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Longhena, il sindaco Plodari conferma: «Mi dimetto»

Il municipio di Longhena - Foto © www.giornaledibrescia.it

Il municipio di Longhena – Foto © www.giornaledibrescia.it

C’era ancora una flebile speranza di risolvere la situazione, ma ogni tentativo è risultato vano. La riunione che si è svolta ieri tra le forze di maggioranza non è riuscita infatti a indurre il sindaco Giancarlo Plodari a compiere un passo indietro e a ritirare le dimissioni messe nero su bianco a inizio settimana: per il Comune di Longhena scatta dunque il commissariamento.

Come un fulmine a ciel sereno, la vita amministrativa del piccolo paese della Bassa è stata squassata ieri dalla conferma del sindaco di non voler ritirare le proprie dimissioni, presentate per «ragioni personali». Di conseguenza Longhena verrà commissariata. Quelle di ieri sono state ore frenetiche e convulse, che hanno visto assessori e consiglieri di maggioranza a stretto confronto. Da parte di Plodari, bocca cucita e nessun commento sulle motivazioni che lo hanno portato all’abbandono della carica. Dal canto loro i consiglieri che lo hanno sostenuto affidano il loro disappunto a una nota: «Oggi (ieri, ndr) si è tenuto l’incontro chiarificatore tra maggioranza e sindaco, il quale ha ribadito la volontà di dimettersi per motivi personali – scrivono i rappresentanti della maggioranza -. Ne abbiamo quindi preso atto, seppur con rammarico considerati i vari progetti che avevamo in cantiere e che non potremo più realizzare. Siamo dispiaciuti poiché consapevoli che, in questa situazione, a rimetterci sarà soprattutto la Comunità di Longhena».

L’ormai ex sindaco Plodari era al secondo mandato: dopo aver guidato il paese dal 2014 al 2019 con la lista «Longhena libera e democratica» (aveva ottenuto l’82,2% dei consensi alle urne, ndr), nel maggio di due anni fa era stato rieletto con il 59,3% dei voti, battendo la sfidante Nicoletta Benedetti, supportata dalla lista «Progetto per Longhena». Ieri, con le dimissioni confermate, la sua esperienza amministrativa con questa giunta si è definitivamente esaurita. Ora la palla passa al commissario prefettizio: da verificare che Longhena possa o meno andare a votare nella tornata di elezioni amministrative di ottobre insieme ad altri 26 municipi già chiamati alle urne.

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