Non si sa come sia morto l’uomo trovato senza vita all’interno della propria auto. Accanto al corpo vi erano dei regali ancora impacchettati.

La tragica scoperta è avvenuta  sul lungomare Guglielmo Marconi ad Alba Adriatica, in Abruzzo. Da quanto emerso la vittima si chiamava Mattia Micomonaco ed era originario di Chieti.

Mattia micomonaco
Trovato morto in auto/archivio web-Leggilo

Qualche giorno fa i genitori del 30enne avevano denunciato la scomparsa. La vigilia di Natale aveva ottenuto un permesso premio da una comunità di San Benedetto, dove stava scontando un beneficio penitenziario, per passare le feste con i suoi cari, ma non è mai tornato a casa. Ad allertare i soccorsi è stata una donna che stava passeggiando in zona. La passante ha notato il capo di una persona chino in avanti, all’interno di un’Alfa 147 grigia. Sul posto è arrivata un’ambulanza del 118. Siccome il ragazzo si era chiuso dentro, sono stati chiamati anche i Vigili del fuoco per aprire lo sportello. Per il giovane non c’era più nulla da fare, era già morto. I soccorritori hanno solo potuto constatarne il decesso.  Sul corpo di Mattia  non sono stati trovati segni di violenza. Pertanto si tende a ipotizzare o che il ragazzo sia stato colpito da un malore improvviso oppure che il decesso sia stato causato dall’assunzione di qualche sostanza anche se, durante la perquisizione dell’auto e personale non è stata rinvenuta nessuna sostanza stupefacente.

Il mistero dei regali mai consegnati

Da ulteriori accertamenti da parte dei militari è emerso che il 30enne stava scontando un beneficio penitenziario in una comunità di San Benedetto. Il 24 dicembre aveva ottenuto un permesso premio per passare le feste natalizie con i suoi cari ma non è mai tornato a casa. Al momento sono tanti gli interrogativi da sciogliere a partire dai rapporti con i familiari. Non è chiaro perché, nonostante avesse già acquistato tutti i regali – trovati in auto accanto al cadavere – non si sia poi presentato a casa dei genitori per consegnarli. Da capire, inoltre, con chi la vittima abbia trascorso i 4 giorni intercorsi tra l’uscita dalla comunità e il ritrovamento del cadavere. Il medico legale ha fatto un’ispezione cadaverica per cercare di risalire all’ora del decesso e sembrerebbe che il giovane, quando è stato trovato, fosse morto già da diverse ore. Forse addirittura da un giorno.