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Manovra, Coldiretti Mantova: per il contenimento cinghiali alla provincia di Mantova risarcimenti per 334mila euro | la Voce Di Mantova

MANTOVA  – Finalmente un provvedimento concreto per porre fine all’incontrollata moltiplicazione dei cinghiali in Italia, dove se ne conta uno ogni ventisei abitanti, per un totale di 2,3 milioni di esemplari, che mettono a rischio la salute, il lavoro e la sicurezza degli italiani con un incidente ogni 41 ore causato dalla fauna selvatica. Anche nel Mantovano, solo poche settimane fa, una brutale aggressione ai danni di un pensionato da parte di un cinghiale ha messo in evidenza quanto il fenomeno della fauna selvatica sia fuori controllo anche dalle nostre parti”.

Così il presidente di Coldiretti Mantova, Paolo Carra, commenta l’inserimento nella Manovra in discussione al Senato sui cinghiali.

Da qualche anno, ormai, il territorio mantovano – specialmente nelle zone al confine con il Cremonese e il Bresciano – aveva registrato la presenza di cinghiali o di colonie di ungulati, denunciando problemi con i raccolti: calpestamenti, distruzione, ricorso a nuove semine di emergenza, per non parlare dei pericoli lungo le strade. Col tempo, evidentemente, la popolazione di cinghiali ha trovato spazio per “invadere” nuove aree.

Fra i rischi, ricorda Coldiretti Mantova, anche la perdita di biodiversità, l’abbandono di aree coltivabili e la diffusione della peste suina africana, che ha già causato gravi danni all’export di carni suine e soprattutto salumi.

Gli indennizzi sul territorio. Nei giorni scorsi Regione Lombardia ha emanato un decreto per liquidare gli indennizzi dei danni da selvaggina per un importo vicino ai 334mila euro per l’Atc di Mantova e Cremona per il periodo 1° gennaio – 30 settembre 2022.

L’indennizzo stanziato da Regione Lombardia come risarcimento dei danni da selvaggina rappresenta – rileva Coldiretti Mantova – poco più del 50% del reale danno stimato dai funzionari Utr al momento del sopralluogo nelle aziende.

Cittadini contro i cinghiali. Oltre otto italiani su 10 (81%) – secondo l’indagine Coldiretti/Ixè – pensano che vada affrontata con il ricorso agli abbattimenti, soprattutto incaricando personale specializzato per ridurne il numero anche perché un italiano adulto su quattro (26%) si è trovato faccia a faccia con questi animali.

Negli ultimi dieci anni peraltro il numero di incidenti gravi con morti e feriti causati da animali è praticamente raddoppiato (+81%) sulle strade provinciali secondo la stima Coldiretti su dati Aci Istat.

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