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Lorena e Gian Andrea, se aiutare degli esseri umani diventa reato

«Vedevamo arrivare questi ragazzi con le scarpe rotte, i piedi lacerati, affamati. Non siamo più stati capaci di tornare nella nostra casa».

Lorena Fornasir e Gian Andrea Franchi ogni fine settimana curano i migranti sopravvissuti all’orrore della rotta balcanica. Insieme a una rete di volontari hanno dato vita a Linea d’Ombra e davanti alla stazione di Trieste medicano i segni delle torture, offrono cibo e dignità.

Lorena ha 67 anni ed è una psicoterapeuta. Gian Andrea, suo marito, professore di filosofia in pensione 84. Ora la procura di Trieste li accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e ha perquisito la sede dell’associazione. Lorena e Gian Andrea inginocchiati con le garze e le medicine, che regalano scarpe e cibo a chi ne ha bisogno e si ritrovano «indignati e sconcertati nel constatare che la solidarietà sia vista come un reato».

di Floriana Bulfon e Alessandro Penso

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