nuove soluzioni tecnologiche e dei servizi digitali e di una solida dotazione finanziaria”, programmata per superare l’attuale fase di interruzione dell’attività. Dopo il rimborso integrale di un finanziamento per 25 milioni di euro, avvenuto lo scorso 30 aprile, può ancora contare su circa 70 milioni di euro di disponibilità liquide, a cui si aggiungono 31 milioni di euro di linee di credito tuttora non utilizzate e disponibili per finanziamenti di breve termine. Il Gruppo dispone pertanto di risorse finanziarie adeguate a coprire i fabbisogni di breve e medio periodo” e “sarà in grado di generare flussi di cassa adeguati al rimborso dei finanziamenti ricevuti”.

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